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Case study

Strategie HR, il Banco Popolare investe sull’innovazione con il Cloud

Puntare sul welfare aziendale, sulla collaborazione social e su un sistema di gestione che consente di avere un quadro sempre aggiornato della storia e delle caratteristiche relazionali, professionali e tecniche di ciascun dipendente. È questo in estrema sintesi il progetto che l’istituto di credito ha sviluppato con Oracle

28 Apr 2016

Paola Capoferro Ronchetta

Lavorare con una metodologia consolidata, contare sul supporto di un gruppo di lavoro “integrato”, ricercare il parallelismo tra l’evoluzione dei processi e dei sistemi per cogliere pienamente le sinergie. È questa la ricetta alla base del progetto di HR Transformation del Banco Popolare, che ha trovato nel Cloud la risposta alla necessità di essere reattivi al cambiamento.

«L’area delle risorse umane è una delle più strategiche per portare un reale valore a questo cambiamento in atto – sottolinea Roberto Speziotto, l’HR Manager di Banco Popolare -. Il nostro progetto trova le sue basi nella storia stessa del Gruppo, che nato nel luglio 2007 dalla fusione fra il Banco Popolare di Verona e Novara e la Banca Popolare Italiana oggi conta più di 17.000 dipendenti, 1.800 filiali e oltre 2,5 milioni di clienti, distribuiti su 4 divisioni territoriali. Proprio l’aver vissuto l’integrazione di realtà differenti ha fatto emergere l’esigenza di trovare uno strumento unico di comunicazione con le nostre persone e di mettere la persona giusta al posto giusto. Per fare al meglio queste scelte abbiamo deciso di ricorrere alla tecnologia, che ci consente di consultare la storia dei nostri dipendenti e avere un quadro completo e sempre aggiornato delle loro caratteristiche relazionali, professionali e tecniche. La nostra volontà è di far crescere le nostre persone con le competenze adeguate».

Banco Popolare ha così deciso di adottare la soluzione Oracle HCM Cloud per mettere le risorse umane al centro e sviluppare strategie HR innovative come il welfare aziendale, la collaborazione social, ma anche proporre ai dipendenti un sistema operativo HR accessibile, con tempi di innovazione rapidi e caratterizzato da una spiccata flessibilità.

Per il pieno successo dell’inziativa e il coinvolgimento adeguato di tutti i dipendenti – si tratta di circa 17.500 persone -, sin dalle prime battute c’è stata un’interazione forte tra la Direzione HR, la Società Gestione Servizi (SGS) interna alla banca e specializzata nell’IT, e la divisione Oracle Consulting, il team che gestisce i progetti su tecnologie e applicazioni Oracle.

«Le declinazioni tecnologiche sono state fatte di concerto con l’obiettivo di non avere solo uno strumento a uso della direzione risorse umane, ma anche di supporto per i capi delle filiali per l’attività di tutti i giorni. Grazie a una semplice maschera è, infatti, possibile vedere in tempo reale cosa gestisce ciascuna risorsa, quali sono le strutture che governa, qual è la sua retribuzione rispetto a un benchmark di mercato e rispetto a un benchmark interno, ecc.. In precedenza tutte queste attività necessitavano di più elaborazioni e di una manualità che comporta una certa percentuale di errore. La soluzione Cloud adottata oggi ci consente di superare questi processi farraginosi e ci permette di gestire anche il processo di valutazione delle performance in modo differenziato in funzione dei ruoli professionali», continua Speziotto.

Il progetto, che si concluderà entro il primo trimestre del 2017, segue un piano ben definito che prevede dei rilasci graduali. Infatti, come racconta Antonio Maurino del Servizio Sistemi Risorse Umane (l’area IT interna alla Direzione del personale, ndr), «il piano non prevede unicamente di rivedere le pratiche gestionali che hanno a che fare con il mondo della tecnologia Oracle, ma anche tutta l’architettura dei nostri sistemi informativi. La prima fase si è comunque rivolta alla componente di talent management e succession planning in quanto li ritenevamo due elementi trainanti della nostra strategia HR che punta alla valorizzazione delle risorse umane, alla creazione di un bacino di competenze sempre più ampio e alla gestione dei piani di successione».

A seguire saranno integrati anche i moduli che riguardano formazione, recruitment e conversation management, fino ad arrivare alla gestione dei payroll delle componente di business intelligence che riguarda l’area del personale. «Proprio la possibilità di poter essere molto reattivi al cambiamento e di “andare in onda” dopo aver fatto una corretta analisi dei progetti con l’introduzione sequenziale di moduli, senza seguire passaggi in produzione e customizzazione degli applicativi beneficiando delle best practice di un mercato che porta valore all’HR, ci ha convinti a scegliere il Cloud come tecnologia e Oracle come partner tecnologico. Eravamo comunque consapevoli del fatto che, insieme alla SGS, avremmo comunque dovuto valutare tutti gli aspetti attinenti alle componenti infrastrutturali, di privacy e sicurezza», conclude Maurino.

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