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Digital Transformation Health

Innovazione digitale in Sanità, segnali positivi

Il Governo italiano mostra maggiore attenzione, i budget tornano ad avere il segno più dopo anni di tagli lineari, le Direzioni Aziendali mostrano maggiore consapevolezza del ruolo delle tecnologie per migliorare i processi e abilitare nuovi modelli di cura. Le cifre e le analisi del Politecnico di Milano, che ha anche definito un modello per guidare la digitalizzazione delle strutture socio-sanitarie

15 Giu 2015

Chiara Sgarbossa

Chiara Sgarbossa, Osservatori Digital Innovation Politecnico di MilanoDopo anni di ritardi e disattenzione, la Sanità Digitale sembra aver finalmente assunto un ruolo di rilievo nei piani di azione del Governo. Nell’ultimo anno il Ministero della Salute e l’Agenzia per l’Italia Digitale hanno fatto importanti passi nella direzione del riconoscimento dell’innovazione digitale come fattore indispensabile per garantire qualità e sostenibilità al nostro sistema socio-sanitario. E nel 2014 la spesa complessiva allocata alla digitalizzazione della Sanità italiana ha raggiunto quota 1,37 miliardi di euro (1,3% della spesa sanitaria pubblica, corrispondente a 23 euro per abitante). Dopo anni caratterizzati da tagli lineari alle spese ICT, nel 2014 finalmente tutti gli attori del sistema sanitario hanno visto un aumento dei budget dedicati all’innovazione digitale.

La Ricerca 2015 dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano mostra, in particolare, che le aziende sanitarie, che negli scorsi anni avevano visto una riduzione drastica delle spese correnti e degli investimenti in tecnologie digitali, nel 2014 hanno riavviato le iniziative di digitalizzazione, riportando il budget ICT a livelli di spesa che non venivano toccati dal 2010.

La spesa ICT è così ripartita tra i diversi attori del Sistema Sanitario Nazionale:

  • 960 milioni di euro è la spesa sostenuta dalle strutture sanitarie (+ 20%);
  • 325 milioni di euro sono spesi direttamente dalle Regioni (+10%);
  • 68 milioni di euro dagli oltre 47.000 Medici di Medicina Generale, in media 1.451 euro per medico (+13%);
  • 20 milioni di euro dal Ministero della Salute (+5%).

Questa accelerazione è dovuta, da un lato, alla necessità di aggiornare e mettere in sicurezza sistemi la cui manutenzione era stata trascurata negli ultimi anni. Dall’altro, le Direzioni aziendali sono sempre più consapevoli della necessità improcrastinabile dell’innovazione digitale dei sistemi di cura: il 61% ritiene che le tecnologie digitali debbano supportare l’innovazione e il miglioramento dei processi dell’azienda e il 24% che possano abilitare nuovi modelli di cura e assistenza.

Per approfondire il punto di vista delle Direzioni Strategiche rispetto al ruolo dell’innovazione digitale nelle aziende sanitarie, è stato rilevato il ruolo svolto dai diversi ambiti ICT nel perseguimento degli obiettivi delle strutture sanitarie. Al primo posto si confermano ancora quegli ambiti che potremmo definire di digitalizzazione “primaria” e che sono evidentemente tutt’altro che consolidati: la Cartella Clinica Elettronica (ritenuta molto rilevante dal 52% dei Direttori), seguita dai sistemi dipartimentali (48%), dai sistemi di gestione documentale e conservazione sostitutiva (44%), dalle soluzioni per la gestione informatizzata dei farmaci (43%) e dai sistemi di Disaster Recovery e continuità operativa (42%).

Restano meno prioritari per le Direzioni Generali gli ambiti di innovazione legati a tecnologie emergenti quali il Mobile Hospital (ritenuto molto rilevante solo dal 18% dei Direttori) e il Cloud Computing (20%). Se da un lato sono relativamente meno sentite come rilevanti le soluzioni che riguardano l’assistenza socio-sanitaria, come la Cartella Sociale Elettronica (11%) e le soluzioni ICT per l’assistenza sociale (18%), sembrano, invece, acquistare rilevanza rispetto agli scorsi anni le soluzioni che permettono l’integrazione ospedale-territorio e possono abilitare nuovi modelli di cura, come la Telemedicina e le soluzioni ICT per la medicina sul territorio e l’assistenza domiciliare, ritenute molto rilevanti rispettivamente dal 31% e dal 25% dei Direttori.

La prospettiva della Direzione Strategica sembra essere coerente con l’effettivo budget allocato nel 2014 ai diversi ambiti di innovazione digitale: la Cartella Clinica Elettronica rappresenta infatti l’ambito su cui le Aziende sanitarie italiane allocano la quota più rilevante delle risorse economiche (58 milioni di euro), seguito dai sistemi di Disaster Recovery e continuità operativa (40 milioni di euro). Su questi stessi ambiti il 40% dei CIO prevede un incremento degli investimenti nel 2015. Anche per i sistemi di gestione documentale e conservazione sostitutiva, secondo il 50% dei CIO, ci sarà un aumento degli investimenti, in parte resi necessari dagli obblighi sulla Fatturazione Elettronica verso la PA.

L’eHealth Journey

L’Osservatorio ha, inoltre, sviluppato un modello di maturità delle aziende sanitarie, l’eHealth Journey, che rappresenta uno strumento utile a identificare le aree prioritarie di intervento e di innovazione, all’interno di una roadmap coerente di evoluzione dei modelli organizzativi e tecnologici. Il modello consente di individuare le diverse aree di innovazione che ogni struttura socio-sanitaria deve considerare per avviare un percorso di Digital Transformation. Solo attraverso uno sviluppo congiunto e coerente dei diversi macro-ambiti di innovazione, infatti, le aziende potranno passare da un modello di “Traditional Healthcare System” – nel quale i processi non sono informatizzati e lo scambio di dati e informazioni avviene solo attraverso documenti cartacei – verso un modello chiamato “Smart Healthcare System” – caratterizzato dalla completa digitalizzazione dei processi e dei documenti e dalla presenza di sistemi intelligenti, che consentano di migliorare la cura e l’assistenza al paziente e, allo stesso tempo, ottenere incrementi di efficienza.

L’eHealth Journey individua, in particolare, 5 macro-ambiti di innovazione: (1) ambito amministrativo; (2) ambito clinico-sanitario; (3) relazione con il cittadino; (4) integrazione socio-sanitaria con il territorio; (5) infrastruttura di comunicazione e collaborazione. Ogni macro-ambito prevede 5 livelli di maturità successivi, caratterizzati da specifiche configurazioni tecnologico-organizzative.

L’analisi dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità mostra come la maggior parte delle aziende italiane si collochi tra il secondo e il terzo livello di maturità in tutti i macro-ambiti identificati dall’eHealth Journey, ad eccezione di quello relativo all’integrazione socio-sanitaria con il territorio, che risulta un ambito ancora poco maturo, su cui gli investimenti sono ancora ridotti.

Nessuna delle aziende del campione si colloca agli ultimi livelli di maturità negli ambiti individuati, nonostante alcune di esse abbiano già identificato piani di evoluzione dei propri sistemi informativi e dell’organizzazione che, nel giro di un paio d’anni, consentiranno loro di raggiungere questi livelli e di ottenere importanti benefici e risparmi. Ad esempio, la completa diffusione della Cartella Clinica Elettronica in Italia consentirebbe di razionalizzare le attività degli operatori sanitari e di annullare i costi di stampa e di gestione del cartaceo, consentendo di risparmiare fino a 1,6 miliardi di euro l’anno. Un’offerta completa di servizi digitali agli utenti permetterebbe un risparmio fino a 350 milioni di euro all’anno alle strutture sanitarie e di ben 4,9 miliardi di euro l’anno ai cittadini, in termini di minor tempo per recarsi alle strutture e di attesa agli sportelli.

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