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digital transformation

Come costruire una cultura dell’innovazione condivisa

Eventi mirati, community, nuove metodologie di lavoro: i passi da compiere per valorizzare il potenziale creativo nascosto nelle organizzazioni, favorendo una collaborazione fra colleghi basata sulle competenze e non sulla gerarchia. Il punto di Marco Planzi, Associate Partner di P4i – Partners4Innovation

28 Apr 2017

Marco Planzi

L’Hackathon è uno dei principali “hashtag” di moda oggi nel mondo business. Di solito si tratta di una evento-maratona della durata di un paio di giorni non-stop in cui sviluppatori e imprenditori si sfidano per creare nuovi prodotti e servizi “digital”. Oggi, alcune grandi imprese concentrate in un impegnativo percorso di Digital Transformation hanno iniziato ad applicare i principi alla base dell’Hackathon e utilizzano questa modalità di collaborazione nata all’interno del mondo delle startup per vincere l’inerzia organizzativa e diffondere una cultura maggiormente orientata all’innovazione.

Gli Hackathon interni, che coinvolgono i dipendenti, sono perlopiù focalizzati a trovare idee per “hackerare” processi aziendali datati e poco orientati all’agilità. Tuttavia, le singole idee di innovazione che nascono in un Hackathon interno, per quanto creative e importanti per l’azienda, rappresentano solo una delle finalità di queste iniziative. I partecipanti provano sulla propria pelle nuove modalità di collaborazione, si ricordano che anche la propria azienda è in grado di innovare con la rapidità di una startup se tutti vivono il proprio ruolo in azienda con entusiasmo, scoprono le proprie energie e il proprio potenziale creativo nascosto. Si tratta di un vero e proprio evento culturale, che non deve rimanere un caso isolato, ma deve essere parte di un piano per costruire una cultura dell’innovazione condivisa.

Quali passi vanno seguiti per valorizzare davvero il potenziale creativo nascosto di un’organizzazione e costruire la cultura dell’innovazione?

  • Il primo passo è creare momenti collaborativi e focalizzati nel tempo come gli Hackathon interni per coinvolgere i dipendenti nel processo di innovazione In questo modo si fa leva sull’intelligenza collettiva, si ritrova motivazione e speranza nel futuro del proprio business, liberano energie nascoste e creatività.
  • Diventa quindi indispensabile costruire una Innovation Community, un “luogo” virtuale in cui i dipendenti possono provare a lavorare applicando metodologie nuove, nate per innescare processi di innovazione, come il design thinking e la lean startup. La Community non deve essere un gruppo di lavoro chiuso, costituito da membri permanenti nel tempo. Al contrario, deve essere aperto, la cui composizione è dinamica sulla base delle competenze necessarie a sviluppare un progetto di innovazione.
  • La realizzazione di momenti collaborativi e di Innovation Community deve far leva su una mappatura estesa dei dipendenti, che punti a scoprire i migliori talenti da coinvolgere nella fase iniziale del processo di innovazione. Anziché vedere i propri collaboratori come gruppi generazionali, basati sull’inquadramento e sul ruolo che ricoprono in azienda, serve conoscere quali tra loro hanno spiccate capacità creative e imprenditoriali e quali sono le loro aspettative personali rispetto all’innovazione dell’azienda.
  • Più in generale, serve promuovere la collaborazione. I dipendenti devono abituarsi a far leva contemporaneamente sui propri colleghi, sulla tecnologia e su metodologie nuove che abilitano la collaborazione basata più sulle competenze che sulla gerarchia.
  • Il coinvolgimento deve essere trasversale a tutta l’organizzazione e passa dalla condivisione di linee guida accuratamente spiegate, in cui ogni dipendente può ritrovarsi e comprendere quale è il suo ruolo e il contributo che può dare nell’esecuzione della strategia.

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