Operation manager: chi è, cosa fa e quanto guadagna

GUIDE E HOW-TO

Operation manager: chi è, cosa fa e quanto guadagna

Il direttore operations è la figura che in azienda supervisiona e ottimizza tutti i processi necessari per realizzare e consegnare al cliente un prodotto oppure erogare un servizio. Ecco come l’IoT può aiutarlo nella sua quotidianità

30 Mar 2020

Annalisa Casali

Nello scoutismo un principio fondamentale è che “la forza del lupo è il branco e la forza del branco è il lupo”. Un motto mutuato dal capolavoro “Il libro della giungla” del premio Nobel Rudyard Kipling che aiuta a comprendere qual è il ruolo dell’operation manager in azienda. Il direttore operations rappresenta a conti fatti il collante dell’organizzazione, una figura di alto livello che si assicura che tutti i processi operativi dell’azienda funzionino sempre al meglio e che i team dei diversi dipartimenti collaborino per raggiungere gli obiettivi di business superando i silos.

Chi è l’operation manager

Il direttore operations è la figura che in azienda supervisiona e ottimizza tutti i processi aziendali (le operations, appunto) necessari per realizzare e consegnare al cliente un prodotto oppure erogare un servizio. I suoi compiti variano da settore a settore: dalla gestione della funzione acquisti e produzione per arrivare fino al project management, alla supervisione organizzativa e al controllo del budgeting. Nello svolgimento dei suoi compiti, è fondamentale per l’operation manager avere una visione unica dell’intera organizzazione e dei processi che governano il day-by-day dell’azienda. Alcune aziende hanno operation manager dedicati a specifiche attività, come il Manufacturing Operation Mamager (MOM), che si occupa di pianificazione e programmazione, esecuzione della produzione, gestione della qualità, intelligence e performance della produzione, formulazione e gestione del laboratorio e delle specifiche.

Cosa fa l’operation manager

Il ruolo dell’operation manager varia in relazione alla sua seniority, al settore in cui opera e alla specializzazione. Esistono, però, dei compiti comuni a tutti i responsabili operations, in particolare su queste cinque aree chiave:

  • Persone: il direttore operativo si coordina con la direzione HR per garantire sempre l’allocazione ottimale del personale nelle diverse funzioni. Inoltre, si assicura che i team coinvolti a vario titolo nelle attività operative collaborino attivamente al miglioramento continuo dei processi. Le sue competenze spaziano dall’engagement allo sviluppo professionale delle persone di cui è responsabile.
  • Core operation: l’operation manager definisce i tempi e i costi dei processi e identifica prontamente le sacche di inefficienza proponendo le dovute correzioni in ottica di miglioramento continuo. Le responsabilità del direttore operations spaziano in questo caso dal reperimento delle risorse allo staffing, dal recruitment a tutti i processi finanziari, fatturazione in testa.
  • Budget: la responsabilità del direttore operations si estende dalla gestione dei costi alle attività di budgeting e forecasting, fino alla definizione della corretta marginalità delle attività.
  • Delivery dei progetti: i compiti dell’operation manager vanno dalla verifica dell’effettiva erogazione dell’output del progetto alla garanzia della qualità su quanto erogato, per arrivare fino alla gestione delle relazioni con il cliente.
  • Strategia: l’operation manager è responsabile di tutte le attività di pianificazione operativa e supporto strategico al board. Inoltre, coordina la comunicazione tra i reparti le varie funzioni di business, per garantire l’allineamento di tutti i dipartimenti agli obiettivi strategici (di lungo periodo).

Se si guarda, invece, alle mansioni di un operation manager, si scopre che la sua responsabilità è davvero ampia e riguarda numerose attività:

  • Gestione degli acquisti
  • Sincronizzazione degli stock
  • Orchestrazione della produzione in accordo alle esigenze della domanda
  • Gestione del customer service
  • Controllo del budget
  • Monitoraggio dello stato di avanzamento della produzione o dei progetti
  • Gestione della documentazione relativa alle procedure operative
  • Revisione sistematizzata dei flussi di lavoro
  • Definizione dei piani operativi utili per aumentare l’efficienza e ridurre i costi dei processi aziendali
  • Allocazione ottimale del personale nei diversi reparti
  • Verifica dell’efficacia operativa dei processi
  • Verifica del rispetto del timing della produzione e della logistica
  • Verifica periodica del livello di servizio
  • Impegno verso il miglioramento continuo dei processi…

Come diventare operation manager (formazione e skills)

Ma qual è il percorso di formazione tipico dell’operation manager? Se si esaminano le offerte di lavoro per questa figura professionale, si comprende come la laurea in materie tecniche (ingegneria) o economiche siano i titoli privilegiati. I master post laurea e le certificazioni specifiche in materia di supply chain management, project management e operations management completano il curriculum di questo professionista.

Quali sono le principali competenze dell’operation manager

Tra le soft skills (le competenze trasversali) più rilevanti per il direttore operativo spiccano la capacità organizzativa, l’attitudine al problem solving, alla negoziazione e alla comunicazione, ma anche la conoscenza delle principali tecnologie digitali che rappresentano un supporto indispensabile al suo lavoro. A queste soft skill si sommano le competenze specifiche di project management e gestione finanziaria. Senza contare l’attitudine alla leadership, che spesso proietta la carriera del direttore operations verso lo sbocco naturale della posizione di COO (Chief Operating Officer) e, in alcuni casi, di direttore generale o AD (CEO, Chief Executive Officer).

Quanto guadagna un operation manager

Lo stipendio medio di un direttore operativo può variare anche in modo molto ampio in relazione al settore industriale in cui opera. Una figura che ha maturato una buona esperienza e dispone dei giusti titoli può arrivare a guadagnare anche 100mila euro l’anno. Non va infatti dimenticato che questa figura è contemplata solitamente nell’organigramma di aziende di dimensioni medio-grandi, nei grandi gruppi industriali e nelle multinazionali. Realtà strutturate, quindi, che investono nel miglioramento continuo dei processi operativi, distributivi e logistici. Realtà nel cui organigramma a volte trova spazio più di un operation manager, ciascuno con la responsabilità della supervisione e dello sviluppo di una specifica macroarea aziendale. Si potranno, così, avere eCommerce operation manager, logistics operation manager, IT operation manager e manufacturing operation manager.

L’operation manager nel manufacturing

Nel manufacturing, il direttore operativo coordina i flussi di lavoro e i team dei diversi dipartimenti – ufficio acquisti, produzione, ufficio progettazione, ufficio tecnico, magazzino, servizi logistici, manutenzione – per garantire che operino sempre in modo coordinato. Verifica che le linee produttive e i macchinari funzionino sempre a pieno regime, in modo da evitare sprechi, che le scorte siano sempre consistenti rispetto alla domanda e che tutto il workflow sia ben progettato ed eseguito, per evitare colli di bottiglia e ritardi. Questa figura ha la responsabilità di valutare l’efficienza dei diversi processi operativi attraverso specifici indicatori di performance (KPI) proponendo gli aggiustamenti del caso.

Come l’IoT può aiutare l’operation manager

I responsabili operativi di fabbriche e magazzini sono soggetti a pressioni crescenti per aumentare la produttività, ridurre i costi operativi e i tempi di inattività, consegnare i prodotti nei tempi giusti e con le specifiche di qualità definite… Una complessità gestionale che obbliga l’operation manager a cambiare rotta e adottare nuovi approcci data driven per migliorare la sincronizzazione tra i reparti e con la supply chain, garantire la business continuity, ottimizzare la gestione di tutti i flussi di materiali e merci preservando la marginalità. Se questo non accade, il rischio è di dover pagare delle penali o, peggio ancora, di veder compromesso in modo irrimediabile il rapporto con il cliente. Oggi, nel momento in cui si verifica un problema – un ritardo sulla consegna di un lotto di prodotti, per esempio – è possibile risalire prontamente alle cause che lo hanno innescato e intervenire al più presto per ripristinare la situazione ottimale attraverso processi di root cause analysis. Ma questo non è più sufficiente.

L’obiettivo per il direttore operativo deve essere riuscire ad anticipare le cause dei ritardi nelle consegne (o dei difetti di produzione). E questo è possibile adottando approcci innovativi di operations management sostenuti da modelli di acquisizione in real time dei dati che fanno riferimento agli ambienti di Industrial IoT. La capacità di sensorizzare macchinari e asset della fabbrica e dei magazzini, equipaggiando anche il personale con device connessi, permette di raccogliere in maniera sistematizzata dati preziosi, analizzarli, correlarli con altre fonti di informazioni come i sistemi ERP o i servizi cloud, e ricavarne informazioni utili per alimentare processi virtuosi di continuous improvement. Questo significa che in pratica qualsiasi azione, movimento o segmento di processo produttivo può essere migliorato, nell’ottica della massima efficienza operativa.

Vodafone Smart Manufacturing: l’IoT pronto all’uso (anche) per gli operation manager

Oggi, la complessità tecnologia delle soluzioni di Industrial IoT (hardware, infrastruttura, middleware e applicazioni) si è notevolmente ridotta, parallelamente ai costi dei device, della connettività mobile e della potenza elaborativa. Tanto che si parla di vere e proprie soluzioni IoT di automazione industriale “pronte all’uso”. Soluzioni che mirano a risolvere le problematiche operative più comuni attraverso applicazioni pre-testate di rapida implementazione. Proprio questa è la strada intrapresa da Vodafone Business, che con la suite Smart Manufacturing mette a disposizione dell’operation manager un catalogo completo di applicazioni di Industrial IoT e Smart Manufacturing. Applicazioni che rappresentano un validissimo aiuto per il direttore operativo in questi quattro ambiti:

  • Predictive Maintenance: soluzioni che permettono di ridurre i costi di manutenzione e i fermi non preventivati.
  • Controllo qualità: soluzioni per misurare in tempo reale l’efficacia dei processi produttivi, identificare tempestivamente i difetti, acquisire tutte le informazioni che permettono di garantire la compliance normativa in materia di qualità.
  • Gestione automatizzata dei processi: soluzioni che permettono di garantire una visibilità in real time sui processi operativi, ma anche isolare ed eliminare le sacche d’inefficienza.
  • Visibilità lungo la supply chain: soluzioni che assicurano una maggior resilienza alla filiera distributiva e logistica, migliorando la qualità del servizio reso al cliente.

La possibilità di affidarsi a un partner in grado di fornire non solo le applicazioni di Industrial IoT più evolute, ma anche di gestire l’infrastruttura, le piattaforme, i device IoT e tutti i servizi di connettività correlati non solo riduce il rischio d’innovazione, ma accelera anche il ROI.

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