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Risorse umane

Valutare le competenze digitali nelle imprese: il modello Digital DNA

Sviluppare e valorizzare il patrimonio di skill digitali interne è fondamentale per prepararsi al futuro e coinvolgere i dipendenti nel sostenere i percorsi di crescita e trasformazione delle organizzazioni. Ecco una mappa di riferimento, suddivisa in quattro macro-aree: un utile punto di partenza per le direzioni HR

29 Set 2017

Marco Planzi

Associate Partner, P4i - Partners4Innovation

Laura Cavallaro

Associate Partner, P4i - Partners4Innovation

Il concetto di DNA di un’impresa è una metafora molto utilizzata per descrivere ciò che la rende davvero unica, ovvero la sua strategia e la sua cultura aziendale. Conoscere il DNA di un’impresa significa comprendere fino in fondo quali sono la vision, i valori e gli obiettivi che costituiscono il collante di un’organizzazione e “l’ingrediente segreto” che ne determina le performance.

Grazie alla biologia, sappiamo che il DNA si forma alla nascita, è responsabile delle caratteristiche di un organismo e contiene le istruzioni che gli permettono di vivere e riprodursi. Tuttavia, lo stesso DNA si esprime in modi diversi in base all’ambiente. Ad esempio, gemelli omozigoti – identici alla vista e con lo stesso patrimonio genetico – hanno impronte digitali differenti e, se cresciuti in contesti separati e diversi, coltivano talenti, intelligenza e creatività in modo differente l’uno dall’altro.

Il modo in cui il DNA di un’impresa si esprime è il risultato di un processo di progressivo adattamento al contesto. Le caratteristiche osservabili del DNA sono le competenze distintive che l’impresa stessa possiede, che si manifestano come veri e propri geni. Costituiscono la “conoscenza innata” dell’impresa e definiscono il modo in cui vengono coordinati i fattori della produzione (risorse umane, finanziarie e, ultime ma non meno importanti, tecnologiche) per costruire un vantaggio competitivo difendibile.

Una visione integrata: il modello Digital DNA di P4I- Partners4Innovation

Grazie alle esperienze progettuali maturate lavorando al fianco di alcune delle più importanti aziende italiane, P4I – Partners4Innovation, società di advisory del Gruppo Digital360, ha sviluppato il modello Digital DNA, che fornisce una visione integrata delle competenze digitali e comprende al suo interno sia le competenze tecniche sia le competenze soft connesse al digitale e all’innovazione. Non si tratta di un modello creato ex-novo, ma della sintesi di diversi modelli sviluppati in letteratura nel corso degli ultimi anni da istituzioni ed esperti di settore europei e internazionali, integrati in un approccio unico.

In ogni impresa, alcune competenze si manifestano in modo esplicito proprio come le caratteristiche genetiche, perché il contesto, i processi, i clienti e il modo di lavorare lo richiedono. Altre competenze, pur presenti tra le attitudini e le passioni dei collaboratori o magari sviluppate informalmente all’interno del proprio lavoro, non si manifestano e rimangono dormienti. Ciascuna impresa può provare a valorizzare le competenze nascoste e inespresse cercando i collaboratori che le posseggono o le hanno sviluppate personalmente. Nel contesto attuale, in cui le competenze digitali sono difficilmente reperibili sul mercato del lavoro e spesso molto costose, questo passaggio diviene spesso diventa indispensabile: significa individuare i collaboratori che le posseggono e metterli in condizione di poterle esercitare nel contesto lavorativo.

Nel dettaglio il Digital DNA mappa quattro grandi aree di competenza:

·      ICT Skills

Il digitale affonda le sue radici nelle competenze legate all’Information & Communication Technology. Rientrano in quest’area le competenze necessarie ai professionisti ICT per supportare l’organizzazione attraverso processi ICT orientati all’agilità. Il framework di mappatura delle competenze di dettaglio consiste nell’eCompetence Framework (e-CF), sviluppato dalla Commissione Europea e utilizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) per la mappatura delle competenze digitali specialistiche.

·      Digital Soft Skills

Rientrano in quest’area le competenze trasversali di tipo relazionale e comportamentale che consentono alle persone di utilizzare efficacemente i nuovi strumenti digitali. Il framework di mappatura delle competenze di dettaglio consiste nel modello Digital Competence Framework (DIGCOMP), sviluppato dalla Commissione Europea e dal modello delle Digital Soft Skills sviluppato dall’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano.

·      Job Related Skills

Rientrano in quest’area le competenze tecniche relative a specifici ruoli organizzativi che consentono alle persone di portare avanti il proprio lavoro in modo moderno e attento all’innovazione. Il modello utilizzato prevede cinque aree di competenza legate al ruolo che riprendono i grandi trend digitali: Social, Mobile, Cloud, Big Data.

·      Innovation Skills

Rientra in quest’area una combinazione di competenze cognitive, comportamentali e funzionali che permettono alle persone di diventare innovativi nel proprio lavoro attraverso un comportamento intraprenditoriale. Il framework di mappatura delle competenze di dettaglio utilizza una rielaborazione del modello Entrepreneurship Competence (EntreComp), sviluppato dalla Commissione Europea e il modello Collective Genious descritto nel dettaglio sulla pubblicazione scientifica Harvard Business Review.

Ogni organizzazione è diversa

L’interpretazione di questo schema di riferimento non può essere rigida proprio per la natura sfuggente e dinamica del concetto di digitale. Diventa quindi importante declinare il modello e disegnare il Digital DNA di un’impresa, enfatizzando o sfumando quelle aree di competenza meno coerenti con gli obiettivi strategici e con il lavoro dei propri collaboratori. Si pensi, ad esempio, alla Virtual Communication, che sottende la capacità di produrre contenuti digitali. È evidente che la declinazione di questa specifica competenza assume significati diversi a seconda del ruolo aziendale per cui la si mappa.

Valutare le competenze digitali nelle imprese: il modello Digital DNA

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