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CFO co-pilota della digital transformation, ma deve collaborare con il Direttore HR

Il lavoro di squadra tra Finance, Risorse Umane e IT non è mai stato tanto importante quanto nell’ultimo quinquennio. Il Chief Financial è il "coordinatore" della trasformazione digitale, ma per farla riuscire deve trovare un linguaggio e un orientamento al cliente comune con il collega HR, e anche con il CIO. L'analisi di Ovum e i dati di un'indagine MIT Technology Review

di Nicoletta Boldrini

DIGITAL CFO

10 Luglio 2017

Jeremy Cox, Principal Analyst di OvumJeremy Cox, Principal Analyst di OvumChe la digitalizzazione sia nelle priorità dei CEO è ormai fuori di dubbio, per rispondere alle aspettative degli utenti, per proteggersi (cybersecurity), per essere più competitivi e per colmare il gap delle competenze interne.

«Una sfida molto complessa per le aziende “sclerotiche” e “a silos” incapaci di offrire ai clienti ciò che davvero desiderano, ossia servizi e soluzioni on demand, facili da usare/avere, personalizzate», dice senza mezzi termini Jeremy Cox, Principal Analyst, Customer Engagement Practice di Ovum, durante un recente evento stampa di Oracle a Londra. «La trasformazione digitale dev’essere human centric: serve integrità tra clienti, dipendenti, rivenditori, partner… tra tutti gli attori che ruotano attorno all’azienda e il Finance ad avere la visione chiara degli stakeholder; serve anche capacità innovativa (per offrire qualcosa di “rilevante”), e quindi è necessario l’intervento dell’IT; serve lavoro di squadra, una delle sfide più ardue in capo alle Risorse Umane».

Guardando nello specifico alla trasformazione digitale del business, c’è chi parla di “data-driven enterprise” come modello a tendere. Cox preferisce parlare di “customer-adaptive enterprise”, «dove è evidente che servono dati e analytics per raggiungere tale “status”, ma i protagonisti diventano il Chief Financial Officer o CFO, da tempo co-pilota del business, e il Chief Human Resources Officer o CHRO».

CFO-CHRO: connubio difficile ma possibile, anche con KPI condivisi

zoomUna sfida non banale quella prospettata da Cox, soprattutto se consideriamo il fatto che oggi CFO e CHRO vivono in due mondi separati, focalizzati e coinvolti in ambiti molto differenti che utilizzano addirittura linguaggi e metriche di analisi e misurazione completamente diversi tra loro.

«Per vincere la sfida è necessario innanzitutto sviluppare da parte di tutte le linee di business un orientamento al cliente - è il primo suggerimento di Cox -. Sarà poi inevitabile ragionare sui processi, cercando di consolidare quelli dove CFO e CHRO si intrecciano e cercando nuovi flussi collaborativi». 

Nella visione di Cox le moderne business application (EPM, HCM, ERP, CRM…) giocano un ruolo determinante, «a patto che il CIO non risulti il “terzo incomodo” ma un partner attivo del percorso di trasformazione digitale dell’impresa», dice con una punta di provocazione l’analista. «In un’organizzazione realmente collaborativa anche le metriche assumono un ruolo determinante e qui sta un’altra delle grandi sfide: finora CFO e CHRO hanno utilizzato linguaggi diametralmente opposti, incomprensibili l’uno per l’altro. Eppure, non dovrebbe essere così complicata la “contaminazione” tra i due: l’ingaggio delle persone (siano essi utenti o clienti) potrebbe essere uno dei KPI unici/condivisi tra CFO e CHRO, soprattutto se lo si valuta anche economicamente e se ne analizzano rischi, costi, profittabilità».

Il cloud come “connettore” tra CFO e Risorse Umane

La collaborazione, la condivisione e il “gioco di squadra” fanno da sottofondo anche a Andy Campbell e Dee Houchen, rispettivamente HCM Strategy Director e Senior Director of Marketing for ERP and EPM Applications di Oracle, che durante l’evento di Londra hanno presentato in anteprima i risultati di una recente indagine condotta da MIT Technology Review dalla quale emerge che la condivisione dei dati assicurata dal cloud consente alle divisioni Finance, Risorse Umane e IT di collaborare di più e meglio.

zoomLo studio “Finance and HR: The Cloud’s New Power Partnership” - condotto su un panel di 700 C-Level e manager delle funzioni Amministrazione e Finanza, HR e IT - mostra in particolare i vantaggi che per un’azienda possono derivare dall’integrazione tra i sistemi ERP e quelli di gestione delle risorse umane (HCM), come per esempio la maggiore facilità di tracciare e prevedere i costi legati alla forza lavoro rilevanti ai fini del processo di budget.

Interessante notare, secondo quanto riportato da Campell e Houchen durante la loro presentazione, «come il cloud possa fungere da “connettore” non solo tra i sistemi di back office, ma anche e soprattutto tra linee di business, CFO e CHRO in particolare».  

Stando ai dati emersi dalla ricerca, infatti, il 46% dei manager Finance e HR pensa che l’adozione del cloud ha portato a una maggiore collaborazione fra i due dipartimenti, e quasi la metà si aspetta di vedere miglioramenti importanti nei prossimi due anni. Aspetto che riguarda anche la divisione IT: il 52% degli interpellati con ruolo C-level ha dichiarato che la relazione fra IT, Risorse Umane e divisione Amministrazione e Finanza è persino migliore di quanto si aspettassero, proprio grazie all’implementazione del cloud.


TAG: CFO, HR, CHRO, Risorse Umane, Digital CFO, ERP, HCM, MIT Technology Review, Oracle, Ovum


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