Hybrid workplace: nell’era post Covid l’ambiente di lavoro diventa fluido

Trend

Hybrid workplace: nell’era post Covid l’ambiente di lavoro diventa fluido

Spinti dalla necessità di proseguire l’attività da remoto durante il lockdown, le aziende si trovano ora a sperimentare modalità organizzative in grado di conciliare le esigenze dei dipendenti con gli obiettivi del business. Va così delineandosi l’hybrid workplace dove la tecnologia gioca un ruolo di primo piano. Vantaggi, svantaggi e sfide dell’ambiente di lavoro ibrido

18 Dic 2020

Simona Politini

Il lockdown come arma di contenimento della pandemia di Covid-19 in un batter d’occhio ha costretto le imprese, pubbliche e private, a doversi adattare a una modalità di lavoro completamente diversa trasferendo il maggior numero di attività possibili dalla sede operativa alle case dei dipendenti. Tuttavia il Coronavirus non ha fatto altro che dare un’accelerata a un processo già da tempo in corso di sperimentazione, sfidando i pregiudizi, e superandoli, di tutti coloro che sino a quel momento avevano associato il lavoro da remoto a una minore produttività. Seppur ancora in piena pandemia, col rallentamento delle limitazioni è emersa l’esigenza di trovare una nuova organizzazione del lavoro che cercasse di capitalizzare l’esperienza acquisita e, al tempo stesso, recuperasse gli aspetti unici del confronto in presenza. È così che si viene a tracciare ciò che potremmo definire un nuovo ‘new normal’: l’hybrid workplace.

Cos’è un hybrid wokplace

Bilanciare gli obiettivi aziendali e di produttività con le nuove esigenze dei dipendenti, che per diversi mesi hanno avuto modo di sperimentare un nuovo equilibrio tra vita privata e lavorativa scardinando le dipendenze della prima dalla seconda, ha aperto la strada ad una rinnovata concezione del posto di lavoro: l’hybrid workplace. Un hybrid workplace combina di volta in volta, a seconda delle esigenze della singola realtà aziendale, lavoro da remoto e lavoro in ufficio. In generale comunque un ambiente di lavoro ibrido è caratterizzato da un team ridotto in presenza e la maggior parte della squadra che gravita in maniera più libera attorno alla sede fisica dell’impresa, governata comunque da alcune regole di base che possono essere per esempio un’alternanza di presenza infrasettimanale o settimanale, piuttosto che un rientro in ufficio in caso di riunioni programmate.

I vantaggi e gli svantaggi di un ambiente di lavoro ibrido

Notevoli sono i vantaggi di operare in un hybrid workplace, tra questi: maggiore libertà per i dipendenti che sovente si traduce in un migliore work-life balance; un notevole risparmio per l’azienda in termini di costi di gestione della struttura che ora può essere anche notevolmente ridotta negli spazi; la possibilità di poter attingere a un bacino di professionisti qualificati anche geograficamente distanti dalla sede di lavoro. Ovviamente esistono anche gli svantaggi, primo tra tutti il rischio di creare un gruppo di lavoro di serie A − coloro che lavorano in sede e hanno un accesso facilitato a tutte quelle informazioni che potremmo definire di ‘secondo livello’, ovvero che viaggiano al di fuori dei meeting ufficiali − e un gruppo di lavoro di serie B − coloro che lavorano fuori dalla sede e hanno interrelazioni meno fluide. Per ovviare a questa eventualità è indispensabile che l’hybrid workplace venga progettato in maniera molto attenta creando filtri e non blocchi tra i diversi gruppi di lavoro affinché tutta la squadra sia in grado di lavorare alla stessa velocità. Fondamentali diventano dunque gli strumenti digitali messi in campo per consentire e armonizzare tutte le attività: dall’infrastruttura cloud a software di project management, da sistemi di firma digitale e a sistemi per la digitalizzazione dei documenti, non ultimo sistemi di sicurezza informatica e a garanzia della privacy.

Hybrid workplace, sfide e strumenti 2.0

Di hybrid workplace si è parlato in occasione del webinar “Hybrid workplace, sfide e strumenti 2.0 organizzato da Impianti, la società fondata e guidata da Simone Lo Russo che da oltre 30anni fornisce alle imprese infrastrutture personalizzate in cui servizi voce, dati e video sono integrati.

“Abbiamo pensato di organizzare questo evento per essere sempre più vicini alle aziende pubbliche e private, soprattutto in un momento emergenziale di transizione sociale e tecnologica”, ha dichiarato Lo Russo, che prosegue: “Supportare gli utilizzatori finali nella scelta dei dispositivi corretti per poter affrontare al meglio questa transizione da spazio fisico a presenza virtuale in un contesto che definirei ‘full digital’ è una delle prerogative di Impianti”.

Tra i relatori anche il professore Mariano Corso, membro del Comitato Scientifico degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano e Direttore Scientifico di Partners4Innovation società del gruppo Digital360, che ha fatto presente come “durante il lockdown, il 94% delle PA, il 97% delle grandi imprese e il 58% delle PMI ha esteso la possibilità di lavorare in ‘smart working’ e il numero di lavoratori da remoto è salito a 6,58 milioni. La maggior di queste aziende e dei loro lavoratori (5.350.000 secondo le nostre stime), continueranno a praticare lo smart working e questo avrà degli importanti impatti non solo sull’organizzazione del lavoro, ma anche sull’economia le città e la società nel suo insieme”, ed ha aggiunto: “Attraverso un uso più intelligente delle tecnologie a nostra disposizione è possibile ridisegnare le relazioni e l’esperienza dei lavoratori, passando da un lavoro ‘a distanza’ a un lavoro ‘connesso’, in cui grazie a strumenti e canali digitali e alla valorizzazione dei dati che le persone generano, si possono costruire servizi per supportare le persone e prendersene cura in un modo molto più proattivo, continuo e personalizzato”.

Non solo aziende private. Naturalmente anche la pubblica amministrazione è stata investita da questa rivoluzione organizzativa, lo ha sottolineato nel suo intervento Daniele Lunetta, responsabile dei servizi digitali e innovazione tecnologica del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: “A questa repentina trasformazione, dettata dall’emergenza, non si sono adeguate solo le aziende e le organizzazioni ma anche la Pubblica Amministrazione che mai come ora è stata chiamata a sostenere sforzi finora impensabili. Per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la sfida è stata doppia: da un lato l’esigenza di continuare a dare risposte al mondo del lavoro in un ‘contesto’ di fatto inedito, e dall’altro l’esigenza di riorganizzarsi per permettere ai nostri dipendenti di lavorare in sicurezza. Lo Smart Working esteso a tutti i dipendenti pubblici diventa la regola. A fronte della situazione emergenziale, la Pubblica Amministrazione si è immediatamente adeguata e ha implementato i propri sistemi digitali per ottimizzare le risorse, armonizzando i tempi professionali e personali dei lavoratori. Porre al centro le persone, promuovendone lo sviluppo e l’autonomia è basilare per abbracciare una nuova e dinamica cultura del lavoro, sviluppando parallelamente anche infrastrutture e piattaforme digitali”.

Della stessa idea anche Carlo Chiattelli, associate partner di EY Advisory: “A causa della crisi pandemica le organizzazioni pubbliche e private hanno vissuto e stanno tuttora vivendo una profonda frattura tra mondo fisico e mondo digitale. La crisi ha cambiato radicalmente il modo in cui concepiamo le modalità e i luoghi di lavoro e ha accelerato la transizione digitale, la quale è la leva principale dei processi trasformativi delle professioni tra cui il più rilevante è l’ibridazione delle competenze. È necessario adottare un nuovo approccio per formare, gestire e consolidare la leadership in ogni settore (pubblico e privato) che sia in grado di rispondere in modo resiliente e adattivo alla crisi attuale e guidi le organizzazioni verso il ‘new normal’”.

L’evento è stato realizzato grazie alla stretta collaborazione e sostegno di Logitech, azienda all’avanguardia in termini di innovazione e qualità che offre prodotti ed esperienze che fanno parte della vita quotidiana delle persone. “Siamo lieti di partecipare a questa iniziativa che ci dà modo di raccontare come affianchiamo le aziende che accolgono il cambiamento, fornendo soluzioni e tecnologie semplici ed affidabili, per il lavoro di tutti i giorni, da casa come in ufficio”, ha dichiarato il senior account manager video collaboration enterprises and institutions di Logitech, Davide Bevilacqua.

New call-to-action 

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Approfondimenti

L
lavoro agile
L
lavoro da remoto
S
Smart Working

Articolo 1 di 4