Brand Invincibile

Le persone al centro del brand invincibile: qualità e attualità in ogni fase dell’Employee Journey

Le organizzazioni devono uscire dalla mentalità del lifecycle dei dipendenti e concentrarsi sulle micro-esperienze quotidiane che influenzano il rapporto tra i collaboratori e le policies aziendali, i valori e i comportamenti che danno consistenza alla Brand Identity. Al via una rubrica in 7 tappe che racconta come conferire qualità e attualità a ogni fase dell’Employee Journey

02 Dic 2019

Rosanna Del Noce*

HR Advisor e CEO di Recround

Un brand è invincibile quando le persone si sentono parte di un unico grande progetto in cui ognuno investe la propria energia per migliorarlo, la propria voce per farlo conoscere al mondo in modo autentico, il proprio cuore per alimentarlo con quel benessere da cui si ottengono ROI più gratificanti e duraturi.

Inizia oggi un percorso in 7 tappe nel quale parleremo di come rendere un brand invincibile e in cui conosceremo insieme le opportunità del mondo Onlife e la centralità delle micro-esperienze vissute dalle persone che lavorano nelle organizzazioni aziendali.

Che cos’è il mondo Onlife?

Luciano Floridi, professore di filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford, ha coniato il neologismo Onlife nel 2013 per rappresentare la nuova condizione umana nell’era del digitale.

Nella realtà Onlife non c’è più una netta separazione tra pubblico e privato, tra sfera personale e sfera professionale. Siamo giunti in una dimensione in cui è sfumata la frontiera tra reale e virtuale e dove il primato del controllo ha lasciato il posto al primato dell’interazione.

Se il denaro è il bene di scambio più potente dell’Offline e la quantità di informazioni è il bene più prezioso dell’Online, nella realtà Onlife il bene che ha sempre più influenza è l’attenzione che prestiamo agli altri e al mondo che ci circonda.

C’è una frase di 4 parole – “le persone al centro” – che merita di essere sostenuta da un’autentica attenzione per le persone, per il tempo che dedicano al lavoro, per lo spazio vitale che condividono con clienti e colleghi.

Brand invincibile: un modello che dà valore alle interazioni

Partendo da questi presupposti ho ideato il modello del Brand Invincibile, un modello in cui l’identità e l’apprezzamento del brand nasce dalla qualità delle interazioni che si vivono in ogni ecosistema aziendale. Un brand è invincibile quando esiste un’evidente coerenza tra il vissuto dei collaboratori e la percezione delle persone che acquistano un prodotto o seguono semplicemente il brand sulle pagine social.

Il modello del Brand Invincibile mette le persone al centro di un employee journey che si rinnova continuamente, un viaggio che inizia molto prima della fase di Induction e che non si esaurisce con la fase di Offboarding. Un percorso di avvicinamento e di vicinanza con il brand che nasce dalla fase di Attraction di nuovi collaboratori e culmina con il loro spontaneo e genuino coinvolgimento nelle iniziative di Employee Ambassador.

L’indagine LinkedIn del 2019 “The ultimate list of Employer Brand Statistics” rivela che di fronte a un’offerta di lavoro i candidati valutano la qualità del commitment, la credibilità dell’employee experience, la capacità di engagement della presenza sui social e la qualità della candidate experience.

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Le organizzazioni hanno bisogno di uscire dalla mentalità del lifecycle dei dipendenti e concentrarsi sulle micro-esperienze quotidiane, una prospettiva che premia la costante attenzione verso i collaboratori e la possibilità di espressione delle loro qualità personali e professionali.

Perché è importante attribuire maggior valore alle micro-esperienze? Perché la qualità dell’employee experience è determinata dalle circostanze che impattano sulla quotidianità, micro-esperienze che influenzano il rapporto tra i collaboratori e le policies aziendali, i valori e i comportamenti che danno consistenza alla Brand Identity.

brand invincibile 1

Jacob Morgan, autore di The Employee Experience Advantage, sostiene che «le esperienze che viviamo hanno un impatto enorme su di noi e modellano le nostre relazioni con gli altri, ecco perché per le aziende è così importante creare esperienze positive per il loro personale. Avrà un impatto sulla qualità delle relazioni tra il personale e il management, l’organizzazione e il brand».

Le 7 fasi dell’Employee Journey presentate nel modello, indicano che non esiste una definitiva conclusione del rapporto tra aziende e collaboratori: questo rapporto può infatti trasformarsi in una vicinanza con il brand che va oltre la formale appartenenza a un’organizzazione. Le 7 fasi sono inoltre dei veri e propri Touch Point da sensorizzare per ricavare dati puntuali sull’efficacia delle strategie aziendali e poter lavorare in modalità feedforward oltre che feedback:

  • Attraction
  • Recruiting
  • Induction
  • Development
  • Reward
  • Care
  • Advocate
brand invincibile 2

La qualità delle micro-esperienze è favorita dai 7 Magneti che ruotano all’interno dell’Employee Journey e impattano quotidianamente sulla qualità di questo percorso:

  • Media
  • Reciprocity
  • Trust
  • Leadership
  • Insight
  • Share
  • Purpose

Il modello del Brand Invincibile privilegia una strategica contaminazione tra le funzioni HR, Marketing, Comunicazione e Data Analysis; presenta nuovi spazi di efficienza ancora poco esplorati e dimostra come ottenere significativi riscontri in termini di Talent Matching, Employee Engagement, Recognition Culture e Brand Reputation.

brand invincibile 3

Il frequente uso di termini come employer branding, recruiting marketing, employee advocacy ha spinto molte aziende a riflettere sul ceppo comune che caratterizza funzioni per troppo tempo distanti: fortunatamente questi universi hanno iniziato a dialogare e lavorare insieme anche perché le migliori esperienze di marketing nascono grazie a dipendenti ingaggiati, soddisfatti e determinati. Il confronto tra questi mondi è indispensabile per le aziende impegnate a promuovere una cultura e un mindset digitale.

Francesco Morace, sociologo e fondatore di Future Concept Lab, afferma che «blandire il consumatore non ha più senso quando il tema della credibilità parte dall’interno. I primi a giudicarti e, volendo, a metterti in difficoltà, sono le persone con cui collabori. Il nostro lavoro con le aziende si è spostato a monte: cominciamo dalle risorse umane e poi, solo dopo, si parla di prodotto. La vera professionalità è riuscire a sperimentare un futuro più umano, visto che il lavoro invade molta sfera privata delle persone».

Francesco Morace

Sociologo e fondatore di Future Concept Lab

In ognuno dei prossimi 7 articoli dedicati a “Le persone al centro del Brand Invincibile” vedremo come il modello conferisca qualità e attualità a ogni fase dell’Employee Journey, analizzeremo i dati di ricerche internazionali, accoglieremo le testimonianze di esperti e approfondiremo le strategie adottate da importanti brand.

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Rosanna Del Noce*
HR Advisor e CEO di Recround

Ideatrice del modello Il Brand Invincibile, HR Advisor e CEO di Recround, società che fornisce servizi, formazione e consulenza in ambito HR, Digital Recruiting e Social Employer Branding (www.recround.it), autrice di: CoEvoluzione 2.0 e Risorse Umane (edito da Franco Angeli) e Strategic Recruitment Canvas - Attrarre i giusti candidati e migliorare l’apprezzamento del brand. Nel corso della sua carriera professionale ha ricoperto il ruolo di HR Manager in diverse società italiane e multinazionali ed è stata consulente del Ministero degli Interni per un progetto sull’analisi predittiva di fenomeni sociali ed economici.

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