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L'ESPERTO RISPONDE

Quali fattori concorrono al successo di un progetto di Smart Working?

Un’iniziativa di questo tipo va affrontata in maniera coerente attraverso una governance condivisa e una roadmap di adozione che preveda quattro elementi di base. La risposta di Emanuele Madini, Associate Partner della società di Advisory P4I – Partners4Innovation

01 Set 2016

Emanuele Madini

Aiutare le imprese a capire, affrontare e gestire i progetti di Smart Working. Con questo obiettivo Emanuele Madini, Associate Partner della società di Advisory P4I – Partners4Innovation del gruppo Digital360, alla guida della Practice sullo “Smart Working & Workplace Innovation”, risponde ad alcuni quesiti raccolti dai lettori

Per porre le vostre domande potete scrivere a info@digital4.biz.

Emanuele Madini

Associate Partner, P4i - Partners4Innovation

Quali fattori concorrono al successo di un progetto di Smart Working?

Lo Smart Working presuppone un profondo cambiamento organizzativo e culturale necessario per superare modelli di organizzazione del lavoro tradizionali. Restituire alle persone una maggiore flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari di lavoro e degli strumenti da utilizzare per svolgere le proprie attività lavorative significa creare organizzazioni più flessibili, introdurre approcci di empowerment, delega e responsabilizzazione delle persone sui risultati, favorire la crescita dei talenti e l’innovazione diffusa.

Per questo motivo un progetto di Smart Working deve essere affrontato in maniera coerente attraverso una governance condivisa e una roadmap di adozione che preveda:

– approccio multidisciplinare al progetto con il coinvolgimento della Direzione HR per la definizione delle policy organizzative e la realizzazione di piani di change management per i capi e le persone, della Direzioni IT per quanto concerne le tecnologie digitali a supporto del virtual workspace e della Direzione Real Estate per la riprogettazione degli spazi fisici;

– diversi livelli di readiness delle funzioni aziendali rispetto ai modelli di Smart Working e necessità di procedere attraverso approcci “perpetual beta” e di diffusione incrementale basata su progetti pilota;

– affiancamento ai Manager nella gestione del cambiamento e nell’adozione di nuovi stili di leadership affinché diventino i veri protagonisti dello Smart Working;

– necessità di sviluppare strumenti e metodologie per monitorarne l’adozione del modello, definire interventi correttivi e diffondere le storie di successo e i benefici ottenuti.

Emanuele Madini è un innovatore digitale che da anni accompagna le aziende nel percorso di ripensamento del modello organizzativo e digitale. In P4I – Partners4Innovation guida la Practice sullo “Smart Working & Workplace Innovation” e supporta imprese e PA nello sviluppo di modelli di lavoro innovativi, finalizzati a migliorare la produttività, l’efficacia prestazionale e il livello di coinvolgimento delle persone.

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