Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

sponsored story

Unify-Atos, integrazione sempre più stretta a supporto dello Smart Working

Dallo scorso primo ottobre Unify è stata integrata nella divisione Unified Communication & Collaboration del system integrator. L’obiettivo? Un’ulteriore espansione sul mercato UCC, guardando ai nuovi trend e puntando sull’innovazione

03 Dic 2018

Il futuro del mondo Unified Communication e Collaboration risiede da un punto di vista strategico nello Smart Working, mentre da quello tecnologico nel Cloud. Può riassumersi così la strategia di Unify, vendor del settore nato dall’esperienza nel mondo voce di Siemens e oggi integrato nel portafoglio del global system integrator Atos.

Un’integrazione che, come racconta Giorgio Ancona, Direttore della Divisione UCC di Atos Italia, è diventata da alcuni mesi a questa parte ancora più stretta: «Unify è stata acquisita ormai due anni fa, a seguito della scelta di Atos di investire in un settore in cui non era ancora presente. Sino al 2016, infatti, Atos operava nel settore UCC per opportunità, senza però avere un portafoglio a livello di prodotti e soluzioni. Dal momento che uno degli elementi strategici su cui Atos ha intenzione di crescere per il prossimo futuro è il digital worplace, su cui per l’appunto è specializzata l’offerta di Unify, l’acquisizione è stata naturale».

Producendo delle ricadute immediate anche in Italia, dove erano presenti sia Atos che Unify, che fin da subito hanno iniziato a collaborare. Nei mesi scorsi c’è stata però un’evoluzione di questo rapporto: la scelta è stata quella di integrare completamente Unify Italia all’interno di Atos Italia. Così, dallo scorso primo ottobre, Unify Italia ha cessato di esistere come legal entity ed è stata completamente integrata all’interno di Atos, per la precisione nella sua divisione di unified communication & collaboration. Il brand Unify continua comunque a esistere, dunque dal punto di vista della comunicazione e delle relazioni con i partner non ci sono stati cambiamenti particolari.

Senza dubbio con questa operazione Unify, che oggi fattura circa un miliardo di euro a livello globale, si ritrova coinvolta in un gruppo più grande (quasi 13 miliardi di euro di fatturato) e in costante crescita. Soltanto in Italia Atos può contare su circa 1300 dipendenti, divisi tra le sedi di Roma, Milano e Napoli, con un giro d’affari nazionale di circa 230 milioni di euro, in crescita del 20% anno su anno.

Atos, come global system integrator, continuerà nella sua strategia di interazione diretta con i grandi clienti del mercato nazionale (un nome su tutti, FCA), mentre per il resto del mercato resteranno intatte le relazioni con i partner sul territorio intessute in questi anni da Unify, che, come racconta Riccardo Ardemagni, VP Channel Sales International di Unify, ha ben chiara la strategia per differenziarsi in un mercato competitivo come quello dell’Unified Communication: «Nel mondo dell’UCC si confrontano vendor nuovi e vendor più vecchi, ma noi siamo ben consapevoli dei nostri punti di forza. Innanzitutto abbiamo una flessibilità di implementazione tale che permette di non sconvolgere e mettere a repentaglio gli investimenti effettuati in passato dalle aziende. È poi indiscutibile che sulla qualità della comunicazione voce non abbiamo rivali, anche per effetto della nostra passata appartenenza al gruppo Siemens. Siamo convinti che in futuro ci potrà essere qualsiasi tipo di cambiamento nell’UCC ma se poi la voce non funziona al meglio non c’è innovazione che tenga».

Oltre ai suoi punti di forza, Unify è impegnata in continui investimenti sul portafoglio, che hanno portato nel tempo all’introduzione di nuovi prodotti e piattaforme. E lo fa con un occhio attento al cloud, tecnologia che sta rimescolando le carte in tutto il panorama UCC: a questo trend rispondono la piattaforma Openscape Cloud e la soluzione Circuit. Quest’ultima è un prodotto di collaboration che va a sfidare le soluzioni del mondo Microsoft, grazie a una serie di funzionalità integrate che vanno nella direzione di supportare lo Smart Working e l’open office. A ulteriore sostegno di questa strategia, Unify può proporre una vasta rete di partnership di natura tecnologica, che consentono alle sue soluzioni di interagire con il resto delle infrastrutture IT aziendali. Una delle più importanti è quella siglata nel 2018 con Google, che ricomprende diversi aspetti che vanno dalla security all’intelligenza artificiale e, soprattutto, prevedono l’integrazione di Circuit con le soluzioni Google. «Si tratta di un’operazione che ha una sua logica: il cliente che decideva di abbandonare Microsoft per il mondo Google si ritrovava con strumenti di collaborazione non all’altezza o, meglio, non di tipo enterprise. Con Circuit, invece, queste aziende hanno a disposizione una soluzione senza rivali sul mercato. Google, insomma è una partnership strategica su cui Atos continuerà a investire», evidenzia Ancona.

Per il futuro, la strada obbligata per Unify è quella della crescita, che sarà favorita anche dall’integrazione con gli altri prodotti a portafoglio di Atos, a partire da quelli orientati alla sicurezza.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5