Netmind: Teams è uno strumento che abilita l’hybrid workplace

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Netmind: «Teams è uno strumento maturo e integrato che abilita l’hybrid workplace»

La piattaforma di collaboration Microsoft Teams non solo abilita la collaborazione online, ma offre agli utenti anche un’esperienza d’uso fluida ed efficace, restituendo la stessa naturalezza di un incontro di persona. Fabio Dallaglio, responsabile commerciale di Netmind, spiega perché è questo lo strumento chiave per abilitare l’hybrid work

21 Lug 2021

Francesca Carli

Lo scenario operativo nella maggior parte delle aziende di tutto il mondo è radicalmente cambiato nell’ultimo anno e mezzo: come tutti gli eventi storici dirompenti, anche questa pandemia ha impresso un’accelerazione a dinamiche tradizionali che sembravano immodificabili. Collaborare da remoto, da un giorno all’altro, è diventata un’esigenza vitale per garantire la continuità operativa. In quest’ottica, Microsoft Teams si è dimostrata una delle soluzioni più performanti per garantire una comunicazione fluida, istantanea e integrata, a trecentosessanta gradi. Ne parliamo con Fabio Dallaglio, responsabile commerciale di Netmind, system integrator e Gold partner di Microsoft con una pluriennale e solida esperienza nell’affiancamento delle aziende lungo i loro percorsi di evoluzione tecnologica.

Le sfide sul fronte della collaborazione per le imprese di oggi

«Se vogliamo sforzarci di trovare un risvolto positivo a questa pandemia, – commenta Dallaglio – si tratta senza dubbio della trasformazione avvenuta sul fronte della digitalizzazione, che ha accelerato esponenzialmente il processo e le pratiche di comunicazione aziendale. Le imprese, da un giorno all’altro, si sono trovate a dover implementare in fretta soluzioni di collaborazione e molte hanno dovuto letteralmente improvvisare, senza riuscire a ottimizzare al massimo le progettualità. Nella prima fase di emergenza si è lavorato da remoto facendo un vero e proprio ‘patchwork di tecnologie’, arrangiandosi per sopravvivenza: alcune riunioni venivano svolte su Zoom, altre su Skype, altre ancora su Teams. La collaborazione aziendale era garantita ma senza un approccio sistemico di reale valore. Via via, sono state superate tutte quelle barriere psicologiche che fino a quel momento avevano frenato la gestione da remoto. Successivamente, si è registrata una fase di standardizzazione: l’emergenza era stata gestita, era giunto il momento di creare un canale di comunicazione ordinario ed efficiente. Ed è in questo momento che Teams si è distinto dimostrandosi lo strumento ideale per collaborare a tutto tondo: offre agli utenti un’esperienza d’uso fluida ed efficace, restituendo la stessa naturalezza di un incontro di persona».

Fabio Dallaglio

Responsabile commerciale di Netmind

L’efficienza silenziosa di Teams: nessun limite per la comunicazione

«Per poter essere produttive e lavorare agevolmente da remoto, le persone devono appunto avere la possibilità di interagire in maniera istantanea con tutti gli interlocutori possibili, non percependo i limiti del contatto da remoto. Ed è proprio questo ciò che accade grazie a Microsoft Teams. Il valore aggiunto di questa soluzione – sottolinea Dallaglio – può essere ben descritto come efficienza silenziosa: in sintesi, Teams funziona perché permette di comunicare dimenticandosi della distanza tra le persone. Nella sua massima implementazione, diventa lo strumento principe per comunicare nella nuova dimensione dell’hybrid workplace. E sappiamo bene che “comunicare” oggi significa molte cose: instant messaging, telefonate, video conferenze, condivisione di documenti, collaboration su progetti e flussi di lavoro, gestione dei gruppi aziendali e delle interazioni organizzate verso partner, clienti o fornitori. In tutto l’ecosistema workplace di Microsoft 365, è proprio su Teams che l’azienda sta centralizzando tutte le funzionalità: questa soluzione è in assoluto la più importante di tutta la suite. Rappresenta il punto focale intorno al quale orbitano e si stanno plasmando gli altri strumenti come Word, Excel, PowerPoint, OneDrive o SharePoint».

Perché implementare Teams: vantaggi non solo per le persone, ma anche per il business

«Semplificare e standardizzare tutto l’ecosistema tecnologico che gira intorno alla comunicazione aziendale secondo il principio della unified communication and collaboration rappresenta un grandissimo valore aggiunto che permette di fare davvero la differenza sul piano della produttività, del benessere delle persone e pertanto, in ultima analisi, della competitività del business. Microsoft Teams – prosegue Dallaglio -, è l’orchestratore perfetto di questa nuova collaboration: offre tutta la flessibilità di cui c’è bisogno all’interno di un hybrid workplace in cui le persone possono lavorare da remoto, in mobilità e in ufficio senza soluzione di continuità. Grazie a questo strumento, inoltre, l’azienda è certa di poter affrontare con successo anche le sfide più imprevedibili sul fronte dell’operatività, potendo contare su una business continuity solida in qualsiasi scenario. Il prossimo futuro, molto probabilmente, sarà contraddistinto da quello che potremmo definire ‘hybrid Smart Working: grazie alle funzionalità offerte, infatti, gli strumenti di collaboration saranno sempre più utilizzati per comunicare e gestire attività condivise con colleghi che si trovano nella stanza vicino o in Smart Working, senza distinzioni. Ecco: Teams rappresenta la chiave per supportare appieno questo nuovo modello operativo».

Un percorso di crescita e competenze che ha radici lontane

«Sul tema della communication targata Microsoft, il rilascio di Teams si inserisce nel solco di un percorso iniziato molti anni fa e gestito fino a oggi con preziosa lungimiranza, nell’ottica di una costante evoluzione delle soluzioni rivolte a supportare e facilitare l’interazione aziendale. Netmind – evidenzia Dallaglio – è sempre stata Microsoft-oriented, è presente dall’inizio di questo cammino e ne ha seguito tutte le tappe, a partire dal primo progetto Lync del 2011 e a seguire con la prima migrazione a Office 365 del 2013, il primo progetto Skype for Business del 2015 e il primo progetto Teams risalente al 2017. Tutti questi capitoli hanno avuto come protagoniste piattaforme completamente diverse: in ogni scenario, Netmind è stata immediatamente presente per supportare i suoi clienti con gli strumenti più all’avanguardia disponibili in quel momento. Il principio che ci ha mosso fin da subito è stata la forte convinzione che uno strumento centrale di comunicazione all’interno della logica workplace Microsoft fosse un asset assolutamente strategico. Per questo motivo, quindi, abbiamo veicolato su di esso moltissime competenze, progettualità ed esperienze. E oggi siamo entusiasti del fatto che la soluzione abbia preso esattamente la forma che tutti speravamo prendesse: uno strumento maturo, integrato e perfettamente performante».

Come avviene l’implementazione di Microsoft Teams con Netmind

«A un anno e mezzo dall’inizio della pandemia, sono ancora molte le aziende che operano in un ecosistema di comunicazione disgregato e non ottimizzato; talvolta, l’utilizzo di Teams è ancora parziale: un aspetto che non permette di coglierne appieno tutte le potenzialità. In questo scenario – prosegue Dallaglio – il primo passo per aiutare le organizzazioni a migliorare il loro livello di comunicazione è conoscerne bene le dinamiche. Per questo, come primo step, facciamo una fotografia precisa della situazione del cliente: vediamo quali sono gli strumenti impiegati per le videoconferenze, su che tipo di centralino si basa linea telefonica, quali sono le soluzioni impiegate per instant messaging, collaboration e creazione dei documenti e come avviene la gestione dei gruppi aziendali. Chiarita la condizione iniziale, strutturiamo il processo in modo tale da portare su Teams tutto l’ecosistema di comunicazione del cliente. Nel caso sia necessario, gestiamo le tecnologie capillari a supporto della parte multimediale delle sale, amministriamo tutta la componente di SharePoint e pianifichiamo un percorso di adoption ritagliato sulle specifiche esigenze».

Il valore aggiunto del servizio Netmind: il cliente non è mai solo

«Per permettere alle persone di lavorare al meglio in Smart Working è fondamentale non tralasciare anche un’attenta analisi dei processi analogici aziendali. Si tratta di un approccio tipicamente molto completo – conclude Dallaglio – ma che viene gestito da Netmind in maniera graduale e sostenibile per tutti i lavoratori coinvolti, in base alle priorità del cliente. L’obiettivo è portare le imprese a creare la loro dimensione ideale di utilizzo di questo prezioso strumento. Con la sicurezza che affidarsi a Netmind significa essere accompagnati – passo dopo passo e con i dovuti tempi – in cima alla vetta di questo percorso. Non solo: significa anche poter contare su un partner che continua ad affiancare il cliente anche dopo l’avvenuta implementazione, in un’ottica di crescita, ottimizzazione ed evoluzione costanti. Fino a oggi, abbiamo gestito progettualità su Microsoft 365 per oltre 15mila utenze: questo ci ha permesso di maturare delle importanti competenze verticali su tutte le componenti che contraddistinguono lo scenario e, avendo accesso a Microsoft in maniera diretta, siamo in grado di garantire SLA h24 su tutto l’universo di riferimento. Per quanto riguarda l’hardware che può essere integrato in questo tipo di progettualità, inoltre, ci avvaliamo di player d’eccellenza con cui abbiamo avviato una partnership diretta: questo ci permette di porci come l’interlocutore ideale per garantire la continuità e la gestione completa delle tecnologie, anche in riferimento al post-vendita. In questo modo, i nostri clienti non rimangono mai soli: crescono con noi e con le funzionalità di Teams».

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Francesca Carli

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