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Nuove Professioni

Il team di Piacentini? «Una startup a Palazzo Chigi con il giusto mix di competenze»

Marco Planzi, Associate Partner di P4I -Partners4Innovation ed esperto di strategia digitale, commenta i criteri con cui il Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda digitale ha scelto i profili e selezionato la squadra che lo supporterà nel corso del suo mandato. «Lavorare con spirito pionieristico e sperimentale può portare a superare le barriere tecniche, normative, psicologiche e culturali»

12 Ott 2016

Redazione

Per Diego Piacentini è arrivato il tempo di creare il Team per la trasformazione digitale, che lo supporterà nei prossimi due anni nel coordinamento degli enti pubblici, nell’individuazione di regole e linee guida.

Il super manager di Amazon, che lavorerà pro-bono per il Paese, ha pubblicato le job description per reclutare la squadra. Un elenco interessante per comprendere le figure chiave in grado di portare avanti un progetto di Digital Transformation e le caratteristiche umane necessarie.

«Per capire il senso della chiamata alle armi da parte di Piacentini serve capacità di immaginazione. Serve pensare a un team di esperti su tematiche digitali che lavora a Palazzo Chigi insieme con i principali ministeri come se fosse una startup che lavora con spirito pionieristico e sperimentale in un moderno spazio di coworking», afferma Marco Planzi, Associate Partner di Partners4Innovation ed esperto in strategia digitale. «Questo può essere il modo in cui si riescono a superare le barriere tecniche, normative, psicologiche e culturali che hanno frenato i precedenti tentativi di cambiare passo nell’attuazione dell’agenda digitale del Paese».

Marco Planzi

Associate Partner, P4I-Partners4Innovation

Secondo Planzi, un approccio così pragmatico valorizza le competenze tecniche legate al digitale e rappresenta una rivoluzione per chi concepisce e realizza i servizi pubblici. Le esigenze dei cittadini vengono “messe al centro” grazie all’esplicito reclutamento di figure professionali (esperti di user experience, di content creation & management, di metriche e analisi dati) che per formazione, cultura ed esperienza professionale hanno tra i propri valori la soddisfazione dei clienti e non solo l’adempimento di un mandato.

«Sono arrivate migliaia di manifestazioni di interesse a lavorare con noi. Per l’esattezza sono state 3.455 solo dal sito, a queste si aggiungono centinaia di email e di contatti sia diretti che tramite social media da parte di talenti, giovani e meno giovani, donne e uomini, che con grande entusiasmo e determinazione vogliono contribuire alla missione della trasformazione digitale del nostro Paese», ha reso noto Paolo Barberis, Consigliere per l’Innovazione del Presidente del Consiglio .

Nello specifico i profili richiesti sono 14: esperto di architetture big data, esperto di cybersecurity, Chief Technology Officer, esperto sviluppatore Mobile e App, esperto di pagamenti digitali, Applied Data Scientist, esperto di prodotto e UX/UI (esperienza utente / interfaccia utente), esperto di disegno e di contenuti, esperto in relazioni con gli sviluppatori, esperto in metriche e analisi dati, esperto in collaborazioni internazionali, tre esperti sviluppatori software, quattro esperti in comunicazione e relazioni pubbliche istituzionali, due esperti manager di progetti tecnici.

«Se guardiamo ai profili ricercati nel loro complesso, ci sono alcune competenze soft, non richieste in modo esplicito, che sono comuni a tutti i profili – sottolinea Planzi -. Oltre alle competenze tecniche, ciò che farà la differenza sarà la confidenza nel trattare la complessità propria del mondo digitale, l’ostinazione nel lavorare con problemi difficili, la tolleranza all’ambiguità, l’abilità nel trattare con criticità definite in modo incompleto, la capacità di comunicare e lavorare con gli altri per il raggiungimento di una meta comune o di una soluzione condivisa e, ultima ma non meno importante, l’abilità nel trattare aspetti sia umani che tecnologici, in quanto la dimensione umana è essenziale per il successo di qualunque innovazione digitale».

Concludendo, l’Associate Partner di Partners4Innovation ribadisce che se il team di Piacentini riuscirà a scaricare a terra tutte le proprie competenze (sia tecniche che soft), quando si disegnano nuovi servizi pubblici si potranno finalmente superare quelle barriere che impongono ai cittadini operazioni ripetitive, complicazioni inutili, lentezze esasperanti e che spesso generano frustrazione nel rapportarsi con la pubblica amministrazione.

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