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Collaboration

Italtel, quando Smart Working vuol dire raggiungibilità e mobilità per i dipendenti

Il nuovo modello di lavoro sta conquistando le grandi aziende. Con Collaboration at Work, Italtel favorisce le comunicazioni interpersonali e di gruppo sempre e ovunque, puntando in particolare sulla video-comunicazione. A raccontarlo Paolo Canzii, il Responsabile vendite area Enterprise di Italtel

28 Giu 2016

Redazione

Paolo Canzii, Responsabile vendite area Enterprise di ItaltelAgile, slegato da una postazione fissa, in grado di comunicare e accedere in modo protetto e semplice agli strumenti e alle informazioni aziendali. Sono queste le caratteristiche principali del lavoratore “smart”, che secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano si sta diffondendo in una grande azienda su due.

«Si tratta di un cambio di paradigma per le aziende, da cui non si può più prescindere vista la crescente esigenza di lavorare in mobilità», racconta Paolo Canzii, il Responsabile vendite area Enterprise di Italtel. «L’esigenza è ancora più sentita dalle aziende con diverse sedi sparse sul territorio nazionale, e talvolta anche all’estero nel caso delle multinazionali, che cercano di centralizzare e uniformare gli strumenti utilizzati dai dipendenti». È un cambiamento win-win in cui i benefici per l’azienda coincidono con quelli per i lavoratori. «L’ingrediente chiave dello Smart Working secondo noi è la Collaboration, che migliora le comunicazioni interpersonali e di gruppo, garantisce la possibilità di accedere a dati e applicazioni aziendali sempre e ovunque».

Come partner tecnologico Italtel propone la soluzione Collaboration at Work che integra e rende interoperabili le diverse tecnologie di collaboration, anche realizzate su standard non consolidati, che coesistono nelle aziende, il tutto in un’ottica best of breed, ovvero di utilizzo delle soluzioni migliori già presenti sul mercato. «Mobilità operativa, video-comunicazione e collaborazione extra aziendale sono i cardini della nostra proposizione – continua Canzii -. Puntiamo a garantire una buona user experience, riproducendo quella che si ha con gli strumenti social nella vita privata».

Collaboration at Work favorisce inoltre raggiungibilità e mobilità dell’utente finale. Ogni dipendente è univocamente identificato da un singolo numero di telefono e può scegliere se rispondere dal device fisso o da quello mobile, commutando la chiamata dall’uno all’altro. Sul device mobile sono disponibili tutti i servizi di collaboration generalmente accessibili solo quando si è fisicamente presenti al proprio posto di lavoro. «Tutto questo favorisce un cambio di mentalità da parte dell’azienda: si va infatti verso una valutazione delle performance dei dipendenti non più legata al tempo effettivo di presenza in ufficio, davanti al pc, ma al raggiungimento degli obiettivi che gli sono stati dati. Questo nuovo modo di lavorare flessibile consente quindi di conciliare più facilmente vita privata e lavorativa».

Per quanto riguarda poi il servizio di video-comunicazione, permette la piena interoperabilità video tra le diverse tecnologie presenti in azienda e sui device mobili. «L’utilizzo di queste soluzioni porta dei vantaggi significativi per le aziende perché consente di ridurre drasticamente costi e tempi di trasferta, e anche di migliorare la gestione di gruppi di lavoro distribuiti geograficamente e di coinvolgere più attivamente i colleghi che lavorano da remoto», conclude Canzii.

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