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Che cos'è lo SPID e perché solo 1 milione di italiani lo usa?

Sono due anni che l'Agenzia per l'Italia Digitale ha rilasciato lo SPID, il nuovo sistema di login che permette a cittadini e imprese di accedere con un’unica identità digitale. Ad oggi, però, solo 1 milione di cittadini usufruisce del servizio

di Laura Zanotti

Gestione delle identità

22 Febbraio 2017

Che cos'è lo SPID? Acronimo di Sistema pubblico di identità digitale è un criterio di login con cui il Governo italiano ha deciso di semplificare la gestione degli accessi a tutti i cittadini e a tutte le aziende che usufruiscono dei servizi on line in maniera sicura e multicanale. Indipendentemente dal tipo di dispositivo, infatti, lo SPID permette di accedere con un’unica identità digitale, da molteplici dispositivi, a tutti i servizi online di pubbliche amministrazioni e imprese aderenti. 

Il primo provvedimento di attuazione del sistema SPID è stato il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri 24 ottobre 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 285 del 9 dicembre 2014.Il 28 luglio 2015, con la Determinazione n. 44/2015, sono stati emanati da AgID i quattro regolamenti (Accreditamento gestori, utilizzo identità pregresse, modalità attuative, regole tecniche) previsti dall'articolo 4, commi 2, 3 e 4, del DPCM 24 ottobre 2014 con cui il sistema SPID è divenuto operativo.

Che cos'è lo SPID lo sanno solo 1 milione di italiani

Ad oggi, però, solo 1 milione di italiani ha attivato lo SPID. Secondo l'ultima ricerca dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, solo 1 comune su 4 in Italia oggi offre servizi online accessibili grazie a SPID. I motivi sono diversi, legati a una lenta evoluzione culturale. Secondo gli esperti, lo SPID è stato creato per incentivare lo sviluppo dei servizi in un'ottica di Citizen Relationship Management evoluto. Molte aziende, però, devono ancora capire che questo approccio davvero può fare la differenza e portare una nuova consapevolezza in merito ai criteri di gestione che aiutano a migliorare la qualità dei servizi ma anche la tutela dei dati e della sicurezza in generale. 

Il vantaggio, oltre a ridurre il numero di password e di chiavi di accesso che impattano sensibilmente sulla governance, è stimolare una nuova curva di apprendimento alla trasformazione digitale, accelerando quel percorso verso l'efficienza e la velocità che solo le tecnologie ICT riescono a garantire.  

Luca Gastaldi, Direttore Osservatorio Agenda DigitaleLuca Gastaldi, Direttore Osservatorio Agenda Digitale"I motivi di questa ancora bassa conversione sono diversi. Certo è che è mancata per molto tempo una normativa che abilitasse l’impiego di SPID dalle imprese private  - ha spiegato Luca Gastaldi, direttore Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano -: le convenzioni per far aderire i privati al sistema, ad esempio, sono arrivate solo sul finire del 2016. Dall’altro è sufficiente pensare, soprattutto per le aziende private di dimensioni maggiori, agli ingenti investimenti in sistemi di identity management operati negli scorsi anni. Pochi privati hanno voglia e utilità a mettere in discussione tali investimenti per consentire ai loro utenti di accedere con SPID ai servizi online da loro offerti".

Ad oggi gli Identity Provider cui AgID ha delegato la gestione delle identità digitali per tutto il sistema sono 5: Aruba, Infocert, Poste Italiane, Sielte, Ti Trust Technologies.

Come funziona lo SPID

L’identità SPID è costituita da credenziali con caratteristiche differenti in base al livello di sicurezza richiesto per l’accesso. Esistono tre livelli di sicurezza, ognuno dei quali corrisponde a un diverso livello di identità SPID:

  • Livello 1: permette l’accesso ai servizi con nome utente e password
  • Livello 2: permette l'accesso ai servizi con nome utente e password insieme ad un codice temporaneo che viene inviato via sms o con app mobile dedicata
  • Livello 3: permette l'accesso ai servizi con nome utente e password e l'utilizzo di un dispositivo di accesso.Pubbliche amministrazioni e privati definiscono autonomamente il livello di sicurezza necessario per poter accedere ai propri servizi digitali.

Per richiedere le credenziali SPID, i cittadini maggiorenni devono dare: un indirizzo e-mail, un numero di telefono del cellulare, un documento di identità valido (uno tra: carta di identità, passaporto, patente, permesso di soggiorno), la tessera sanitaria con il codice fiscale. Il gestore, dopo aver verificato i dati del richiedente, emette l’identità digitale rilasciando le credenziali all’utente. 

Il circolo virtuoso dell'innovazione passa dalla sicurezza

zoomL'unità di ricerca di NetworkDigital4 aveva rilevato come sulla questione dell'Identity Managment l'attenzione delle imprese fosse piuttosto bassa: nel 2016 la priorità era data da meno di 3 aziende su 10 della PA (28%) e meno di 2 su 10 (15%) nelle grandi aziende rispetto al panel intervistato. Al primo posto degli investimenti per la grande azienda venivano piuttosto indicate le soluzioni legate ai temi della Governance, Risk & Compliance (63%), mentre per la PA erano una priorità le Security Analytics (70%).

Secondo gli osservatori, mentre le PA dovrebbero unire le forze tra di loro e provare a erogare alcuni servizi in modo condiviso sfruttando aggregazioni sovracomunali per avere la massa critica e le energie necessarie a cogliere a pieno le esigenze dei cittadini, le imprese devono cominciare a cogliere le opportunità offerte da SPID.

Al vantaggio di poter disporre facilmente di un parco utenti con dati aggiornati, infatti, si unisce la possibilità di non avere oneri derivanti dalla conservazione delle loro identità digitali, dal non doversi preoccupare di eventuali furti di credenziali.

"Il traguardo del milione di utenti è quindi positivo  - ha ribadito Gastaldi - ma solo con una massa consistente di utenti si potrà stimolare lo sviluppo dei servizi da parte del pubblico e del privato. Bisogna fare in modo che SPID sia utilizzato il più possibile. Ben vengano in questo senso le iniziative atte a stimolarne l’adozione e l’utilizzo, come il bonus ai docenti o ai diciottenni accessibile soltanto una volta ottenuta l’identità digitale e l’iscrizione scolastica effettuabile tramite SPID. Queste iniziative sono state lanciate con la speranza di innescare un circolo virtuoso sia in ambito pubblico che in ambito privato".

 

 

 

 

  


TAG: gestione delle identità, gestione accessi, IAM, sicurezza, SPID, protezione dati, Osservatori, Luca Gastaldi


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