Focus

Survey Aberdeen: cresce l’interesse delle aziende verso le soluzioni di integrazione e collaborazione B2b

Il contesto economico attuale spinge le aziende a porre una crescente attenzione ai costi. In uno scenario caratterizzato da crescente globalizzazione dei…

Pubblicato il 01 Mag 2010

AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
Survey Aberdeen: cresce l’interesse delle aziende verso le soluzioni di integrazione e collaborazione B2b

Il contesto economico attuale spinge le aziende a porre una
crescente attenzione ai costi. In uno scenario caratterizzato da
crescente globalizzazione dei mercati e virtualizzazione delle
aziende questo si traduce necessariamente nel comprendere come
ridurre i costi di interfaccia e di integrazione
con i propri partner di filiera (ad esempio, fornitori, terzisti,
distributori). Proprio per questi motivi le soluzioni di
integrazione e collaborazione B2b stanno riscuotendo un crescente
interesse
, grazie alla possibilità di garantire una
maggiore visibilità sulla supply chain riducendo al contempo i
costi legati alla condivisione e/o acquisizione delle
informazioni. Aberdeen ha recentemento condotto
una survey per comprendere qual è il reale interesse che le
aziende hanno nei confronti di queste soluzioni. La ricerca, che
ha coincolto circa 130 aziende, ha avuto come
focus applicazioni a supporto della selezione dei partner di
filiera, della gestione della relazione e della misura delle
prestazioni.

A testimonianza di quanto affermato precedentemente, dalla
ricerca emerge che il 37% delle aziende ha aumentato
l’attenzione posta verso iniziative di integrazione e
collaborazione B2b
nel 2009. Inoltre, ben il 74%
dei manager intervistati le considera strategiche per la propria
azienda
. Entrando nel dettaglio degli obiettivi che
spingono le aziende ad interessarsi alle soluzioni B2b a supporto
dell’integrazione e della collaborazione, sono emerse tre
aree principali. In primis, il miglioramento del livello
di servizio al cliente
(48%) in termini di riduzione dei
lead time di consegna, innovazione di prodotto, riduzione dei
prezzi e aumento della sostenibilità. Ad esempio,
l’integrazione con gli attori a valle della supply chain,
che si interfacciano direttamente con il consumatore finale (ad
esempio, la grande distribuzione), consente di cogliere più
tempestivamente l’evoluzione delle esigenze del mercato e
pertanto di organizzare al meglio la supply chain, con positive
ricadute in termini di soddisfacimento delle esigenze dei
clienti. In secondo luogo, l’aumento di
visibilità
(45%) necessario a gestire supply chain
sempre più complesse e virtuali, ovvero lo scambio bidirezionale
di informazioni detenute dai partner di supply chain che
risultano utili per lo svolgimento del business. Infine, la
riduzione del rischio (23%) grazie
all’aumento della capacità di risposta della supply chain
a fronte di eventi inattesi.

Ulteriore elemento interessante emerso dalla ricerca è la
differenza di comportamento delle aziende
“Best-in-class” rispetto alle altre, denominate
“Industry average” o “Laggard”, che
rappresentano aziende rispettivamente in linea o con prestazioni
inferiori alla media del settore. Mentre “Industry
average” e ancor di più “Laggard” si
concentrano principalmente su iniziative di integrazione di
filiera, le aziende “Best-in-class” hanno
già da tempo adottato soluzioni di integrazione e stanno ora
introducendo soluzioni di collaborazione
, principalmente
con i fornitori (59%).

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x