Ricerche

Le aziende europee chiedono di più alla propria infrastruttura IT

Per i decision maker è necessaria un’Information Technology più agile per reperire i dati utili in tempi brevi. Una ricerca Vanson Bourne e NetApp

Pubblicato il 28 Nov 2012

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NetApp ha realizzato, in collaborazione con Vanson Bourne, un’indagine tra i C-level di aziende pubbliche e private di otto Paesi europei e Israele, indagando quale sia oggi il ruolo che le infrastrutture IT giocano per supportare i continui e rapidi cambiamenti del business.

I risultati dell’indagine indicano che per quasi l’80% degli intervistati ogni anno il processo decisionale dovrebbe avvenire più rapidamente (il 77% in Europa e il 75% in Italia): per identificare i punti cardine delle strategie aziendali i decisori impiegano giorni o addirittura settimane per reperire tutti i dati di cui hanno bisogno.

Dario Regazzoni, technical manager di NetApp, ha sottolineato come la principale causa sia la difficoltà nell’accesso in quanto i dati non sempre sono gestiti in modo efficiente e opportuno.

«Il mondo delle aziende sta cambiando a un ritmo incredibile, guidato da una grande trasformazione infrastrutturale. Ma lo spirito non si è adattato abbastanza velocemente a questo cambiamento», ha dichiarato invece Bruna Bottesi, Country Manager NetApp Italia. «Questi fatti sono confermati dai dati emersi dall’indagine e dalla nostra esperienza quotidiana sul campo, dove i clienti manifestano la necessità di un profondo cambiamento per far fronte alle future esigenze di crescita».

Sono a questo punto l’infrastruttura IT e i dati associati a rappresentare il motore o il freno alla crescita del business. Due terzi del campione della ricerca riconosce che il modo in cui sono archiviati i dati incide sulla capacità di prendere decisioni di alto livello, in particolare questo vale nel Regno Unito (85%), in Italia (70%) e in Francia (66%). Ma, pur a fronte di una maggiore presa di coscienza, le imprese italiane sono lente nel reagire e nel guidare il cambiamento necessario: solo il 23% degli intervistati in Italia indica di aver rivisto significativamente nel corso degli ultimi tre anni la propria infrastruttura di dati, mentre il 54% ha apportato solo leggere modifiche.

E i risvolti non possono che essere negativi: per il 34% delle aziende del campione questo si traduce in mancate revenue, per il 36% la possibile perdita di nuovi clienti e per il 24% la perdita di clienti esistenti, mentre per il 31% la perdita in termini di competitività (31%). In linea con questi risultati, il 79% degli intervistati italiani si lamenta della propria infrastruttura IT che manca dell’agilità e reattività necessaria al business aziendale e sta valutando o ha già investito in nuove tecnologie come il cloud (50%), nella possibilità di accedere ai dati in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo (53%) in soluzioni di data mining (41%) o nel rinnovo delle infrastrutture (38%).

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