HR transformation

Creare esperienze di lavoro soddisfacenti: serve un ruolo attivo dei Direttori HR nel governare le reti informatiche aziendali

Creare sistemi compatibili con il modello “bring your own device” (BYOD), costruire un’infrastruttura predisposta per il workplace del futuro, pensare creativamente a come sfruttare le soluzioni digitali per le risorse umane. Sono questi i 3 passaggi logici che consentiranno ai Chief Human Resources Officer di contare su una tecnologia che da mero strumento funzionale per i dipendenti diventa un elemento strategico in grado di supportare ogni aspetto dell’esperienza lavorativa

13 Set 2022

Redazione

Troppo a lungo i Direttori HR, a livello globale chiamati Chief Human Resources Officer – CHRO, alle prese con i nuovi modelli di lavoro ibrido sono stati limitati dall’infrastruttura IT delle aziende: è tempo per loro di assumere un maggior controllo e considerare il rapporto con le reti informatiche per quello che è, ovvero un  supporto indispensabile per potenziare l’Employee Experience e la soddisfazione degli utenti. Ad affermarlo è Dobias Van Ingen, EMEA CTO & SE Sr. Director Aruba società di Hewlett Packard Enterprise.

Reti informatiche e lavoratori, un rapporto in evoluzione

Già prima della pandemia, collegare la forza lavoro a distanza, fornire esperienze digitali, offrire un ambiente di lavoro ibrido erano attività contemplate dall’agenda dei CHRO più lungimiranti. Tuttavia, è indiscutibile che l’emergenza sanitaria abbia contribuito enormemente alla diffusione di modelli di produttività più agili e itineranti. Ed è così, in questo contesto anomalo, che la tecnologia si è trasformata da mero strumento funzionale per i dipendenti a elemento strategico in grado di definire ogni aspetto dell’esperienza lavorativa, da come e dove si lavora fino al livello di produttività che può essere raggiunto, al livello di sicurezza che protegge quello che viene fatto.

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Più controllo delle reti aziendali da parte dei Direttori HR

Il punto adesso è: come i Direttori HR possono assumere il controllo delle reti così da esercitare un ruolo attivo anziché dipendere semplicemente dall’infrastruttura? Dobias Van Ingen indica tre fasi attraverso cui i CHRO possono arrivare a questo traguardo.

1. Creare sistemi compatibili con il modello BYOD

La scelta di dispositivi, tool e sistemi impatta sempre più spesso sull’esperienza, sulle performance e sulla produttività del personale. Per conquistare e conservare il talento le aziende stanno comprendendo, infatti, come sia necessario garantire ai dipendenti la flessibilità necessaria per poter lavorare nelle modalità e nei contesti che preferiscono.

Ma come riuscire a gestire tutto questo, ovvero garantire che tutti i dispositivi si connettano in modo trasparente e sicuro sia da remoto che sul posto di lavoro?  La risposta è una rete costruita apposta per il modello BYOD (Bring Your Own Device) e in grado di supportare sia le postazioni di lavoro remote (gli ambienti cosiddetti microbranch) sia l’ufficio vero e proprio. Questa scelta implica la capacità di dotarsi di un’infrastruttura flessibile, con access point remoti di tipo plug-and-play e protetta da un modello di sicurezza Zero Trust automatizzato, che implementi il controllo sugli accessi alla rete in base a ruoli e dispositivi.

2. Costruire un’infrastruttura predisposta per il workplace del futuro

Il workplace del futuro è ben più di uno spazio adatto al lavoro ibrido: deve essere infatti progettato per fornire quello che i dipendenti desiderano di più in ogni momento – oggi come domani. Il lavoro ibrido è comunque un buon punto di partenza. Certo, la rete deve essere in grado di supportare efficacemente le persone che lavorano da casa e vengono in ufficio portando con sé i propri dispositivi personali. Ma la rete deve poter supportare anche le nuove modalità di utilizzo maggiormente collaborativo e sociale dell’ufficio, la cosiddetta “hotelification” del luogo di lavoro. Questo significa non solo disporre di spazi di riunione facilmente prenotabili, nei quali i dipendenti possano lavorare insieme sia in presenza che con colleghi collegati da remoto, ma anche soluzioni di sicurezza automatizzate per poter gestire il crescente numero di clienti e ospiti in visita per riunioni e presentazioni.

Inoltre, sempre più spesso, il personale più sensibile alle tematiche green richiede che i luoghi di lavoro siano più sostenibili e questo elemento non può essere ignorato dai CHRO. Anche qui la rete può essere un valido aiuto, consentendo alle aziende di tracciare e ridurre i consumi di energia e risorse fisiche oltre che le emissioni di CO2.

3. Pensare creativamente a come sfruttare le soluzioni digitali per le risorse umane

Il lavoro ibrido presenta chiaramente numerosi vantaggi ma genera nuove sfide, in particolare intorno al tema dell’inclusività: nello specifico, ci si chiede come garantire che i dipendenti che non possono o non vogliono tornare in ufficio si sentano comunque inclusi, supportati e integrati nella cultura aziendale. Anche se questi sono temi complessi, i CHRO sanno di poter contare su molteplici soluzioni digitali che possono aiutarli, dalle app di Unified Communication e Collaboration, che rafforzano i legami tra i team, alle nuove piattaforme digitali che supportano le iniziative orientate al benessere – tutte soluzioni che, tuttavia, si basano sulla disponibilità di una rete solida.

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