Reportage

Avanade, Microsoft, Accenture: l’unione fa la forza. I tre CEO rilanciano la partnership

Digitalizzare non basta più. Per avere successo occorre far evolvere e creare nuovi modelli di business in grado di offrire servizi iper-personalizzati, garantire la sicurezza e tutelare la privacy. Ne hanno parlato in un evento a Milano Emiliano Rantucci, Silvia Candiani e Fabio Benasso, insieme sul palco per illustrare i tech trend del futuro e la strategia congiunta per affrontare l’era post-digital

Pubblicato il 14 Mag 2019

Manuela Gianni

Direttrice, Digital4Executive

avanade microsoft accenture
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L’innovazione digitale ha alzato l’asticella. Parlare di digital transformation appare quasi scontato: negli ultimi anni tutte le aziende hanno investito, con intensità diverse, per digitalizzare processi e soluzioni, ma nel frattempo l’ecosistema è evoluto e le aspettative delle persone si sono innalzate, in un contesto in cui le tecnologie sono diventate sempre più centrali andando a definire uno scenario completamente mutato, ricco di opportunità e sfide. Per questa era, definita post-digital, serve quindi un nuovo approccio che sfida i modelli di business trasversalmente in tutti i settori.

Ne hanno parlato Emiliano Rantucci, Silvia Candiani e Fabio Benasso, amministratori delegati di Avanade, Microsoft e Accenture in Italia, in un evento per i clienti a Villa Necchi Campiglio a Milano, rilanciando la già solida collaborazione fra le tre multinazionali e illustrando i trend tecnologici per il futuro.

La triplice alleanza ha radici lontane nel tempo ed è già attiva su tante aziende. Una collaborazione che ha dato vita alla joint venture Avanade, creata nel 2000 da Accenture e Microsoft e che oggi rappresenta il più grande fornitore globale di soluzioni tecnologiche completamente focalizzato sulle soluzioni della società di Redmond. L’impegno preso dai tre manager per il futuro è di essere ancora più incisivi sul mercato italiano, creando relazioni più strette e collaborative con le aziende clienti.

Tecnologia, fiducia digitale e talenti

Di fronte a un progresso tecnologico che accelera senza sosta, quello che emerge con forza è che il fattore di successo è sempre l’essere umano, la sua capacità di lavorare con la tecnologia e di creare una simbiosi armoniosa che potenzi le capacità dell’uomo. Dall’altro canto, le aziende devono rivedere il proprio modello di business per cogliere le opportunità di questa nuova era Post-digitale. Su questo tema ha insistito Fabio Benasso, presidente e AD di Accenture Italia. «La capacità di un’azienda di attirare talenti e di farli evolvere attraverso la formazione continua è determinante – ha affermato -. La diffusione e l’utilizzo di tecnologie avanzate porta sempre più al centro valori quali responsabilità, fiducia, privacy e sicurezza, che diventano veri e propri fattori critici di competitività e di creazione di valore per l’intera società».

Benasso ha poi voluto sottolineare il ruolo significativo dell’economia italiana nello scenario globale: «Nel Paese abbiamo tante eccellenze di filiera e con alcune aziende visionarie stiamo costruendo soluzioni innovative che dall’Italia vengono poi portate nel mondo», ha detto.

L’era della personalizzazione intelligente

Cosa chiedono, dunque, i consumatori dell’era post-digital? Servizi iper – personalizzati, che però non devono travalicare quella sottile linea che delimita la privacy di ciascuno di noi. Insomma, conoscere senza spiare, ispirando fiducia. Questo sarà l’imperativo dei prossimi anni – ha affermato Emiliano Rantucci, General Manager di Avanade – . Dobbiamo costruire una Customer Experience che non solo sia personalizzata sulle esigenze dei consumatori, conoscendone atteggiamenti e comportamenti, ma variabile in base al contesto, diversa in ogni momento. È una grande sfida e una responsabilità: la tecnologia può essere molto invasiva e il confine dipende da persona a persona. Serve sicurezza, etica e privacy digitale. Saranno questi gli elementi differenzianti che guideranno le scelte dei consumatori verso un’azienda o un brand».

La personalizzazione contestuale si ottiene rendendo intelligenti i sistemi di profilazione, ovvero arricchendo il tradizionale CRM con il Machine Learning. Non è questo l’unico ambito in cui l’Intelligenza Artificiale sta cambiando lo scenario tecnologico, dando vita a soluzioni di nuova generazione: altri esempi sono la manutenzione predittiva, i chatbot e le nuove forme di interazione con i clienti, l’automazione dei processi.

Uno scenario per cui non basta trasformare il business, ma occorre sviluppare in modo creativo, grazie alle tecnologie. «Innovazione per Avanade significa co-creare insieme ai clienti, con passione, concretezza e umiltà. La focalizzazione sull’offerta Microsoft garantisce profondità nella conoscenza della tecnologia, ci permette di fare grandi economie di scala e di mettere a fattor comune le esperienze dei vari Paesi», ha aggiunto Rantucci.

L’innovazione digitale è guidata dai CEO

«La digitalizzazione sta diventando “top of mind” degli amministratori delegati: costruire il business con la tecnologia è ormai un predittore di successo – ha detto Silvia Candiani, numero uno di Microsoft in Italia – . I clienti capiscono che è un passaggio complesso, cercano partner per affrontare queste sfide in modo più strategico e accelerare la Digital Transformation, grazie al cloud, all’analisi dei dati, all’Intelligenza Artificiale. Tra i tech trends, l’AI è uno dei più rilevanti e Microsoft sta puntando a democratizzarla. C’è grande interesse e anche un po’ di paura. La mancanza di competenze è il maggior freno, e per questo siamo tutti e tre molto impegnati sul fronte della formazione».

La paura di sbagliare però non deve essere un freno. «Il punto chiave è iniziare a sperimentare», ha concluso la manager.

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