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Industria 4.0, ecco la Guida del Ministero agli strumenti attuativi del Piano Calenda: «Ora tocca agli imprenditori»

Un documento del MISE sui 9 incentivi, dall'Iperammortamento al Salario di Produttività, spiega per ciascuno a cosa serve, i vantaggi, a chi si rivolge, come si accede. «Sono misure che ogni azienda può attivare in automatico senza ricorrere a bandi o sportelli e senza vincoli dimensionali, settoriali o territoriali», sottolinea il Ministro Calenda

di Daniele Lazzarin

Incentivi e agevolazioni

08 Febbraio 2017

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha pubblicato sul suo sito una Guida dedicata agli strumenti attuativi del Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020”. La Guida è disponibile in formato PDF, consultabile direttamente online o scaricabile, e in formato testo, con schede su ciascuna delle principali 9 misure del Piano:

- Iperammortamento e Superammortamento (“Investire per crescere”)

- Nuova Sabatini (“Credito all’innovazione”)

- Credito d’Imposta R&S (“Premiare chi investe nel futuro”)

- Patent Box (“Dare valore ai beni immateriali”)

- Startup Innovative e PMI innovative (“Accelerare l’innovazione”)

- Fondo di Garanzia (“Ampliare le possibilità di credito”)

- ACE (Aiuto alla Crescita Economica, “Potenziare il Capitale in impresa”)

- IRES, IRI e Contabilità per cassa (“Liberare risorse”)

- Salario di Produttività (“incrementare il salario per recuperare produttività”)

Ogni misura è trattata in una scheda per punti: a cosa serve, quali vantaggi, con quali altri incentivi è cumulabile, a chi si rivolge, come si accede.

Anche il software "embedded" è agevolabile

Per esempio la scheda su Iperammortamento e Superammortamento spiega che queste misure servono a supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi e in beni materiali e immateriali (software e sistemi IT) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

Quanto ai vantaggi, l’Iperammortamento è una supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0 acquistati o in leasing. Il Superammortamento è una supervalutazione del 140% degli investimenti in beni strumentali nuovi acquistati o in leasing. Per chi beneficia dell’iperammortamento c’è la possibilità di fruire dell’agevolazione anche per gli investimenti in beni strumentali immateriali (software e sistemi IT).

Queste supervalutazioni sono utilizzabili da tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, comprese le imprese individuali assoggettate all’IRI, con sede fiscale in Italia, e le stabili organizzazioni di imprese residenti all’estero, a prescindere da forma giuridica, dimensione e settore economico. L'accesso avviene in modo automatico in fase di redazione di bilancio e tramite autocertificazione. Il diritto al beneficio fiscale matura quando l’ordine e il pagamento di almeno il 20% di anticipo sono effettuati entro il 31 dicembre 2017 e la consegna del bene avviene entro il 30 giugno 2018. Per gli investimenti in iperammortamento superiori a 500.000 euro per singolo bene è necessaria una perizia tecnica giurata.

Il beneficio è cumulabile con Nuova Sabatini, Credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo, Patent Box, Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE), Incentivi agli investimenti in startup e PMI innovative, Fondo Centrale di Garanzia.

La scheda su Iper e Superammortamento comprende anche alcune domande e risposte di approfondimento sui dubbi più diffusi. Per esempio: un bene “Industria 4.0” acquistato a un prezzo unitario comprensivo del software necessario per il suo funzionamento può beneficiare dell'incentivo sull’intero prezzo o se bisogna scorporare il valore del software? «Se il software è embedded, e quindi acquistato assieme al bene, è da considerarsi agevolabile con l’iperammortamento», risponde il MISE.

Tra le misure specifiche per le PMI, Fondo di Garanzia e meno tasse

Per le piccole e medie imprese (PMI) altre misure particolarmente interessanti sono la Nuova Sabatini, con focus sugli investimenti in tecnologie digitali (contributo a parziale copertura degli interessi pagati su finanziamenti di importo tra 20mila e 2 milioni di euro, concessi da banche convenzionate con il MISE, calcolato in base a un piano di ammortamento di 5 anni con tasso del 2,75% annuo e maggiorato del 30% per investimenti in tecnologie Industria 4.0). E poi ovviamente le misure per le Startup e PMI Innovative (ne abbiamo già parlato qui), e inoltre il Fondo di Garanzia, e IRES-IRI-Contabilità per cassa.

Il Fondo di Garanzia, spiega la Guida, serve a “sostenere imprese e professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario perché non dispongono di sufficienti garanzie”. Consiste nella concessione di una garanzia pubblica fino all’80% del finanziamento, per operazioni sia a breve sia a medio-lungo termine, sia per far fronte a esigenze di liquidità che per realizzare investimenti. Il Fondo garantisce a ciascuna impresa o professionista un importo massimo di 2,5 milioni di euro, utilizzabile per una o più operazioni senza limite di numero.

Si rivolge appunto a micro imprese e PMI incluse le startup, e professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti ad associazioni professionali iscritte all’apposito elenco del MISE - di tutti i settori tranne quello finanziario - considerati economicamente e finanziariamente sani. Nel caso della Garanzia diretta i soggetti interessati devono presentare a una banca o a un intermediario finanziario una richiesta di finanziamento e richiedere che sia assistito dalla garanzia pubblica. La banca o l’intermediario trasmette la domanda a Banca del Mezzogiorno - Mediocredito Centrale SPA, soggetto gestore dell’intervento. Le procedure sono snelle e veloci: in tempi rapidi vengono verificati i requisiti di accesso e adottata la delibera. In caso di inadempimento del soggetto che ha ottenuto il finanziamento, la banca o l’intermediario concedente può rivalersi sul Fondo di Garanzia.

Quanto a IRES e IRI, sono misure per ridurre la pressione fiscale per le imprese che investono nel futuro lasciando gli utili in azienda. Per l'IRES c'è un taglio dal 27,5% al 24%, avvicinando l’aliquota alla media UE. Per l'IRI c'è la possibilità per imprenditori individuali e soci di società di persone di optare per un’aliquota unica del 24% (a fronte dell’attuale regime IRPEF con aliquote fino al 43%) sulla parte di reddito d’impresa che resta in azienda mentre sulle somme prelevate per uso personale si continua a pagare l’IRPEF. L’opzione vale 5 anni ed è rinnovabile.

«Misure attivabili in automatico, senza bandi o sportelli»

Solo un accenno agli altri incentivi. Il Patent Box prevede tasse dimezzate (IRES e IRAP) sui redditi provenienti dall'uso di asset intangibili: brevetti, marchi, know-how, software. L'ACE va a incentivare l'autofinanziamento rendendolo fiscalmente equivalente al debito finanziario e al capitale di rischio. Infine il Salario di Produttività propone tassazioni agevolate per premi salariali o in forma di welfare aziendale (previdenza complementare, assistenza sanitaria, ecc.).

«Il Piano Industria 4.0 è una grande occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale, offrendo un supporto per investimenti, digitalizzazione dei processi produttivi, valorizzazione della produttività dei lavoratori, formazione di competenze adeguate e sviluppo di nuovi prodotti e processi – scrive il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda presentando la Guida -. Saper cogliere questa sfida, però, riguarda soprattutto gli imprenditori. Per questo abbiamo voluto cambiare paradigma, disegnando misure che ogni azienda può attivare in automatico senza ricorrere a bandi o sportelli e senza vincoli dimensionali, settoriali o territoriali. Il successo del Piano Industria 4.0 dipenderà dall’ampiezza con cui ogni singolo imprenditore le utilizzerà».


TAG: Industria 4.0, MISE, Iperammortamento, Superammortamento, Piano Calenda, Nuova Sabatini, Fondo di Garanzia, IRI


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