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Lavoro al computer: quali monitor tutelano la salute dei videoterminalisti

Per rispettare la conformità con le normative di sicurezza e salute sul lavoro, i monitor professionali devono soddisfare diversi requisiti tecnici: rispettare i principi ergonomici, garantire elevata leggibilità in diverse condizioni d’illuminazione, mantenere stabilità cromatica nel tempo. Esigenze che i prodotti di NEC Display Solutions soddisfano pienamente

02 Dic 2019

Giorgio Fusari

Trascorrere molte ore davanti a un videoterminale è ormai la normalità per molti lavoratori. Quali sono i rischi per la salute e come effettuare una giusta prevenzione? Disturbi della vista, patologie degli occhi e dell’apparato muscolo-scheletrico sono le principali minacce da fronteggiare. Adottare monitor per videoterminalisti di qualità, progettati per rispettare le normative di sicurezza e prevenzione delle malattie professionali, con le più moderne tecnologie e criteri ergonomici è il primo passo, soprattutto nelle attività che richiedono un utilizzo intenso dei videoterminali.

In Italia, il riferimento normativo vigente in materia di sicurezza al videoterminale è il testo unico sulla sicurezza e salute sul lavoro, emanato con il decreto legislativo n. 81/2008. Le disposizioni generali si riferiscono in particolare ai lavoratori che usano in modo sistematico tali monitor per almeno venti ore settimanali. Gli obblighi per il datore di lavoro, i dirigenti e i preposti prevedono l’analisi delle postazioni di lavoro, con attenzione particolare, tra i vari aspetti, ai rischi per la vista e per gli occhi. Il datore di lavoro deve anche adottare misure appropriate per ovviare ai rischi riscontrati, e fornire informazioni e formazione ai lavoratori sulle modalità di svolgimento dell’attività e sulla protezione degli occhi e della vista.

Sviluppare competenza sui monitor

Nonostante l’esistenza delle normative, purtroppo, non sono rari i casi in cui chi in azienda ha la responsabilità di scegliere i videoterminali tende ancora a prendere in considerazione come principale fattore differenziante il prezzo del monitor, e non i benefici che un prodotto più costoso, ma più qualitativo e completo, può generare nel lungo termine sulla salute degli addetti e sulla produttività dell’organizzazione. Ecco perché è di estrema importanza che i responsabili dell’acquisto dei monitor siano competenti e conoscano le caratteristiche chiave che distinguono un dispositivo professionale, adatto a un utilizzo molto intenso, e conforme alle normative su salute e sicurezza, che permette di ridurre al minimo i rischi di disturbi e patologie degli occhi.

Prevenire i rischi usando monitor per videoterminalisti ergonomici

Le cause dei disturbi agli occhi e dell’affaticamento visivo dipendono da molti fattori: eccessiva luminosità dello schermo e dell’ambiente, disposizione delle fonti luminose, intensità del lavoro svolto dai muscoli dell’occhio per seguire e mettere a fuoco di continuo gli oggetti sullo schermo. I sintomi dell’affaticamento visivo possono presentarsi singolarmente o in forma associata, e comprendono bruciore agli occhi, stanchezza della vista, visione annebbiata, secchezza oculare, mal di testa, dolori cervicali o alle spalle, difficoltà a prendere sonno nelle ore notturne.

«Ormai gran parte delle persone stanno per oltre sei ore davanti al monitor, per almeno quattro giorni la settimana – spiega Enrico Sgarabottolo, Direttore Vendite per la Regione Tigi (Italy, Greece, Turkey, Israel) di NEC Display Solutions -. E, oltre che sugli occhi, l’impatto derivante da queste abitudini d’uso dei videoterminali si può manifestare con dolori ai polsi, alla schiena, ai gomiti, alle mani. Un monitor per videoterminalisti professionale presenta accorgimenti importanti. Ad esempio, è regolabile anche in altezza, prevenendo i dolori cervicali. L’altezza del monitor deve infatti essere allineata con occhi della persona seduta alla scrivania: pensare di correggere il problema semplicemente alzando o abbassando il sedile della poltrona è sbagliato, perché poi ci si trova con gli avambracci e le mani non correttamente posizionati sulla tastiera. Per prevenire questi inconvenienti posturali, la gamma di soluzioni NEC prevede la fornitura di monitor regolabili in altezza, e con un’escursione variabile da 10 a 15 centimetri».

Enrico Sgarabottolo

Direttore Vendite per la Regione Tigi (Italy, Greece, Turkey, Israel) di NEC Display Solutions

Monitor privi di flickering e a bassa emissione di luce blu

Dal punto di vista della salute degli occhi e della riduzione dell’affaticamento visivo, sottolinea Sgarabottolo, è importante che lo schermo del monitor mantenga sempre, in qualunque condizione d’illuminazione esterna, una leggibilità ottimale, unita a una durevole fedeltà cromatica. «Per ottenere una ‘readability’ sempre elevata, i monitor NEC, a differenza di vari prodotti della concorrenza, sono dotati di pannelli antiriflesso, in grado di opacizzare la luce proveniente dal sole o da altre fonti esterne. In questo modo, i messaggi e i contenuti da visualizzare sullo schermo risultano molto più leggibili in ogni situazione».

Vi sono poi altri due aspetti critici da non trascurare nella valutazione di un monitor per videoterminalisti conforme alle normative di sicurezza e salute sul lavoro, per salvaguardare il benessere della vista e il comfort degli occhi: uno è verificare l’assenza di effetto ‘flickering’, cioè di sfarfallìo dell’immagine. Questo effetto collaterale, spiega il manager di NEC, può comparire regolando la luminosità di alcuni monitor basati su tecnologia LED (light emitting diode) che usano come tecnica di controllo del sistema di retroilluminazione (backlight) il metodo PWM (pulse width modulation). Anche quando non direttamente percepibile dall’occhio umano, con il tempo il flickering dello schermo genera disagio e affaticamento degli occhi. Per ovviare al problema, nei propri monitor di ultima generazione, NEC adotta una tecnica di controllo, ‘flicker-free’, in grado di eliminare lo sfarfallìo dell’immagine.

L’altro aspetto critico da valutare è se il monitor sia in grado di ridurre i livelli di emissione della luce blu che, secondo vari studi, ha la capacità di inibire la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ritmo circadiano, l’orologio biologico e il ciclo sonno-veglia. «NEC, aggiunge Sgarabottolo, ha indirizzato anche questo inconveniente, progettando monitor a bassa emissione di luce blu». I monitor NEC hanno ricevuto le certificazioni ‘Low Blue Light’ e ‘Flicker Free’ dall’ente internazionale di certificazione TÜV Rheinland.

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