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Nike, il conto del Direct-to-Consumer: perché il retail è tornato strategico


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La big dello sportswear ha spinto per anni sul D2C, sul digitale e sui canali proprietari. Oggi sta riequilibrando il modello e ricostruendo i rapporti con i retailer. Il caso mostra perché possedere il canale non basta: bisogna creare domanda, raggiungere i clienti e calcolare il vero costo dell’acquisizione

Pubblicato il 9 ott 2026



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Per anni la promessa del Direct-to-Consumer è sembrata quasi irresistibile. Vendere direttamente significa conoscere meglio il cliente, raccogliere dati proprietari, controllare prezzi e assortimento e trattenere una quota maggiore del valore della transazione. Se il consumatore può comprare dal sito o dall’app del brand, perché lasciare spazio a un intermediario?

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