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indagine

USA, il sovraccarico di lavoro ostacola la produttività

Il 68% dei lavoratori a tempo pieno considera insufficienti le ore di lavoro disponibili per completare i compiti giornalieri. Più di un quarto dei dipendenti ha dichiarato di non riuscire a staccare, nemmeno in vacanza. La seconda edizione dell’indagine “The State of Workplace Productivity Report” di Cornerstone OnDemand

19 Dic 2014

Redazione

Il 68% dei lavoratori statunitensi a tempo pieno è afflitto da un eccessivo carico di lavoro. Si tratta di ben il 14% in più rispetto ai risultati dell’indagine condotta nel 2013. Inoltre il 52% dichiara che il carico di lavoro – rapporto tra il tempo necessario per completare i compiti giornalieri e le ore di lavoro disponibili al giorno – è peggiorato negli ultimi 12 mesi.

Ecco quanto è emerso dalla seconda edizione dell’indagine sullo Stato della Produttività della Forza Lavoro di Cornerstone OnDemand“The State of Workplace Productivity Report” -, condotta in collaborazione con la società statunitense di ricerca Kelton su oltre 2.000 dipendendi full time dai 18 anni in su.

Sebbene alcuni lavoratori si sentano sopraffatti dalle troppe informazioni (40%) e dalla tecnologia (27%), oltre 6 persone su 10 credono che il sovraccarico di lavoro sia il vero ostacolo alla produttività. Inoltre più di un quarto degli intervistati ha dichiarato di non riuscire a staccare, nemmeno in vacanza.

«Viviamo in un mondo dove la presenza fisica sta diventando un optional, il confine tra lavoro e vita privata diventa sempre più sottile e gli orari di lavoro flessibili sono visti dai dipendenti come un diritto, non come gentile concessione del datore di lavoro», commenta Adam Miller, fondatore e CEO di Cornerstone OnDemand. «Le aziende che permettono ai loro collaboratori di svolgere il proprio lavoro nel migliore dei modi, attraverso politiche, risorse e cultura del lavoro innovative, sono nella posizione ideale per attrarre e trattenere i talenti. Fortunatamente, il Cloud e la tecnologia mobile stanno rendendo più facile intrecciare spazi di lavoro fisici e virtuali in modi che incoraggiano la collaborazione e la connettività».

Le modalità di lavoro, i luoghi e il modo in cui le persone utilizzano gli strumenti a livello professionale influiscono sulla produttività e sul successo in azienda.

I risultati dell’indagine evidenziano che gli strumenti e la modalità di gestione del lavoro odierni non sono in grado di formare la forza lavoro del futuro. Tuttavia, esistono delle possibili soluzioni:

  • Gestione del tempo. Avere tempo libero potrebbe aiutare i dipendenti a essere più produttivi. Il 65% dei lavoratori pensa che poter avere orari di lavoro flessibili e la possibilità di lavorare da casa possa aumentare la produttività. Lo stesso numero di intervistati concorda sul fatto che, con la giusta tecnologia, le riunioni faccia a faccia potrebbero essere completamente sostituite. Ad oggi però solo al 19% dei lavoratori è permesso lavorare da remoto.
  • Distrazioni. Il 43% dei dipendenti considera le visite improvvisate dei colleghi il peggior nemico della produttività. Non sorprende quindi che per il miglioramento della produttività siano stati indicati in primo luogo ambienti di lavoro che favoriscano la concentrazione, come le “stanze chiuse” (37%), seguiti da “uffici a cubicoli” (23%). Solo il 19% considera idonei gli open space.
  • Tecnologie indossabili. La tecnologia indossabile sembra essere uno strumento di produttività ancora poco utilizzato. Sebbene solamente il 12% degli intervistati dichiari di utilizzare questa tecnologia per lavoro, il 71% ne riconosce i vantaggi a favore della produttività. Questo piccolo numero di utenti utilizzatori è però destinato a crescere, infatti il 72% degli intervistati ritiene che la tecnologia indossabile sul posto di lavoro finirà per diventare standard.
  • Rilevamento dati sul personale. 8 lavoratori full time su 10 sarebbero disponibili a utilizzare tecnologia indossabile fornita dall’azienda per tenere sotto controllo dati relativi la salute e il benessere del personale. Alcuni sarebbero disponibili a farlo in cambio di benefit, come ad esempio un aumento del bonus di fine anno (67%) o la riduzione del premio dell’assicurazione sanitaria (57%). Il 76% dei lavoratori intervistati si dichiara favorevole a fare lo stesso per dispositivi indossabili che tracciano performance e produttività in cambio di un giorno di vacanza extra per ogni mese di rilevamento dati (54%), orari di lavoro flessibili e modalità di lavoro da remoto (54%) o una riduzione del 5% delle ore lavorative (41%).

«I lavoratori affermano di sentirsi sovraccarichi e improduttivi; ma è fondamentale sapere se i datori di lavoro siano a conoscenza di questa situazione», conclude Miller. «I risultati dell’indagine sottolineano quanto sia importante conoscere la propria forza lavoro. La capacità di aiutare i dipendenti ad affrontare gli ostacoli alla produttività e creare le condizioni migliori per il loro successo non solo aiuta le imprese a rimanere competitive, ma ha un impatto positivo anche sull’impegno e la fedeltà dei dipendenti».

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