Digitalizzazione della PA: il Ministero dell’Innovazione assume 400 esperti

Rinnovare la PA

Digitalizzazione della PA: il Ministero dell’Innovazione assume 400 esperti

Secondo l’ultimo rapporto Ocse, la ripartenza del Paese e il suo sviluppo futuro dipendono anche dal fatto di riuscire a mettere in piedi un processo di modernizzazione della macchina pubblica in chiave digitale. Scatta quindi la ricerca di nuove competenze: dal data scientist all’esperto di smart mobility, ecco le figure ricercate e le skill specialistiche necessarie per poter seguire tutte le progettualità del PNRR

29 Set 2021

Simona Politini

Digitalizzazione della PA sotto i riflettori. “Aumentare l’efficienza del settore pubblico è più urgente che mai” afferma l’ultimo rapporto rilasciato dall’Ocse sul panorama economico italiano. Per portare la crescita e l’occupazione al di sopra dei livelli pre-pandemia e dare concretezza al PNRR, passo obbligato è rendere più forte e agile la Pubblica Amministrazione riducendo il numero di norme esistenti e regolando il settore dei servizi e l’economia verde, con una maggiore attenzione ai risultati. In questo scenario la transizione digitale della PA gioca un ruolo chiave.

Sebbene nell’ultimo anno e mezzo l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 e i conseguenti blocchi e obblighi di distanziamento sociale abbiano dato una spinta alla digitalizzazione della PA, dall’altro lato ne hanno mostrato tutti i limiti confermando quanto emerso dal Digital Economy and Society Index (DESI) 2020 che, sulla base dei dati rilevati prima della pandemia, poneva l’Italia al 25esimo posto fra i 28 Stati membri dell’UE nella classifica generale e al 19esimo posto, come l’anno precedente, per quanto riguarda i servizi pubblici digitali. Tale posizione, sostengono gli analisti, è da imputare allo scarso livello di interazione online tra le autorità pubbliche e il pubblico in generale che vede solo il 32% degli utenti italiani online usufruire attivamente dei servizi di e-government (rispetto alla media UE del 67%). Poiché dunque la Pubblica Amministrazione possa essere davvero il motore della ripartenza è necessario che intraprenda un serio e strutturato percorso di digitalizzazione.

Tuttavia, come si sa, la digitalizzazione parte dalle persone, ed è così che, per poter contare sulle competenze digitali più all’avanguardia, il Ministero dell’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale (MITD) ha annunciato l’assunzione di nuove 400 figure.

Il MITD assume 400 esperti per digitalizzare la PA, che però potrebbe dire addio allo Smart Working

A dare notizia della prossima assunzione di 400 professionisti del settore digitale da parte del MITD è lo stesso Ministro Vittorio Colao tramite il suo account Twitter: “Chi vuole essere tra le prime e i primi? Assumiamo esperti per la Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Una grande sfida e una grande opportunità per il Paese”, “cinguetta” Colao.

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Certo, insieme all’entusiasmo manifestato a suon di “like” non sono mancate alcune critiche sotto il post, la più ridondante relativa allo scollamento tra la volontà espressa da questa chiamata all’appello per innovare la PA e quella fatta qualche giorno fa dal Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che ha decretato per la PA la fine dello Smart Working (che sarà concesso a non più del 15% dei lavoratori), parte integrante del concetto stesso di digitalizzazione, dimostrando una visione assolutamente miope del concetto di crescita e sviluppo a lungo termine e una marcata incomprensione della rivoluzione digitale che stiamo già vivendo. Che «senza lo Smart Working il processo di modernizzazione della macchina pubblica verrebbe azzoppato» lo sostiene anche il prof. Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano in un’intervista rilasciata a CorCom proprio a seguito delle esternazioni del Ministro Brunetta. «A mio avviso – sottolinea Mariano Corso − sarà più difficile coinvolgere persone con elevate competenze senza poter dire loro che, sì, potranno lavorare in maniera flessibile. Non dimentichiamo che la possibilità di svolgere attività sia in sede sia sa remoto è diventato un elemento importante per i lavoratori, quasi al pari della retribuzione». Inoltre secondo Corso a questo punto tornare indietro sarebbe «svilente», soprattutto se la scelta fa leva sul «teorema populistico dei furbetti del cartellino».

Prende forma la task force per la digitalizzazione della PA

Tralasciando le polemiche e tornando all’offerta di lavoro del MITD, come spiegato nella comunicazione ufficiale, l’obiettivo è creare una vera e propria unità per il supporto alla transizione digitale che si occuperà di sostenere la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione attuando gli interventi di digitalizzazione, innovazione e cyber-sicurezza previsti dal PNRR, previsti per tutte le amministrazioni sul territorio, nonché coadiuvando e monitorando le attività di gestione e realizzazione dei progetti PNRR di trasformazione digitale.

Le assunzioni saranno a tempo determinato e garantiranno la raccolta delle competenze specialistiche necessarie per poter seguire tutte le progettualità del PNRR.

Soft skill in primo piano: le competenze trasversali per rinnovare la PA

Prima però di addentrarci specificatamente sulle posizioni lavorative aperte dal Ministero dell’Innovazione, è interessante notare come un ampio paragrafo nel lancio della ricerca di personale qualificato sia stato dedicato alle soft skill, ovvero quelle competenze trasversali più legate alle abilità personali che alle competenze tecniche (hard skill), ma altrettanto importanti per determinare il valore di un candidato e il suo possibile inserimento all’interno di un team che punta a guidare il Paese attraverso la digital transformation.

Le competenze trasversali ritenute “essenziali per poter lavorare al meglio in un team di innovatori”, si legge, sono: mentalità agile, lavoro di squadra, mentalità open-source, capacità di fare rete, problem solving, intelligenza emotiva, capacità di “ibridazione” (ovvero la capacità di saper combinare, leggere e gestire le esigenze del proprio contesto con le necessità di altri, comprendendone il linguaggio e le esigenze), adattabilità, e in ultimo propensione alla sperimentazione continua intesa come capacità di accettare i fallimenti e di trasformarli in una preziosa esperienza di apprendimento e possibilmente in una situazione vincente

Le posizioni lavorative aperte

Tante le tipologie di professionisti esperti in nuove tecnologie ricercate dal Ministero dell’Innovazione e l’elenco, dal lancio del Ministro, pare aggiornarsi abbastanza di frequente. Dal 4 settembre, infatti, sono state aggiunte almeno tre posizioni, un chiaro segnale che via via che la strategia per la digitalizzazione della PA prende forma emerge l’esigenza di reclutare nuove competenze digitali.

In generale lo stipendio medio si aggira intorno alle 80-85 mila euro. Il ruolo per il quale viene offerto lo stipendio più alto attualmente è quello dell’Esperta/o coordinatore di policy e progetti in ambito internazionale per cui è previsto un compenso fino a 105mila euro. Al professionista, oltre alla capacità e alle competenze certificate per sapersi muovere nell’ambito della contrattualistica e progettistica pubblica internazionale in generale è richiesto avere acquisito esperienza nei tavoli di lavoro di negoziazione nazionali e internazionali, essere dotato di conoscenza approfondita delle strategie di altri uffici governativi digitali e della loro implementazione a livello legislativo, operativo e tecnologico, possedere esperienza nella realizzazione di progetti digitali specifici e esperienza nell’analisi delle politiche di innovazione straniere e dei benchmark internazionali. Insomma, una posizione decisamente delicata e complessa che dovrà supportare il Paese nella realizzazione di progetti a largo respiro internazionale. Esattamente al lato opposto nella classifica dei ruoli meglio pagati che offre il Ministero dell’Innovazione c’è quello dell’Assistente del Team per il quale è previsto un compenso fino a 48mila euro.

Ma vediamo l’elenco di tutti i ruoli ricercati dal MITD per dare nuova veste alla Pubblica Amministrazione e guidare il Paese verso il futuro:

  • Software Engineer
  • Technical Project Manage
  • Infrastructure/Production Engineer (DevOps)
  • Data Scientist
  • Assistente del Team
  • Product Owner
  • Esperta/o di smart mobility
  • Service Designer
  • Affari giuridici (privacy specialist)
  • Esperta/o di competenze digitali
  • Content Designer
  • Esperta/o coordinatore di policy e progetti in ambito internazionale
  • Technical Project Manager – Banda Ultra Larga (BUL)
  • HR Subject Matter Expert – Talent Acquisition
  • Esperta/o di innovazione per le imprese ad alto contenuto tecnologico
  • Consigliere giuridico e affari legali
  • UI/UX Designer
  • Head of digital identity

Per ognuna delle posizioni è specificata: la data di apertura, lo stato della ricerca, il compenso massimo, descrizione e responsabilità, qualifiche chiave e formazione. In fondo a tutto il pulsante per candidarsi direttamente dal sito web.

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