Colao spinge l’Hybrid Work: il Cloud abilita Remote Working e lavoro in sede

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Vittorio Colao spinge verso l’Hybrid Work nella PA: tra Remote Working e ufficio passando per il Cloud

Al Festival dell’Economia di Trento il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale ha dichiarato che il lavoro va verso il modello misto, in parte a distanza in parte in presenza. Ma il Paese è pronto? Quali passi compiere per avere infrastrutture e competenze adeguate, soprattutto nella PA? Se ne parlerà dal 21 al 25 giugno a FORUM PA 2021

14 Giu 2021

Redazione

Il futuro del lavoro sarà ibrido: dopo che la pandemia ha costretto tutte le realtà produttive, pubbliche e private, a riorganizzarsi, si può guardare all’Hybrid Work per il dopo emergenza, che mette insieme e bilancia presenza in ufficio e da remoto, seguendo i principi dello Smart Working. Lo ha ribadito di recente il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, intervenendo al Festival dell’Economia di Trento: in un futuro molto prossimo, l’impegno professionale sarà gestito da questo nuovo modello. La transizione richiede consapevolezza: l’hybrid work presuppone di investire su diversi aspetti, dal cambiamento culturale e organizzativo alle tecnologie con un focus particolare sulla sicurezza.

Tecnologia e persone, motori dell’Hybrid Work

Il ministro Colao ha ribadito l’importanza di una formula mista di lavoro, che metta insieme il meglio dei due modelli:

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Smart working
  • il lavoro in ufficio, per accrescere la socialità, la cultura aziendale e il senso di appartenenza;
  • il lavoro da remoto, per gestire meglio il proprio tempo e abituarsi a un impegno per obiettivi.

Le ragioni di una svolta che metta al centro il cosiddetto Hybrid Work, quindi, sono diverse e hanno a che fare con la qualità della vita delle persone, la motivazione dei lavoratori e anche con l’impatto ambientale, per via del minor numero di spostamenti verso i luoghi di lavoro e viceversa.

Preparazione, cambiamento culturale e organizzativo, tecnologie e sicurezza sono gli ingredienti necessari a che il nuovo paradigma veda la luce e si radichi profondamente nell’organizzazione produttiva del nostro Paese.

È tempo di agire, a livello giuridico, tecnologico e culturale, ha evidenziato il ministro. Perché lo smart working e l’Hybrid Work, specie nella PA, non possono essere lasciati all’improvvisazione.

Infrastrutture Cloud e cybersecurity priorità assolute

Parlare di Smart Working implica considerare la digitalizzazione di gran parte delle attività professionali, ma soprattutto la messa in sicurezza di tutte le infrastrutture informatiche aziendali.

Nel 2020 i cyber attacchi hanno continuato a crescere toccando numeri record. L’Osservatorio Cloud del Politecnico di Milano quantifica il fenomeno con il dato del +20%. Se guardiamo alla sola PA, colpita nell’83% dei casi, si nota come le amministrazioni locali abbiano subito un numero di attacchi cibernetici superiore del 30% rispetto al 2019. Se è così semplice per gli hacker entrare nei sistemi informatici delle imprese, e ancor di più in quelli della Pubblica Amministrazione, per rendere sistemico lo Smart Working occorre un consapevole focus sulla sicurezza.

L’adozione dell’Hybrid Work nel post-Covid è infatti un’importante spinta al rinnovamento della PA, non solo tecnologico, ma organizzativo. Il Ministro Colao ribadisce che si deve procedere nel percorso di Transizione al digitale puntando, in primis, sull’ottimizzazione degli asset esistenti – infrastrutture per colmare il digital divide, sicurezza informatica e competenze – e ha sottolineato in particolare la necessità di infrastrutture Cloud più sicure, perché i dati sensibili dei cittadini rimangano ben tutelati nel tempo.

«Il 93-95% dei server della Pubblica Amministrazione non è in condizioni di sicurezza. Non si può andare avanti così – ha ammonito con fermezza -.Dobbiamo andare verso il Cloud con la creazione del Polo Strategico Nazionale».

Il Polo Strategico Nazionale (PSN) unico a cui fa riferimento il Ministro è il soggetto di proprietà pubblica, ad alta disponibilità, titolare dell’insieme di infrastrutture IT e sarà qualificato da AgID ad erogare in maniera continuativa servizi infrastrutturali on-demand (hosting, Iaas, Saas, Paas, ecc…); servizi di business continuity e disaster ricovery; servizi di gestione della sicurezza IT; servizi di assistenza ai fruitori dei servizi erogati.

I dati sensibili dei cittadini, oltre ad essere protetti in nome del GDPR, dovrebbero poter “circolare” tra le amministrazioni in virtù del principio di interoperabilità. Il PSN assolverebbe a questo compito in maniera agile, garantendo servizi digitali d’alto livello e cybersecurity centralizzata.

Hybrid Work fa rima con Cloud e competenze digitali

Ormai non c’è dubbio che il Cloud rappresenti la strada maestra per la Transizione al digitale, sia per le imprese sia per la PA, anche alla luce del PNRR. Emerge con forza il tema delle competenze, che si affianca a quello delle infrastrutture necessarie per abilitare lo Smart Working e, a tendere, l’Hybrid Work.

La formazione e le competenze per i dipendenti pubblici sono oggi più cruciali che mai: il tema è anche il filo conduttore di molti degli appuntamenti previsti nella cornice del FORUM PA 2021, l’evento digitale sull’innovazione che si svolgerà dal 21 al 25 giugno.

Ecco alcuni appuntamenti dedicati a Smart Working e competenze.

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Tutti gli appuntamenti di FORUM PA 2021 sono online e gratuiti, è sufficiente iscriversi dalla pagina dell’evento.

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