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Gartner: il mercato dell’Intelligenza artificiale in crescita del 70% nel 2018, trainato dalla customer experience

Secondo lo studio “The Business Value of Artificial Intelligence, Worldwide, 2017-2025”, a livello globale il giro d’affari delle soluzioni aziendali costruite su piattaforme di Intelligenza Artificiale crescerà a ritmi vertiginosi. Se oggi gli investimenti si focalizzano sulla Customer experience e sull’ottimizzazione dei processi, a partire dal 2021 la fonte principale di revenue sarà la creazione di nuovi modelli per la distribuzione e la vendita di prodotti e servizi

Pubblicato il 06 Mag 2018

Gartner: il mercato dell’Intelligenza artificiale in crescita del 70% nel 2018, trainato dalla customer experience
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Che quello dell’Intelligenza Artificiale sia uno dei mercati tecnologici attualmente più promettenti non c’è dubbio. Ma in che modo è destinato a crescere e a evolvere nei prossimi anni? E soprattutto, quali sono le applicazioni che ne sosterranno lo sviluppo? A queste domande risponde il report “Forecast: The Business Value of Artificial Intelligence, Worldwide, 2017-2025”, stilato da Gartner. Secondo lo studio, nell’anno in corso verrà generato a livello globale un giro d’affari da 1.200 miliardi di dollari, con un incremento del 70% sul dato 2017. Cifra destinata a più che triplicare nel 2022, quando il business dovrebbe valere 3.900 miliardi, con un delta rispetto all’anno precedente del 17%. Una crescita comunque consistente, ma fisiologicamente ridimensionata dalla graduale adozione della tecnologia da un numero sempre maggiore di organizzazioni. Sono tre gli ambiti applicativi che sosterranno questa espansione: quello della customer experience, quello della creazione di nuovi ricavi, con lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi o da quelli esistenti, e quello della riduzione dei costi nella produzione o nel delivery.

«L’Intelligenza Artificiale sarà una delle tecnologie più disruptive dei prossimi dieci anni», spiega  John-David Lovelock, Research Vice President di Gartner. «Sia per i continui progressi in termini di potenza computazionale per la gestione dei volumi, della varietà e della velocità dei dati, sia per l’affermazione dei cosiddetti DNN (Deep Neural Networks), le reti neurali. E saranno le soluzioni ultraspecializzate, indirizzate a nicchie di mercato, quelle che costituiranno una grossa fetta delle revenue».

La customer experience traina gli investimenti

Tra i tre ambiti applicativi citati, secondo Lovelock, la customer experience sarà per i primi anni la fonte primaria per la generazione di valore, data la necessità delle imprese di migliorare le interazioni con i clienti e supportare le attività di acquisizione e retention. Dopo la customer experience, Gartner segnala l’importanza degli strumenti che aiuteranno le aziende a ottimizzare le risorse, rendendo i processi sempre più efficienti e riducendo i costi superflui attraverso decisioni informate. «A partire dal 2021, però, la fonte principale di revenue sarà la creazione di nuovi modelli per la distribuzione e la vendita di prodotti e servizi».

Nel corso del 2018, il business messo in moto dalle soluzioni a supporto dei processi decisionali (come i già citati DNN), costituirà il 36% del valore globale nel mercato dell’Intelligenza Artificiale, ma crescerà fino a pesare per quasi la metà della torta (44%) nel 2022. «Questo accadrà perché i DNN (reti neurali) permettono alle organizzazioni, attraverso il data mining, di creare strumenti in grado di classificare input complessi anche in presenza di dataset enormi e informazioni non strutturate. Gli analytics, per esempio possono supportare l’automazione delle decisioni e delle interazioni non strategiche, potenziando in ambito marketing le attività di segmentazione e microtargeting e riducendo allo stesso tempo la complessità dei processi autorizzativi e i rischi connessi a ciascuna iniziativa», garantisce Lovelock.

Roboadvisor e virtual assistant

Fondamentale sarà poi, sia all’interno delle imprese, sia nei canali dedicati al contatto col pubblico, il ruolo dei roboadvisor, dei virtual assistant e degli agenti in generale, a cui di dovrà quest’anno il 46% dell’intero volume d’affari sviluppato dalle applicazioni AI. Nel 2022, secondo le previsioni di Gartner, la loro quota di mercato si contrarrà fino al 26%. C’è infine il capitolo degli smart product, che tenderanno a rimanere un po’ più stabili delle altre categorie di soluzioni nel periodo preso in considerazione dalla società di ricerca. Se nel 2018 varranno circa il 18% del mercato, nel 2022 la percentuale si ridurrà al 14%, complice anche la maggior diffusione del Cloud come piattaforma privilegiata per ospitare l’intelligenza artificiale che permetterà agli oggetti connessi di interagire con gli utenti, apprenderne le abitudini e aiutarli nello svolgimento del lavoro e nella gestione del tempo dedicato alla vita privata.

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