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«Industria 4.0, decisivo coinvolgere le reti di fornitura»: il ruolo del Supply Chain Finance

Il caso Bonfiglioli Riduttori mostra perché occorre promuovere l’innovazione digitale in tutta la filiera produttivo-logistica, e tener conto delle relazioni industriali delle PMI per valutare il loro merito creditizio, spiegano Antonella Moretto e Federico Caniato, Direttori dell'Osservatorio Supply Chain Finance (Politecnico di Milano)

di redazione

digitale e finanziamenti

28 Agosto 2017

Da anni parliamo del Supply Chain Finance, le soluzioni (sempre più supportate dalle tecnologie digitali) per finanziare il capitale circolante sulla base non solo degli indici economici e finanziari di un’impresa ma anche del suo ruolo operativo all’interno della filiera produttivo-logistica in cui opera.

Un tema estremamente attuale soprattutto in Italia, tanto che il Politecnico di Milano ha creato un apposito Osservatorio appunto per studiare queste innovative modalità di finanziamento: nelle supply chain manifatturiere italiane infatti c’è un altissimo numero di PMI (piccole e medie imprese) con forte esigenza di accedere al credito, ma in grande difficoltà nell’interazione con le banche, portate appunto a focalizzarsi soltanto sul merito finanziario.

Oltretutto dal momento del lancio del Piano Nazionale Industria 4.0 in Italia gli investimenti dei settori manifatturieri hanno ripreso vigore, in particolare nelle tecnologie digitali, per cui i direttori dell’Osservatorio, Antonella Moretto e Federico Caniato, hanno recentemente pubblicato alcune riflessioni appunto sulle possibili sinergie tra le iniziative di Supply Chain Finance e gli investimenti in tecnologie Industria 4.0.

Il Supply Chain Finance, scrivono Moretto e Caniato, si basa sull’analisi di ogni attore della filiera non solo per le sue caratteristiche individuali, ma anche per l’insieme delle sue relazioni appunto all'interno della filiera. Nell’industria questo approccio è la prassi, poiché il successo di un’impresa è in larga parte dovuto al valore e alla qualità delle relazioni che instaura. La novità è che anche il mondo bancario e finanziario si sta accorgendo di quanto sia importante tener conto del valore di questo patrimonio di relazioni nel definire le proprie strategie di investimento.

«E questo approccio di filiera diventa indispensabile soprattutto quando si vuole ragionare in termini di innovazione, come nel caso molto attuale dell’Industria 4.0». I due ricercatori citano come esempio Bonfiglioli RIduttori, il primo caso italiano di finanziamento a supporto dello sviluppo della "filiera 4.0". Bonfiglioli è un esempio di “multinazionale tascabile” italiana leader internazionale nel suo settore (meccanica di precisione e meccatronica), e ha capito che, per rendere efficaci gli investimenti Industria 4.0 non basta innovare solo l’azienda capofiliera, ma occorre necessariamente coinvolgere anche tutta la rete di fornitori strategici.

«Digitalizzazione fondamentale, ma non funziona se i fornitori non ci seguono»

«Il Gruppo Bonfiglioli sta crescendo, si sta impegnando in un processo di sviluppo dove la digitalizzazione è un elemento portante e fondamentale. E’ una sfida unica che vogliamo cogliere e giocarci al meglio ma tutto questo non può accadere se anche i nostri fornitori non seguono questa evoluzione: non possiamo andare a velocità diverse», ha spiegato Sonia Bonfiglioli, Presidente di Bonfiglioli Riduttori.

Tuttavia l’accesso al credito per finanziare gli investimenti risulta un punto critico soprattutto per i fornitori e subfornitori di piccole e medie dimensioni. Bonfiglioli Riduttori ha avviato un progetto specifico con un partner finanziario (BNL, che ha messo a disposizione 2 miliardi di euro per il piano) e 180 suoi fornitori (per un totale di oltre 15.000 addetti e 4 miliardi di fatturato) sono stati analizzati: ne sono stati scelti 10, giudicati i più pronti tecnicamente e culturalmente alla digitalizzazione del processo produttivo, e con necessità di finanziamento appunto per i loro piani Industria 4.0. «Questo esempio di gestione di filiera è un primo caso concreto, ma di certo non è isolato: filiere come quelle della moda (qui abbiamo raccontato i casi di OTB-Diesel e di SIstema Moda Italia), dell’alimentare o della meccanica, per geografia spesso legate a territori specifici, costituiscono ambiti privilegiati».

Tre motivi per cui il caso Bonfiglioli è Supply Chain Finance

Ma perché quello di Bonfiglioli si può considerare un approccio di Supply Chain Finance? «Noi riteniamo lo sia per 3 aspetti chiave. In primis, la visione di filiera: questo caso ci insegna che ciò che conta non è l’appartenenza generica a un settore, ma le relazioni di fornitura effettivamente in atto e adeguatamente profilate per il progetto specifico». Il secondo riguarda la collaborazione lungo la filiera: «Tramite questo progetto Bonfiglioli Riduttori ha usato le proprie competenze e patrimonio informativo per uno sviluppo complessivo dei fornitori, considerando le competenze e la consulenza necessaria ma includendo anche la prospettiva finanziaria. Si può parlare di Supply Chain Finance se il valore che viene generato risulta superiore per il sistema nel suo complesso, non semplicemente redistribuito».

Il terzo aspetto infine riguarda la natura delle informazioni considerate per valutare il merito: si è guardato alla preparazione specifica del management e dei processi di supply chain ad accogliere investimenti di Industria 4.0, vale a dire parametri di valutazione tipici di una relazione industriale, quali prestazioni di servizio, grado di dipendenza e strategicità tra gli attori, livello di esclusività e dipendenza, modelli di monitoraggio dei processi messi in atto tra gli attori, etc.

Dato quindi che effettivamente di Supply Chain Finance si parla, il valore dell’iniziativa è di gran lunga superiore alla semplice adozione di un nuovo paradigma decisionale o di un’estensione dell’applicazione di alcune soluzioni esistenti. «In particolare, è importante sottolineare la natura dell’investimento: asset fisici e non capitale circolante». A differenza di quello che è il focus tradizionale delle soluzioni di Supply Chain Finance, concludono Moretto e Caniato, l’esempio di Bonfiglioli Riduttori può definire per esse nuovi ambiti di applicazione, supportando la realizzazione di investimenti di filiera e perseguendo performance che vadano al di là di quelle finanziarie e di efficienza, ma che siano sempre più legate in maniera stretta alle sostenibilità e all’innovazione delle filiere.


TAG: Supply Chain Finance, Industria 4.0, fornitori, merito creditizio, rating, accesso al credito, Federico Caniato, Bonfigiioli Riduttori


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