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La Provincia di Pavia sposa lo Smart Working anche oltre l’emergenza

L’Ente locale ha introdotto il lavoro agile per migliorare produttività e work-life balance. Dal punto di vista tecnologico ha adottato la soluzione Virtual Desktop Infrastructure di R1 Group, che permette di garantire la continuità lavorativa dei dipendenti e di usare da remoto le workstation CAD presenti nell’ufficio tecnico

12 Mag 2022

Simona Politini

La Provincia di Pavia guarda al futuro del lavoro, adottando il digital workspace e rinnovando la sua infrastruttura tecnologica, per estendere lo Smart Working anche oltre la fine dell’emergenza sanitaria. Una scelta che contraddice l’immagine statica con cui sono spesso connotate le amministrazioni pubbliche e fa della Provincia di Pavia un’amministrazione all’avanguardia nell’ambito dell’organizzazione del lavoro.

Lo Smart Working oltre l’emergenza

Che lo Smart Working sia qui per restare non lo dicono solo i numeri delle molteplici ricerche che ne analizzano l’andamento, una per tutti quella annuale condotta dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano secondo cui “il graduale rientro in ufficio non segna in generale un declino del lavoro agile, al contrario al termine della pandemia le organizzazioni prevedono un aumento degli smart worker rispetto ai numeri registrati a settembre 2021: si ipotizzano 4,38 milioni di lavoratori che opereranno almeno in parte da remoto (+8%), di cui 2,03 milioni nelle grandi imprese, 700mila delle PMI, 970mila nelle microimprese e 680mila nella PA”. A ribadirlo è anche l’esperienza quotidiana di tante persone che oggi si trovano a sperimentare nuovi modelli di lavoro ibrido che, sempre stando alle analisi dell’Osservatorio, saranno attuati con formule miste: in media 3 giornate “agili” nelle grandi aziende, 2 nelle PA.

A conferma di questi numeri anche i dati rilevati dalla società di consulenza globale Gallup secondo cui il 59% dei lavoratori preferirebbe operare in modalità ibrida, il 32% esclusivamente da remoto e solo il 9% in sede. E guardando al numero di giorni alla settimana che i lavoratori vorrebbero trascorrere senza il vincolo della sede lo studio rileva che il 38% (quattro su 10) vorrebbe essere in ufficio due o tre giorni alla settimana, il 29% (tre dipendenti su 10) preferirebbe circa uno o due giorni in ufficio ogni settimana, solo il 18% vorrebbe essere soprattutto in ufficio, l’8% vorrebbe lavorare primariamente in ufficio e un opposto 8% raramente. Raggiungimento di equilibrio tra vita privata e vita lavorativa, ricerca del benessere personale, voglia di rivalutare il proprio ruolo e non solo: sono queste le nuove esigenze dei lavoratori, e le imprese, pubbliche e private, devono prenderne atto e prepararsi sia per quanto riguarda la dotazione di nuove tecnologie sia per diventare attrattive rispetto ai talenti, molti dei quali annoverano tra le discriminanti di scelta di un posto di lavoro la possibilità di lavorare da remoto.

Smart Working più efficiente negli uffici della Provincia di Pavia

Avvistate le potenzialità dello Smart Working quale modello di lavoro permanente in grado di migliorare la produttività e il work-life balance, anche semplicemente riducendo per molti il lungo tempo di percorrenza casa-ufficio, la Provincia di Pavia ha deciso di investire sul proprio capitale umano fornendo alle sue 120 persone le migliori tecnologie per lavorare a distanza in modo efficiente durante la pandemia e oltre. Se questo era l’obiettivo, l’ostacolo stava però nella necessità di trovare una soluzione che permettesse l’utilizzo da remoto delle workstation CAD presenti nell’ufficio tecnico e una tecnologia VDI (Virtual Desktop Infrastructure) per dotare di un desktop virtuale tutti i dipendenti, in modo da garantirne la continuità lavorativa.

Il team di R1 Group, partner di VMware da molti anni, ha supportato la Provincia di Pavia in questo delicato passaggio. R1 Group ha messo a disposizione la sua esperienza nell’integrazione di sistemi e i suoi servizi di consulenza e progettazione per ripensare le modalità di lavoro. Non solo, attraverso l’esperienza agile, ha disegnato un progetto in grado di migliorare la produttività lavorativa, favorire la collaborazione tra team remoti e garantire la business continuity. La soluzione scelta per rispondere alle esigenze della Provincia è la piattaforma VMware Horizon 7, che consente di distribuire in modo sicuro desktop e applicazioni virtuali attraverso una singola VDI e mediante una piattaforma di virtualizzazione delle applicazioni che i lavoratori possono utilizzare ovunque. Ciò ha contribuito a ottimizzare l’attività dei dipendenti, migliorando la sicurezza informatica (soprattutto in questo periodo in cui gli enti locali sono un bersaglio per le organizzazioni criminali) e semplificando l’attività dei Sistemi Informativi, sia nella fase di assistenza agli utenti sia in quella di gestione dei sistemi. È stato creato un cluster dedicato composto da 4 nodi VxRail e Series Node che ha consentito un alto livello di affidabilità dell’hardware anche in caso di guasto di un intero nodo del cluster, non solo in termini di continuità operativa ma anche di efficienza. La soluzione VMware Horizon ha permesso, inoltre, una profilatura delle scrivanie virtuali, con la creazione di diverse “golden image dipendenti” dal dipartimento di riferimento.

Oggi, la Provincia di Pavia opera su una piattaforma di lavoro flessibile e intelligente, è più agile, più efficiente e più produttiva, in grado di accelerare la sua trasformazione digitale e di confermarsi tra gli Enti più innovativi d’Italia. «Grazie a questa soluzione di digital workspace abbiamo risposto a tre esigenze fondamentali: facilità di accesso, scalabilità e sicurezza» ha affermato Andrea Buscaglia, Responsabile IT della Provincia di Pavia, che ha aggiunto «è possibile accedere a tutte le risorse dell’ente come in ufficio». E guardando in avanti la Vicepresidente della Provincia di Pavia, Daniela Bio, ha voluto sottolineare come il progetto «rappresenta un passo in avanti a cui sicuramente non possiamo più rinunciare. Il nostro obiettivo è il futuro e quindi diventare sempre più performanti, migliorando le nostre capacità e i nostri sistemi».

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Simona Politini

Giornalista specializzata nei temi della digital transformation e esperta di seo copywriting, accompagno le redazioni nella svolta al digitale convinta sostenitrice del “If it isn't on Google, it doesn't exist" (Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia). Dal 2013 porto avanti il progetto online Archeologiaindustriale.net per la promozione del patrimonio industriale.

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