L’intervento di Miraitek all’ultimo AI Demo Day ha aperto una riflessione profonda su una delle sfide più critiche della manifattura moderna: la gestione dell’enorme mole di informazioni generate dagli impianti. Le aziende oggi non soffrono per mancanza di dati, avendo investito massicciamente in sensori, sistemi MES e Industrial IoT, ma per la difficoltà di trasformarli in conoscenza operativa in tempo reale.
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Il superamento del paradosso dei dati e dei limiti delle dashboard
Il settore industriale si trova oggi davanti a un paradosso evidente: pur disponendo di più dati che mai, le aziende faticano a individuare segnali deboli o anomalie prima che si trasformino in fermi impianto o scarti di produzione. Miraitek gestisce attualmente circa 900 macchine connesse, che generano mediamente 200 data point al secondo per ogni impianto. Questo flusso costante si traduce in circa 12 miliardi di dati giornalieri solo per il parco clienti attuale, una quantità impossibile da analizzare con strumenti tradizionali.
Le dashboard industriali classiche, pur essendo indispensabili, mostrano infatti solo “ciò che si è deciso di osservare”, ovvero KPI e allarmi configurati a priori. Il rischio concreto è l’incapacità di intercettare correlazioni inaspettate tra variabili che, singolarmente, non sembrano destare preoccupazione. Per questo motivo, Miraitek ha presentato un approccio basato sull’intelligenza artificiale per elevare la transizione digitale dall’industria 4.0 alla 5.0.
L’architettura a doppio layer: predizione e ottimizzazione deterministica
Uno degli aspetti tecnicamente più densi della presentazione è stato l’illustrazione di un modello a doppio strato di IA progettato per ottimizzare i processi produttivi.
- Layer predittivo (machine learning tradizionale): Questo primo livello acquisisce in tempo reale i segnali dai sensori di campo, i dati del PLC e i dati storici. L’obiettivo è calcolare costantemente la probabilità di generare scarti.
- Layer di azione (reinforcement learning): Quando la probabilità di difetto supera una soglia critica, interviene un secondo modello. Invece di limitarsi a una segnalazione, questo sistema di feedback cerca la configurazione ottimale dei parametri per riportare il processo in zona di sicurezza e ridurre la probabilità di errore.
Durante la demo pratica, questo modello è stato mostrato applicato a un processo produttivo industriale. Il sistema monitora diverse variabili operative, come la velocità della linea, il flusso d’aria, la pressione e la coppia applicata, distinguendo tra parametri controllabili e fattori ambientali, come l’umidità dell’ambiente, sui quali l’impianto non ha un controllo diretto. Per ciascuna variabile, l’IA valuta l’impatto sulla qualità del prodotto e suggerisce correzioni in tempo reale per mantenere il processo entro le condizioni operative ottimali.
Robin Whispers: il “virtual data scientist” e la modalità “rover”
La vera innovazione presentata è Robin Whispers, un framework di orchestrazione definito come un virtual data scientist. Sviluppato in collaborazione con il partner Southwind AI per la parte semantica, Robin Whispers funge da assistente virtuale di fabbrica capace di connettersi a tutti gli applicativi aziendali per leggere e analizzare i dati delle macchine.
La funzionalità più rivoluzionaria mostrata è la modalità “rover”, ispirata ai robot esplorativi marziani. A differenza di un sistema basato su prompt, il rover non ha bisogno di istruzioni iniziali:
- Esplora autonomamente il database aziendale ponendosi domande di investigazione.
- Utilizza un sistema di agenti che votano le analisi più coerenti, nuove e informative.
- Genera un report che analizza difettosità, stabilità operativa, stato delle macchine e allarmi. Il livello di dettaglio dell’analisi è regolabile tramite un numero di step scelto dall’utente: più step producono un ragionamento più approfondito, ma aumentano il tempo di elaborazione. Questo approccio permette di superare la “sindrome del foglio bianco” per quegli utenti che, pur avendo accesso ai dati, non sanno da dove iniziare l’analisi.
Democratizzazione, integrazione e il ruolo dell’uomo
Miraitek punta a una democratizzazione dell’IA, rendendo accessibili informazioni complesse anche a utenti non tecnici. Un punto di forza strategico è la possibilità di integrare nel framework modelli proprietari del cliente come “black box”, utilizzandone input e output senza doverne svelare la logica interna.
Nonostante l’automazione avanzata, il ruolo dell’uomo rimane centrale. Durante il Q&A è emerso che la fase di pulizia e pre-processing dei dati (data quality) è ancora affidata al team umano per garantire che l’IA riceva informazioni coerenti e uniformi. Il lavoro umano si sposta dunque “a monte”: delegando all’IA l’analisi delle correlazioni e il forecasting, i tecnici hanno più tempo per dedicarsi alla qualità del dato e alla strategia industriale.
Miraitek trasforma il sistema di monitoraggio da passivo a proattivo, offrendo uno strumento che non solo raccoglie dati, ma li interpreta per trasformarli in vera conoscenza operativa.











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