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Professioni digitali

Digital Transformation, è allarme competenze. Caccia agli esperti worldwide

Il deficit di skill digitali è oggi uno dei principali ostacoli al cambiamento delle organizzazioni: il 64% dei top manager intervistati da Politecnico di Monaco e SAP denuncia la mancanza di figure specialistiche. Investire in formazione e avere piani ragionati di recruiting diventa strategico

25 Lug 2017

Redazione

Ormai le organizzazioni riconoscono l’importanza della Digital Transformation, ma non tutte possiedono strumenti e competenze necessari per attuarla. Lo studio Skills for Digital Transformation, condotto dal Politecnico di Monaco di Baviera (Technical University of Munich) e da SAP, dimostra come il gap di competenze rischi di diventare il vero “collo di bottiglia” della digitalizzazione delle imprese.

Perché la digital transformation è importante

Basato sui dati raccolti coinvolgendo 116 decision makers del mondo business e IT in 18 Paesi, lo studio rileva un buon grado di consapevolezza dell’importanza della trasformazione digitale in termini di protezione dei modelli di business (dice il 45% del campione), creazione di nuovi (47%) e conoscenza del cliente (56%). La strategia di Digital Transformation ha ormai lo stesso peso dell’intera strategia aziendale, come dichiara il 90% degli intervistati. Tuttavia, solo il 37% delle organizzazioni ha sviluppato un piano di trasformazione digitale e appena il 26% è pronto per l’execution.

La più grande barriera? Le competenze

In una precedente edizione della ricerca di SAP, condotta nel 2015, il 53% degli intervistati dichiarava che i dipendenti della propria azienda non possedeva le competenze necessarie per una trasformazione digitale di successo: nel 2017 la quota è salita al 64%. È solo il 15% del campione ad affermare con sicurezza di avere le skill che servono: per gli altri la risposta è “no” o “non so”. Un ostacolo rilevante è considerato la mancanza di conoscenze cross-funzionali a livello del management: solo il 41% del campione dichiara che i propri manager IT possiedono le conoscenze di business necessarie per guidare l’organizzazione verso la trasformazione e appena il 34% dice che i manager business hanno le necessarie conoscenze IT.

Per produrre innovazione occorre saper gestire, implementare, coordinare persone: quali skill servono

Le aziende hanno fame di esperti in tecnologie percepite come “abilitanti” per i nuovi modelli di business: competenze in sicurezza digitale (per l’88% del campione), in tecnologie mobili (87%), gestione del cambiamento (84%), analisi dei Big Data (84%), Cloud Computing (76%), Internet of Things (75%). Trovare sul podio il “Business change management” indica che le skill richieste non sono solo tecniche: per produrre innovazione occorre saper gestire, implementare, coordinare persone e rispondere prontamente a uno scenario in cambiamento costante.

L’offerta di professionisti è inferiore alla domanda. Solo il 34% ha esperti di Big Data

Ancora nel 2017, come nell’indagine del 2015, nessuna competenza digitale è diventata una “commodity”: l’offerta di professionisti è inferiore alla domanda. Il gap è ampio soprattutto in alcuni settori: se per i Social Media il 57% del campione ritiene di avere in azienda competenze sufficienti, si scende al 49% per le skill del Cloud Computing. Le percentuali si restringono progressivamente per le altre tecnologie: competenze in tecnologie mobili sono presenti in azienda per il 46% del campione e lo stesso vale per gli esperti in gestione del cambiamento. Skill per la sicurezza digitale? Li ha solo il 45% delle imprese. E ancora: solo il 34% ha esperti di Big Data Analytics, il 32% ha competenze per l’IoT, il 24% ha risorse necessarie per la Blockchain. Fanalino di coda l’intelligenza artificiale, settore in cui solo il 21% dichiara di possedere skill.

Un sistema universitario più all’avanguardia, ma anche investimenti in formazione e aggiornamento da parte delle organizzazioni diventano un must. La stessa SAP, in collaborazione con il Centro Europeo di Ricerca per i Sistemi Informativi (ERCIS), sta conducendo uno studio per selezionare le best practice che le aziende possono seguire per sviluppare le skill per la trasformazione digitale: la base di partenza è l’analisi del fabbisogno interno cui deve seguire un piano strutturato di sviluppo delle conoscenze e di recruiting.

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