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Blockchain: 5 cose che un supply chain manager deve sapere

Secondo Gartner il potenziale di trasformazione nel manufacturing è innegabile, ma l’early adoption continuerà con progetti pilota nei prossimi 3-7 anni: per una adozione complessiva lungo intere filiere produttive ce ne vorranno almeno 10. «Il percorso è pieno di sfide, e non esistono ancora pacchetti commerciali»

di redazione

indagini e analisi di mercato

07 Settembre 2017

Le tecnologie Blockchain, l’abbiamo letto molte volte, hanno il potenziale di trasformare e rivoluzionare interi settori, tra cui quelli manifatturieri, dove gli impatti saranno soprattutto a livello di supply chain, con applicazioni di tracciamento di processi complessi, garanzia delle compliance, e assicurazione dell’origine e della qualità (quality origin assurance).

Ma se sul potenziale e sulle opportunità di "disruption" moltissimi sono d’accordo, sui tempi le idee sono molto meno precise.

Al momento le applicazioni principali sono nel settore Finance, spiega in un brief Andrew Stevens, research director di Gartner, ma nel lungo termine l'uso delle tecnologie blockchain sarà normale e quotidiano anche nelle filiere produttive e logistiche. Lungo termine che però significa un decennio, e forse più. Nel frattempo occorrerà superare alcune criticità strutturali di scalabilità, flessibilità, confidenzialità dei dati, efficienza, governance, interoperabilità.

E poi è vero che per i suoi stessi concetti di base la blockchain è particolarmente indicata per processi che coinvolgono molte aziende, e quindi anche a quelli di supply chain management. Ma comunque occorre considerare l’estrema complessità delle odierne reti di produzione e fornitura.

Non è una nuova tecnologia di database

Prima quindi di spendersi per richiedere investimenti strategici nel breve termine nella blockchain, i Supply Chain Manager devono capirne bene i limiti attuali e l'immaturità di diversi suoi aspetti. Ecco cinque punti che Stevens evidenzia in modo particolare:

1) Molti settori manifatturieri saranno trasformati, ma nel lungo termine. Ci sono diverse analogie tra la blockchain e altre “ondate di trasformazione” provocate da tecnologie dirompenti come per esempio internet. L’early adoption delle tecnologie blockchain continuerà attraverso progetti pilota nei prossimi 3-7 anni, ma per una adozione complessiva lungo intere supply chain ci vorranno almeno 10 anni se non di più. Proprio come avvenuto per l’RFID, occorre un profondo lavoro sui processi e sugli standard prima che la blockchain possa realizzare tutto il suo potenziale.

2) Il percorso è ancora pieno di sfide. Le tecnologie blockchain e le best practice di supply chain che saranno basate su tali tecnologie devono affrontare diversi ostacoli, tra cui una carenza di standard, di piattaforme robuste, di sistemi scalabili di distributed consensus, e di meccanismi di interoperabilità. La scalabilità all’interno delle supply chain dev’essere attentamente pianificata e allineata rispetto ad altre iniziative di supply chain ad alta priorità, spiega Stevens: un’adozione troppo precoce o ritardata di alcune tecnologie può addirittura minare la competitività dell’azienda all’interno della extended supply chain.

3) Non è una tecnologia di database. Al contrario di quanto hanno capito in molti, la blockchain non è una tecnologia sostitutiva di quelle tradizionali di database. Non ha capacità di creare, leggere, aggiornare e cancellare informazioni. Per l’immediato futuro continueranno a prevalere nelle supply chain i tradizionali strumenti e piattaforme di DBMS, che creano, mantengono e utilizzano i dati in grandissima parte al proprio interno. Le funzionalità di database tuttavia dovranno gradualmente scalare e integrare un numero sempre più alto di partner della supply chain, e anche di clienti.

4) Non esistono “pacchetti" software commerciali (off-the-shelf) di blockchain per la supply chain. Non si possono comprare soluzioni commerciali standard, almeno per il momento. Siamo nella fase dei prototipi sviluppati ad hoc per progetti pilota, spesso molto limitati e parzialmente utilizzati, e sono molto rari i casi di risultati certificati e “use case” concreti. Solo le organizzazioni particolarmente propense al rischio ed early adopter delle tecnologie avanzate, sottolinea Gartner, dovrebbero considerare un progetto di supply chain management blockchain nei prossimi 2-5 anni.

5) Nuovi utilizzi nelle supply chain ora imprevedibili continueranno a emergere. Come accennato alcuni tipi di applicazioni blockchain nelle supply chain sono già molto chiari. Ma secondo Gartner dobbiamo aspettarcene diverse altre, al momento imprevedibili, man mano che la tecnologia matura.


TAG: blockchain, supply chain manager, Gartner, compliance, quality origin assurance, tracking


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