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opinioni

Ciniero, AD IBM: «Enormi opportunità dalla trasformazione digitale»

Big Data, Internet delle cose e consumerizzazione sono solo i principali esempi delle forze che stanno mutando la struttura e i contenuti della domanda espressa da consumatori e cittadini, obbligando le aziende a ripensare la propria proposizione. La consapevolezza, per fortuna, è piuttosto diffusa. Secondo IBM, una forte spinta è in arrivo dal “cognitive computing”, ovvero da Watson, che sta trasformando settori come l’healthcare, il retail, la finanza. L’opinione di Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato IBM Italia

05 Feb 2014

Nicola Ciniero, Presidente e Amministratore Delegato IBM ItaliaQuello della trasformazione digitale è un processo ineludibile, alimentato com’è da trend in crescita esponenziale – soprattutto i Big Data – e da fenomeni come l’Internet delle cose e la consumerizzazione dell’Information Technology.
Pur tenendo a mente che ogni organizzazione ha necessità e obiettivi diversi, poiché vive contesti di mercato e pressioni concorrenziali differenti, il convergere di un tale insieme di forze sta mutando la struttura e i contenuti della domanda espressa da consumatori e cittadini, ora caratterizzata da aspettative di nuovo tipo.
Questo obbliga le aziende a ripensare la propria proposizione, a rivisitare i modelli operativi attraverso cui renderla percepibile, e a prestare un’attenzione diversa alle fasi di interazione con l’intero ecosistema di riferimento.
Le opportunità di business in gioco sono enormi e la consapevolezza di ciò, per fortuna, piuttosto diffusa. E non solo a livello di CIO.


A testimoniarlo ci sono le indagini che IBM conduce periodicamente per mettere in luce il punto di vista dei manager di prima linea. In dieci anni ne sono stati pubblicate diciassette, frutto dell’analisi di oltre 23mila conversazioni.
Dagli ultimi studi emerge che i CEO, i CIO, i CFO, così come i direttori delle Risorse Umane, quelli del Marketing e i responsabili della Supply Chain, sono sempre più allineati nella percezione delle sfide. Essi si attendono una costante crescita della complessità e si rendono conto che gestire l’impatto dei Big Data attraverso sistemi di nuova generazione e software di analisi è ormai un imperativo.
Ma non solo. Passi imprescindibili nell’attuale scenario sono riconosciuti nell’ingaggio dei clienti individualmente intesi – poiché ciò sostiene la fedeltà alla marca -, nella crescita della multi-canalità e nell’incremento delle competenze dei dipendenti, così come nel loro forte coinvolgimento.


Ciò testimonia che un comune punto di vista sta convergendo, in maniera sempre più marcata, verso un modello di “Customer Activated Enterprise”, cioè l’azienda dinamicamente configurata sul cliente – il quale ha un ruolo di partner e di consulente nello sviluppo delle strategie – e sulla tecnologia come elemento abilitante di ogni innovazione e cambiamento.
Anche per questo noi siamo convinti che la trasformazione digitale delle imprese abbia tutto il potenziale per sostenere il più grande flusso di investimenti in tecnologia dai tempi dell’ERP.


All’insieme delle esigenze messe in luce IBM risponde con un approccio olistico. Alla fase di coinvolgimento e ascolto del cliente si unisce infatti la disponibilità di competenze globali e locali – le quali attingono ai risultati di un’incessante attività di ricerca – e un portafoglio d’offerta dedicato agli analytics, al cloud, alla connettività mobile e al social, così come ai sistemi cognitivi.
Proprio grazie al cognitive computing, a macchine intelligenti che interagiscono con l’uomo e imparano operando, diventa possibile gestire il volume, la velocità, la varietà e l’incertezza tipici dei Big Data, la ‘materia prima’ più importante per ognuno di noi.
Con le sue straordinarie capacità, Watson sta letteralmente trasformando settori come l’healthcare, il retail, la finanza e molto altro, con un impatto profondo sul business e conseguenze per la nostra stessa vita. L’annuncio dell’investimento da 1 miliardo di dollari che istituisce la nuova unità Watson Group – di fatto una nuova, concreta area di business – risale a pochi giorni fa.

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