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Digital Transformation HR

HR Tech: il ruolo della tecnologia nella gestione delle persone in azienda

Disponibili su tre ambiti applicativi – human capital management, talent acquisition e talent management – le soluzioni dedicate al mondo delle Risorse Umane e del Change Management raggiungono la massima efficacia quando implementate in un ecosistema integrato. Quali sono e che ruolo hanno

11 Feb 2019

Domenico Aliperto

Un mercato giovanissimo, ma in pieno fermento. Una grande opportunità per le imprese che puntano su efficienza e approccio data-driven per generare nuovo valore attraverso l’ottimizzazione dei processi e la comunicazione interna. Al settore dell’HR Tech fanno capo aziende specializzate nello sviluppo di soluzioni digitali dedicate al mondo delle Risorse Umane e del Change Management. Parliamo di strumenti ancora poco diffusi nella stragrande maggioranza delle aziende italiane, specialmente se di medie e piccole dimensioni: basti pensare alle piattaforme per le video-interviste e i colloqui conoscitivi, ai software per la gestione di paghe e contributi e a quelli di assessment – per esempio rispetto alla compliance con il Gdpr – basati sull’Intelligenza artificiale, senza dimenticare gli assistenti e gli sportelli virtuali per svolgere in autonomia le procedure burocratiche e le applicazioni di Employer Branding su social network, blog e siti Internet.

Che cos’è nello specifico l’HR Tech

Tutto ciò che in qualche modo, attraverso il digitale, rende più snelli e fluidi i processi che dipendono dall’ufficio Human Resource è definibile come HR Tech. Si tratta quindi di una moltitudine di piattaforme, applicazioni e servizi profondamente innervati in tutte le attività aziendali. Si può anzi tranquillamente affermare che quanto più sono connessi con le operazioni svolte quotidianamente dai collaboratori, tanto più questi strumenti risulteranno efficaci. Sono infatti i dati generati da ciascuna interazione dei dipendenti ad alimentarli: all’aumentare della quantità di informazioni disponibili, grazie ai Big Data Analytics, gli amministratori di sistema possono valutare le performance, calibrarne l’erogazione e potenziare i servizi per ottenere esperienze d’uso sempre più intuitive, oppure per disegnare nuove strategie nella gestione dei processi e nella comunicazione interna.

I dati dell’HR Tech

Secondo i dati dell’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano, l’ambito dell’Employer Branding sarebbe quello su cui le aziende italiane starebbero investendo (in crescita per il 45% delle organizzazioni coinvolte nella ricerca del 2018), insieme alle iniziative digitali per la formazione e sviluppo (58%). Nel complesso, il 60% delle direzioni HR che hanno partecipato all’indagine dell’Osservatorio, dichiara di aver aumentato il budget per le iniziative digitali rispetto al 2017, a fronte di un 4% che lo ha diminuito. Il 36% dei rispondenti dichiara invece di non aver visto rilevanti variazioni.

«Le organizzazioni e la Direzione HR devono investire su quegli strumenti che consentano di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei propri processi – sottolinea Fiorella Crespi, Direttore dell’Osservatorio del Politecnico -. Poter contare sulle professionalità digitali adeguate e possedere competenze aggiornate e in linea con il contesto tecnologico e competitivo è una condizione necessaria ma non sufficiente per poter affrontare la Digital Transformation». In occasione delle ricerca 2018, l’Osservatorio ha fatto una mappatura delle aziende intervistate in termini di presenza di alcuni strumenti digitali all’interno della Direzione HR e di loro introduzione futura nel 2018, concentrandosi in particolare sulle applicazioni emergenti e innovative. Emerge che gli strumenti basati sull’Intelligenza Artificiale a supporto dei processi HR sono ancora poco diffusi e sono ancora poche le aziende che prevedono di introdurli. In alcune realtà iniziano ad esserci delle sperimentazioni in specifici ambiti, come ad esempio il Recruiting, ma si è ancora lontani dalla diffusione pervasiva. L’utilizzo di Social Media non professionali, come Facebook e Instagram, a supporto dell’Employer Branding risulta diffuso nel 43% delle realtà rispondenti, così come l’utilizzo di App che forniscono strumenti a supporto della formazione (video-pillole, tips informativi, brevi documenti) e le video-interviste o i video-curricula, indicati rispettivamente dal 38% e dal 37% dei rispondenti.

Secondo i recenti dati del rapporto realizzato da In-recruiting, gruppo specializzato nelle soluzioni software per il recruiting e la talent acquisition, l’HR Tech ha fatturato in Italia nel 2018 oltre 1 milardo di euro e circa il 40% delle aziende dell’ecosistema HR Tech italiano è nato negli ultimi 2-3 anni.

Il ruolo dell’HR Tech nelle aziende

Avendo a che fare con il cuore dell’organizzazione, l’HR Tech è una premessa indispensabile per intraprendere il percorso di Digital Transformation, che porta al concetto di Impresa 4.0. Sono fondamentalmente tre gli ambiti applicativi per cui vengono sviluppate le soluzioni HR Tech: human capital management, talent acquisition e talent management. Stando al censimento fatto da In-recruiting, in Italia le realtà dell’HR Tech sono nel complesso 103, e di queste 53 si occupano di human capital management, 42 di talent acquisition, otto di talent management. Sono, come intuibile, tre campi d’azione strettamente correlati tra loro: la vita in azienda di qualsiasi risorsa può essere descritta come un flusso che, salvo rare eccezioni, si muove secondo modelli standard, coerenti con l’ambito in cui è attiva l’organizzazione. Il ruolo dell’HR Technology è perciò vincolato a questa missione. La sempre maggiore diffusione di modelli di Smart Working e del concetto di Digital Workspace fa inoltre sì che le risorse umane siano sempre più coinvolte nei processi decisionali che riguardano il design degli strumenti di lavoro, in ottica di aumento della produttività, della sicurezza e dell’efficienza (con una particolare attenzione ai costi), ma anche e soprattutto del benessere dei collaboratori. Se opportunamente implementati e integrati tra loro, gli strumenti HR Tech costituiscono la base per la realizzazione di un ecosistema di soluzioni in tal senso trasparenti, flessibili e interoperabili.

Prendendo come riferimento uno schema sviluppato da Deloitte nell’analisi The digital workplace: Think, share, do. Transform your employee experience, che sintetizza le otto classi tecnologiche che rendono digitale il digital workspace è possibile cogliere ancora più in profondità il ruolo che gioca oggi l’HR Tech, nel semplificare la vita dei dipendenti in azienda.

Ma, in generale si può affermare che l’HR Tech ha implicazioni significative sia dal punto di vista del business, sia dal punto di vista delle risorse umane. Nel primo caso permette alla funzione HR di assumere un ruolo più strategico, ai dipendenti di diventare responsabili delle decisioni, elimina gli inutili silos e colma le lacune fra dipartimenti, rende migliore il processo di gestione dei talenti, che vengono finalmente messi al centro dei processi. Sotto il profilo delle risorse umane, invece, con l’HR Tech viene semplificato ogni aspetto che riguarda le risorse umane,  la collaborazione e la struttura organizzativa si evolvono, l’HR può analizzare i dati dei dipendenti e creare offerte personalizzate per i talenti, è possibile valutare le tecnologie esterne e rendere le decisioni delle aziende più strategiche.

Le soluzioni HR Tech

Nel mercato italiano l’offerta HR Tech è abbastanza variegata. Come si è accennato in precedenza la maggioranza delle soluzioni HR Tech offerte sono riconducibili a tre principali ambiti: human capital management (HCM), talent acquisition e talent management. Nel panorama italiano a operare c’è un numero consistente di società, si va dalle micro imprese fino ad arrivare alle realtà di grandi dimensioni.

In particolare, nel mondo HCM, tra quelle più note, e che offrono le soluzioni più complete, spiccano Oracle, SAP (con SuccessFactors), Workday, ADP, Infor, TeamSystem e Talentia Software. Tra le soluzioni a supporto della talent acquisition troviamo quelle di Indeed, VisioTalent, Google For Job e Carreer Builder. In ambito Talent Management troviamo Cornerstone OnDemand, SAP, Talentsoft, Docebo, Skilla.

Un esempio (integrato) di applicazione HR Tech

Il grande classico dell’HR Tech – un’applicazione in realtà non nuova, ma che negli ultimi tempi sta venendo enormemente rivalutata – è l’Intranet aziendale. Lungi dall’essere la bacheca che molti ricordano come uno strumento poco usabile e soprattutto poco utile, oggi l’Intranet è un vero e proprio punto d’accesso a tutti i servizi che l’impresa mette a disposizione dei propri collaboratori. La possibilità di collegarsi virtualmente da qualsiasi device, in ufficio come in mobilità, la rende la soluzione ideale non solo per rimanere costantemente aggiornati rispetto alle novità che riguardano procedure e aspetti burocratici della vita in azienda, ma anche per essere sempre in contatto con il business, attraverso per esempio piattaforme di social media integrate. L’Intranet sta diventando inoltre il touch point privilegiato per l’erogazione di informazioni di servizio e per la richiesta di assistenza tecnica. Merito anche della comparsa dei bot, che fungono da assistenti virtuali per la risoluzione dei problemi di ordinaria amministrazione. Come detto, è l’integrazione tra le varie applicazioni la vera forza di un’offerta HR Tech efficace, ed è solo con un approccio olistico che si riescono a massimizzare i risultati ottenibili con l’adozione di questi strumenti.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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