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Trasporti e logistica

Mercedes, il camion ora si guida da solo: «Connettività e Big Data fattori decisivi»

Già testato in autostrada, il “Mercedes-Benz Future Truck 2025” unisce soluzioni di “driver assistance” con il sistema Highway Pilot, basato su comunicazione wi-fi, radar e telecamere. I benefici: traffico meglio distribuito e più sicuro, migliori profitti per le aziende di trasporti e logistica, minori consumi di carburante ed emissioni, e tempi di percorrenza più prevedibili

15 Lug 2014

Daniele Lazzarin

L’evoluzione dell’ICT sta sempre più semplificando la gestione delle supply chain, ma alla fine in Italia il 91% delle merci viaggia su gomma (dato 2010, la fonte Osservatorio Autopromotec). Non solo: secondo il “World Transport Report” di ProgTrans, tra il 2008 e il 2025 l’autotrasporto di merci registrerà nella UE un aumento del 20% circa, ma altre fonti, come l’Ifmo (Institute for Mobility Research) di BMW, parlano di una crescita complessiva del 50% per i prossimi vent’anni, in caso di ripresa stabile dell’economia. Il tutto in uno scenario di investimenti in calo nella costruzione e ammodernamento della rete stradale esistente.

Ogni innovazione tecnologica riguardante i mezzi di trasporto, quindi, può incidere sull’efficienza complessiva della catena almeno quanto l’adozione di una soluzione software di gestione della domanda, delle scorte o della logistica. In questo quadro un esempio interessante e già concreto dell’evoluzione della ricerca nel campo dei veicoli commerciali è il Mercedes-Benz Future Truck 2025, che verrà presentato il prossimo settembre all’International Commercial Vehicle Show (IAA) di Hannover, ma che è stato già sperimentato in pubblico su un tratto dell’autostrada tedesca A14 presso Magdeburgo.

Si tratta di un test di 45 minuti, di cui Daimler, il gruppo che comprende Mercedes-Benz, ha pubblicato un ampio speciale sul suo sito web. L’impressionante video in particolare – disponibile anche su YouTube – mostra l’autoarticolato che si guida da solo a 85 km/ora, sia su strada sgombra che con traffico sostenuto, mentre il guidatore lavora su un tablet senza guardare la strada né toccare il volante. La sequenza comprende anche l’accostamento a bordo strada e la fermata da parte del mezzo nella simulazione di un controllo della Polizia Stradale. Per superare altri veicoli cambiando corsia, e per uscire dall’autostrada, è ancora richiesto l’intervento manuale dell’autista, ma Daimler riferisce di stare lavorando sull’automazione anche di queste attività.

Dal punto di vista tecnologico, il veicolo unisce tecnologie di “driver assistance” già usate nel gruppo Daimler, come automatic braking (frenatura), stability control e lane-warning (controllo della corsia di marcia), con il nuovo sistema Highway Pilot, che è quello che effettivamente gestisce la guida automatica nel traffico, e integra comunicazione wireless wi-fi V2V (vehicle-to-vehicle), due radar laterali e due frontali (a corto e lungo raggio), nonché una videocamera frontale. In dotazione anche mappe 3D (Predictive Powertrain Control), e le soluzioni Fleetboard di Mercedes, dal vehicle management al transport management, con le relative versioni Mobile App.

Altri sviluppi ovviamente sono in vista. «Il veicolo sarà completato da una gamma di servizi in cui connettività e Big Data Management saranno fattori decisivi per migliorare l’efficienza: sarà integrato sempre meglio con l’ambiente che lo circonda grazie a sensori, telecamere, mappe digitali e tecnologie di comunicazione V2V e V2I (Vehicle to Infrastructure)».

I benefici del cosiddetto “autonomous driving”, sottolinea Daimler, sono evidenti e molteplici. Entro dieci anni potremo avere flussi di traffico minori, meglio distribuiti e soprattutto più sicuri, per l’eliminazione degli errori umani. Avremo inoltre migliori profitti per tutte le aziende che si occupano di trasporti e logistica, mentre consumi di carburante ed emissioni scenderanno, e i tempi di percorrenza diventeranno più prevedibili.

Indirette ripercussioni si avranno anche sull’ottimizzazione in tempo reale dei percorsi e sulla manutenzione dei veicoli, con possibilità di predire i malfunzionamenti e intervenire da remoto. Anche il profilo professionale dell’autista avrà una netta evoluzione verso il “transport manager”, visto che potrà utilizzare i tempi “liberati” dalla guida automatica lavorando su tablet ad attività attualmente svolte dagli impiegati amministrativi delle società di trasporto.

E i tempi? Secondo Daimler, per l’aspetto squisitamente tecnologico un camion come il Future Truck 2025 potrebbe essere prodotto in serie e disponibile commercialmente tra soli cinque anni. Ma ce ne vorranno cinque in più per avere un quadro legislativo coerente a livello internazionale che indirizzi i molti aspetti da regolare nel “salto” dalla guida manuale a quella automatica, dalle nuove patenti di guida alla sicurezza e proprietà dei dati, dalla responsabilità per le violazioni del codice stradale e per gli incidenti a tutti gli aspetti legati alle assicurazioni e alla responsabilità per danni e guasti del veicolo.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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