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Pubblica Amministrazione

Lombardia Informatica apre il Data Center a comuni, enti e ospedali lombardi

Davide Rovera, Presidente della società che è il braccio tecnologico della Regione, parla dei piani della giunta per l’ICT: servizi Cloud accessibili alle PA lombarde, pagamenti online per i servizi della Sanità, Mobile App per i cittadini, un nuovo sito più semplice da utilizzare

31 Mar 2014

Manuela Gianni

Davide Rovera, Presidente Lombardia InformaticaIl nuovo Data Center di Lombardia Informatica è oggi a disposizione di tutti i Comuni, gli ospedali e gli enti pubblici della Regione, che possono così avere accesso a un’infrastruttura allo stato dell’arte ma virtuale, grazie alle tecnologie cloud. È una delle proposte della giunta Maroni, che sta spingendo l’acceleratore sull’innovazione e sui servizi online per i cittadini, come spiega ad ICT4Executive Davide Rovera, Presidente di Lombardia Informatica. La società è il braccio tecnologico della Regione e ne gestisce circa 300 servizi, con un fatturato di 195 milioni di euro e 540 dipendenti.

Uno degli obiettivi principali per il futuro, come sottolinea Rovera, è «far crescere il Data Center perché diventi un polo unico sia per quanto riguarda gli assessorati locali sia per i Comuni e le aziende ospedaliere». La società infatti dispone di due Data Center, uno la replica dell’altro, su cui sono stati effettuati importanti investimenti. Qualche numero dà l’idea delle dimensioni: 440 server fisici, oltre 1100 server virtuali, 385 data base, 700 Terabyte di storage.

Quali sono i servizi oggi erogati da Lombardia Informatica per conto della Regione Lombardia?

Gestiamo circa 300 ordini di servizio, spaziando a 360 gradi in tutti gli ambiti ICT, e raggiungendo 10 milioni di cittadini: alcuni sono noti, come quelli per la carta dei servizi (che ora viene prodotta dal Ministero delle Finanze perché è diventata un progetto nazionale – ndr), o le prenotazioni delle Aziende ospedaliere. Ma la maggior parte sono meno noti, ad esempio il controllo del territorio per la Protezione Civile. Le do qualche numero: in un anno abbiamo gestito 380mila domande di finanziamenti online per l’eGovernment, oltre 3 milioni e mezzo di transazioni per lo sconto benzina – confermato anche per il 2014 -, 5,9 milioni di PEC, 100 milioni di prestazioni sanitarie, 6 milioni di Fascicoli Sanitari Elettronici e 24 milioni di documenti clinici.

Quando un paziente transita in un qualunque polo del Sistema Sanitario regionale, tutta la sua attività (analisi, referti…) viene registrata nei nostri sistemi, nel rispetto delle norme sulla privacy.

In generale, l’indirizzo della Regione è di continuare a utilizzare il call center per le prenotazioni ma, al contempo, far crescere i canali alternativi: le farmacie, le ASL, le aziende ospedaliere

Su quali iniziative state lavorando, in ambito Sanità?

Stiamo chiudendo il cerchio: oggi da casa si può fare la prenotazione (serve un PIN, legato alla carta regionale dei servizi che si ritira alla ASL – ndr) e ritirare il referto sul Web. Manca solo il pagamento online, che sarà attivato tra poco: al momento avviene sui POS di Banca Intesa, e stiamo siglando altri accordi. Inoltre svilupperemo Mobile App che offriranno gli stessi servizi del sito di Regione Lombardia, che sarà rivisitato a partire da giugno, nell’ottica della semplicità d’uso e della riduzione della burocrazia: oggi è oggettivamente difficile trovare un documento.

Quale ruolo avrà il Data Center di Lombardia Informatica per la Regione Lombardia?

Vogliamo cambiare il paradigma secondo cui ogni Azienda ospedaliera, ogni Comune e ogni Ente gestisce in autonomia il proprio sistema informativo, acquistando nuovo hardware ogni volta che è necessario. Il consolidamento e la virtualizzazione dei singoli data center in una sorta di “nuvola lombarda” appoggiata presso Lombardia Informatica si tradurrebbero in un notevole risparmio di costi a livello di sistema regionale. Anche perché abbiamo la possibilità di siglare contratti quadro per acquistare il software con sconti significativi.

Un’idea, questa, condivisa anche dall’Agenzia per l’Italia digitale, che ha messo al centro del programma proprio il consolidamento dei Data Center a livello nazionale.

Entro giugno ospiteremo i primi due enti: il Consiglio regionale e Finlombarda. Non si tratta di portare i sistemi nel nostro data center ma di crearne un’immagine virtuale: il responsabile IT dell’ente può configurare in tempi brevissimi l’infrastruttura logica di cui ha bisogno per erogare i servizi

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