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Strategie social

Segnalazioni LinkedIn: perché chiederle aiuta il Personal Branding

Esistono solo due modi per dimostrare su LinkedIn che si è bravi, e nessuno dei due contempla l’auto-incensamento. Uno: lo si prova con i fatti. Due: sono altri a dirlo. Vale quindi la pena puntare, con le segnalazioni e conferme di competenze, sull’endorsement altrui

21 Feb 2019

Gianluigi Bonanomi*

Nell’era di Tripadvisor, dove chiunque sceglie pizzerie, hotel e smartphone facendosi condizionare dalle recensioni altrui, dei propri “pari”, anche i professionisti possono beneficiare delle “rece”: per dirla alla Robert Cialdini, si deve puntare sulla “riprova sociale”. Su LinkedIn si possono raccogliere conferme di competenze, endorsement sulle skill, o meglio ancora delle segnalazioni, che somigliano molto a delle referenze (d’obbligo nel mondo anglosassone, trascurate da noi). Ecco i motivi per cui vale la pena chiedere il sostegno altrui.

Le conferme di competenze su LinkedIn

Nella sezione delle competenze di LinkedIn si possono elencare fino a 50 skill, tra hard e soft skill. Tra parentesi, quasi tutti puntano sulle hard skill (pezzi di carta, corsi, competenze tecniche) quando le aziende guardano soprattutto alle skill personali e trasversali come, per esempio, intelligenza emotiva, resilienza, problem solving e gestione dei gruppi.
Gli utenti LinkedIn che visitano il tuo profilo possono confermare le tue competenze: le più gettonate sono certamente le prime tre; per questo vale la pena farle girare.

Le segnalazioni LinkedIn come “rinforzo”

Prima ho citato Robert Cialdini, autore del fondamentale “Le armi delle persuasione”. In “Presuasione”, altro testo pubblicato alla fine del 2017, Cialdini spiega che per assicurarsi i vantaggi dell’attenzione canalizzata, la chiave è mantenere fisso il centro focale: basta coinvolgere le persone nella valutazione di un’azienda per indurle ad apprezzarla di più. Ecco perché molte aziende chiedono un giudizio sui loro prodotti e servizi: far concentrare l’attenzione sugli aspetti più favorevoli, a spese dei competitor. Perché non fare lo stesso per sé?

Le segnalazioni LinkdIn come strumento di Personal Branding

Molte aziende usano come strumento di marketing fondamentale i case study: casi di successo dove si raccontano i problemi, le soluzioni e le testimonianze di clienti/colleghi contenti. Chiedere una segnalazione per certificare la propria professionalità permette anche di raccontare quali problemi risolvi e come, con la differenza che non ne parli tu, ma un tuo cliente contento. Oppure il tuo ex capo: fondamentale se stai cercando un altro lavoro.

Come chiedere una segnalazione?

Durante i miei corsi sull’uso strategico di LinkedIn, molte persone mostrano delle remore riguardo alla richiesta di segnalazioni: temono di essere inopportuni, di disturbare. Per questo propongo due tattiche per chiedere le segnalazioni. Primo, puntare sulla reciprocità: fai una segnalazione tu, prima di chiederla. Secondo, lusinga, senza scadere nel “lecchinaggio”: spiega che la testimonianza di quella persona sarebbe per te fondamentale visto il suo ruolo e la sua professionalità. Tutti amano le lusinghe: fanne il pieno anche sul tuo profilo LinkedIn.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Gianluigi Bonanomi*
Formatore esperto di comunicazione digitale

Gianluigi Bonanomi è un formatore esperto di comunicazione digitale. Dopo la laurea con tesi sulle relazioni on-line nel 2001, ha lavorato per una dozzina d'anni nel settore dell’editoria informatica (Computer Idea, Il Mio Computer e altri). Ha scritto alcuni saggi e manuali su Internet, PC, smartphone e social (per esempio “Guida calcistica di LinkedIn”) ed è direttore della collana "Fai da tech" di Ledizioni. Attualmente si occupa di formazione aziendale sui temi del digitale, in particolare su content marketing, brand journalism, Web writing e soprattutto social media marketing. Sito Web: www.gianluigibonanomi.com

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