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indagini e ricerche

Una PA sostenibile? È il momento di puntare sul Green Public Procurement

I dipendenti pubblici italiani assegnano un voto insufficiente alle politiche degli Enti sotto il profilo della eco-compatibilità. Ma oltre la metà pensa che le procedure d’acquisto “green” possano promuovere scelte di consumo e produzione più responsabili. Lo afferma un’indagine realizzata da FPA, di cui si parlerà a Forum PA 2017, in scena a Roma dal 23 al 25 maggio

03 Mag 2017

redazione

I dipendenti pubblici chiedono alle loro amministrazioni un impegno più concreto sui temi della sostenibilità, giudicando ancora insufficienti le politiche nel settore. È proprio dalla PA che potrebbe partire la green revolution, e a partire dai processi di procurement occorre muovere i primi passi. Questo il quadro che emerge dall’indagine di FPA “Pratiche di consumo sostenibile a lavoro”, che ha coinvolto un panel di circa 700 dipendenti pubblici (e 100 privati) interrogandoli su quanto siano attente all’ambiente le loro organizzazioni e quanto sostenibili le proprie scelte di consumo sul luogo di lavoro. L’indagine completa sarà presentata a Forum PA 2017, di scena al Roma Convention Center La Nuvola, dal 23 al 25 maggio.

Secondo la ricerca, i dipendenti pubblici assegnano un voto medio pari a 4,9 (in una scala da 1 a 10) alla sostenibilità delle Pubbliche Amministrazioni. Tra i vari Enti, le Regioni ottengono il risultato migliore, ma comunque al di sotto della sufficienza, con una valutazione media di 5,3. Proprio a queste, il PAN Green Public Procurement (il Piano d’Azione per la sostenibilità dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione) assegna un ruolo strategico imponendo di includere gli appalti verdi e sostenibili nella normativa regionale e di settore, oltre che nei programmi di spesa.

«Il passaggio a un’economia sostenibile richiede un salto culturale forte», commenta Gianni Dominici, Direttore di FPA. «Da un lato è necessario dotare le pubbliche amministrazioni di competenze e strumenti adeguati, dall’altro ne va rafforzato il ruolo propulsivo e di sensibilizzazione rispetto alle scelte di consumo e produzione di cittadini e imprese, primi fra tutti i propri dipendenti: 14 occupati su 100 in Italia sono impiegati pubblici con proprie abitudini di consumo nell’attività lavorativa quotidiana. Se le amministrazioni saranno trainanti nel promuovere e incentivare i comportamenti sostenibili nei luoghi di lavoro, proprio dal settore pubblico potrà venire la green revolution».

I primi passi del Green Public Procurement

Secondo i dipendenti pubblici le PA italiane stanno muovendo i primi passi verso la definizione di proprie politiche di Green Public Procurement (GGP). Il 14,1% dichiara che (in base alla propria conoscenza) l’amministrazione ha già introdotto i CAM (Criteri Ambientali Minimi) nelle proprie procedure d’acquisto. Per il 12,5% l’amministrazione ha provveduto all’individuazione dei prodotti e servizi ai quali applicarli. Mentre sono ancora molto poche quelle che hanno formalizzato la politica degli acquisti sostenibili (9,3%), che hanno organizzato iniziative di informazione e formazione al personale sulla sostenibilità (9,3%), che provvedono al monitoraggio degli acquisti verdi effettuati (7,4%), e soprattutto quelle che hanno definito chiaramente gli obiettivi e i target da raggiungere (6,7%).

«È chiaro che questi numeri devono essere ben diversi per far sì che la green revolution abbia luogo nel nostro Paese e sia trainata dalle Pubbliche Amministrazioni», continua Dominici. «Per questo secondo il panel dell’indagine di FPA una PA dovrebbe stabilire una propria strategia e dei propri obiettivi rispetto agli acquisti verdi».

Una leva per lo sviluppo sostenibile

Nelle opinioni degli intervistati quella del Green Public Procurement non è tanto un’occasione per far risparmiare (individuata dal 5,5% degli intervistati), e neanche solo uno strumento per diminuire l’impatto sull’ambiente dei consumi pubblici (34,4%). Il GPP È soprattutto la miccia per dare impulso a un’economia e a una crescita sostenibile come individua oltre metà del campione. In ragione di questo obiettivo il ruolo della PA non può essere ridotto a quello di consumatore responsabile, ma deve essere letto come propulsore di nuovi modi di consumare e produrre. Cosa c’è da fare? Secondo gli intervistati oltre a rispettare gli obblighi di legge, le Pubbliche Amministrazioni dovrebbero mettere in campo iniziative educative e di sensibilizzazione rispetto a tutto il personale (82,7%).

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