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Fast fashion, con Rfid i tempi di inventario scendono da 10 minuti a 7 secondi

Il caso di Sandro Ferrone, marchio che produce 2 milioni di capi di abbigliamento femminile l’anno, vendendoli con negozi monomarca, multimarca ed eCommerce. Il tag è apposto su ogni capo dai fasonisti, e letto da un portale nel magazzino centrale della società a Roma. Tra i benefici anche la riduzione degli addetti alle spedizioni da 18 a 6, con riconversione degli altri sulle vendite

di Laura Zanotti

Supply Chain tracking

23 Marzo 2015

Con sede principale a Roma, Sandro Ferrone produce ed esporta in tutto il mondo ogni anno circa due milioni di capi di abbigliamento femminile, e conta su circa 110 punti vendita monomarca in Italia, oltre a un numero sempre crescente di selezionati negozi multimarca. Due i marchi distribuiti: Sandro Ferrone e Sweet Size, veicolati sui canali distributivi per la vendita diretta ai negozi di proprietà e in franchising, riforniti dai magazzini principali di Roma e Bologna. L’eCommerce invece permette di approcciare agevolmente mercati lontani, come il Messico e l’Argentina. La scelta di una tracciabilità Rfid è stata decisamente strategica ma anche funzionale a un modello di business “composito”.

 

RIassortimento in tempo reale e forniture flash settimanali

Alla collezione base di 800 modelli, con riassortimento in tempo reale dei modelli più venduti, Sandro Ferrone aggiunge infatti forniture flash con una cadenza settimanale. Il risultato è che i clienti visitano i punti vendita almeno 12 volte l’anno, rispetto alle 4 della concorrenza. Il 60% dei capi stagionali ruota continuamente, assicurando ricorrenti novità e un’accurata gestione dei magazzini nei vari punti vendita, tanto che a fine stagione non si registra mai una rimanenza superiore al 5% del volume di merci acquistate.

Sandro Ferrone ha una catena di distribuzione lineare e immediata: dal produttore al consumatore, senza intermediari. Introducendo la tracciabilità Rfid nella fase di spedizione, la direzione ha integrato un sistema di ottimizzazione a livello logistico e distributivo, arrivando a risolvere sul punto vendita le indisponibilità (stockout). I tag Rfid associati a ogni singolo capo, infatti, consentono di aggiornare continuamente il sistema in modo che i responsabili sanno sempre cosa è stato venduto, quando e a che ora, ma anche cosa è richiesto di più, e possono definire i riassortimenti praticamente in tempo reale.

 

Tag anche su ogni singolo accessorio

La prima sperimentazione è partita a fine 2011 per entrare in produzione all'inizio del 2012 nel magazzino centrale di Roma, cuore della distribuzione del brand. Partner tecnologico del progetto, Maestrale Information Technology, che ha utilizzato tecnologia fornita da RFID Global. Il processo è avviato dai fasonisti, che dopo aver confezionato un capo, stampano e applicano un tag Rfid adesivo sul suo cartellino: l’operazione, permessa da un lettore Rfid incorporato nella stampante, associa un codice identificativo univoco al capo. Nel caso di piccoli fasonisti non dotati di stampante Rfid, è Ferrone stesso che provvede alla stampa e all'invio delle etichette insieme all’ordine per il confezionamento. Una volta confezionati, i capi sono spediti al magazzino centrale di Roma che, grazie a un varco Rfid, all'arrivo traccia in automatico i prodotti che poi andranno consegnati ai vari punti vendita. L’applicazione del tag interessa non solo i capi di abbigliamento, ma anche gli accessori, che rappresentano circa il 5% della produzione.

 

Stampanti Rfid per tutti i fasonisti

Rispetto al barcode, la tracciabilità Rfid ha permesso di ridurre il numero addetti alle spedizioni da 18 agli attuali 6: le persone sono state riqualificate, andando a potenziare il servizio dell’area vendita. La tracciabilità automatica e massiva di capi e accessori ha consentito di ridurre i tempi di inventario da 10 minuti agli attuali 6-7 secondi (per 100 capi), con una congruenza delle letture del 99%. Grazie al codice identificativo univoco che profila ogni prodotto, l'Rfid permette di gestire in modo più minuzioso e preciso la tipologia della merce in uscita verso i punti vendita, conoscendo ad esempio colore e taglia di ogni capo. Inoltre come accennato la disponibilità di informazioni e dati freschi e in tempo reale della merce in uscita verso i punti vendita permette di gestire in modo accurato il replenishment, con possibilità di elaborare statistiche a supporto della business intelligence.

«Ci stiamo organizzando per aprire un nuovo centro distributivo a Bologna - precisa Danilo Atanasio, responsabile marketing in Sandro Ferrone -, con una metratura adeguata per fornire celermente il centro-nord dell’Italia: la tracciabilità Rfid sarà estesa alla nuova location anche per gestire le vendite dirette, ossia di coloro che ritirano le merci direttamente presso il nostro centro. La rapidità di simili operazioni di vendita, quando in pochi minuti sono visionate e confermate dall’acquirente grosse quantità di prodotti, richiede infatti un supporto tecnologico veloce ed affidabile come l’Rfid». In futuro Ferrone prevede di ampliare ulteriormente l'uso dell'Rfid, dotando tutti i fasonisti che confezionano i suoi capi di un’apposita stampante, affinché siano autonomi nell’apporre il tag sul cartellino del capo o dell’accessorio.


TAG: Fast Fashion, Sandro Ferrone, Rfid, Supply chain, tracciamento di processo, magazzino, monomarca


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