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HR Transformation

Milano, arriva la settimana del Lavoro Agile 2018

Dopo il successo dello scorso anno, dal 21 al 25 maggio il capoluogo lombardo promuove l’iniziativa volta a sensibilizzare aziende e lavoratori sui temi della flessibilità. Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano: «Le aziende italiane non hanno più alibi per rimandare l’introduzione del lavoro agile che rappresenta un pilastro per una riorganizzazione del lavoro più intelligente, con vantaggio reciproco tra le parti»

21 Mag 2018

In Italia il Lavoro Agile è in forte ascesa, soprattutto nelle grandi aziende. Secondo i risultati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano oltre la metà delle aziende medio grandi ha già lanciato (o sta per farlo) iniziative “smart”, anche se solo il 36% ha già dei progetti strutturati. La Lombardia e, in particolare, Milano si distinguono come i poli dove le aziende prestano maggiore attenzione alla tematica, con una concentrazione dei progetti rispettivamente del 50% e del 44% sul totale delle inziative rilevate dall’Osservatorio. Fra le tante aziende che hanno introdotto lo Smart Working spiccano Philips, Marie Tecnimont, Hera e Costa Crociere.

In questo scenario si colloca anche la settimana del Lavoro Agile 2018 promossa dal Comune di Milano, che inzia oggi e si conclude il 25 maggio. Cinque giorni in cui aziende, enti pubblici, università, istituti di ricerca, imprese grandi e piccole, associazioni e studi professionali sono chiamati ad aderire all’iniziativa, già promossa con successo lo scorso anno. Il Comune di Milano caldeggia fortemente l’adesione nella convinzione il Lavoro Agile sia un’incredibile opportunità per lavoratori e aziende, perché consente di lavorare meglio e con una migliore qualità della vita, salvaguardando al contempo l’ambiente a beneficio di tutti.

Le modalità di adesione sono tre: si può sperimentare il Lavoro Agile, offrendo la possibilità ai dipendenti di usufruire per uno o più giorni nella settimana dello Smart Working, lavorando in sedi diverse da quell’abituale (da casa o da altri luoghi pubblici o privati), presso postazioni di coworking o con flessibilità oraria; organizzare un evento sul tema, in autonomia o insieme ad altre aziende/enti, presso la propria sede o in uno spazio messo a disposizione dal Comune; adottare un’impresa o un ente, proponendosi come esempio di organizzazione in cui è stato adottato il lavoro agile, o proporsi per farsi adottare.

«È passato ormai un anno da quando il Senato ha approvato la legge 81/2017 che disciplina il Lavoro Agile, concludendo il percorso legislativo di una norma che enuncia principi e promuove diritti di grande valore, eliminando incertezze di chi riteneva mancasse l’adeguato supporto normativo. Le tecnologie digitali danno la possibilità di lavorare senza vincoli di luogo e orario, e impongono delle riflessioni non solo in termini di diritto alla disconnessione, ma anche in termini di sicurezza e riservatezza delle informazioni aziendali», ha ribadito Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano e Direttore Scientifico di P4I – Partners4Innovation.

Mariano Corso

Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e Responsabile Scientifico di P4I-Partners4Innovation

«Lo Smart Working non è “solo” un progetto tecnologico, anche se una gestione coerente delle tecnologie resta una leva fondamentale per consentire un cambiamento che può restituire tanta energia e benessere alle persone e dare slancio e competitività alle imprese del nostro sistema Paese – continua Corso -. Con la definizione della normativa sul Lavoro Agile, che riguarda sia il mondo delle imprese private sia il pubblico impiego, la nostra legge è la più evoluta d’Europa, e le aziende italiane non hanno più alibi per rimandare l’introduzione del lavoro agile, che rappresenta un pilastro per una riorganizzazione del lavoro più intelligente, con vantaggio reciproco tra le parti: aumento di produttività, meno assenteismo e costi, lavoratori più motivati e capaci di esprimere talento e passioni, una società più giusta, sostenibile e inclusiva».

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