Rivoluzione digitale: per essere agili le aziende devono puntare sul cloud

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Prepararsi alla fine della crisi: è tempo per le aziende di puntare sul cloud per essere agili

Gli atteggiamenti di resistenza al cambiamento non sono più appropriati in un contesto che richiede alle organizzazioni di rispondere a richieste sempre più pressanti. Per farlo le aziende devono urgentemente adattarsi e adottare le tecnologie che permettono di rispondere tempestivamente ai cambiamenti, rendendole resilienti

23 Giu 2020

Pierre Gousset

Vice president EMEA, Workday

Non ci sono dubbi sul fatto che stiamo attraversando una crisi che passerà alla storia. In due giorni, le grandi città hanno vissuto un nuovo Esodo. In poche ore, migliaia di aziende sono state svuotate fisicamente della loro forza lavoro e il telelavoro si è diffuso. Non tutte le organizzazioni erano preparate nello stesso modo a questo riassetto forzato. In particolare, lo studio “Covid-19 Impact: Navigating the European Technology Markets” di IDC ha dimostrato che, per il 30% degli intervistati, l’uso degli strumenti di base era ancora una sfida nel lavoro a distanza. Alla luce degli eventi e di ciò che sembrano indicare per il futuro, le organizzazioni devono urgentemente adattarsi alle tecnologie che aumenteranno la propria resilienza. Deve avvenire un’adozione diffusa del cloud per rendre agili le aziende.

Dal faccia a faccia al virtuale

Il mondo di ieri è stato caratterizzato da una “mobilità illimitata e senza limiti” (cit. Hubert de Védrines, politico francese e membro del Councilio di Stato). In ambito professionale, questa mobilità ha comportato viaggi ai quattro angoli della terra, con molti dirigenti che hanno trascorso non più di 48 ore a destinazione. Così, il terminal 5 dell’aeroporto J.F.K. di New York è stato trasformato in un hotel, con una zona sotterranea per uffici e reception: gli uomini di business sono arrivati, hanno tenuto la loro riunione e sono ripartiti.

Sembra molto probabile che il Covid-19 segnerà la fine di questo tipo di riunioni, cosa discutibile anche per i costi ambientali. Tutte le attività che comportano un’interazione fisica sono in pieno fermento. L’industria del turismo sta vivendo il momento peggiore della sua storia. E tutto sembra indicare che non si tratta di un unico sconvolgimento in un mondo che dovrebbe presto “tornare alla normalità”. Le imprese devono prepararsi al fatto che il mondo così come l’abbiamo conosciuto potrebbe non esistere più. Questo significa organizzarsi in modi diversi, ripensare completamente la propria strategia e le procedure professionali, per adottare una cultura più agile.

Essere agili non è più un optional per le aziende: è l’era del Cloud first

Come sottolinea uno studio di Mazars, da qualche tempo le aziende hanno sentito la necessità di un cambiamento accelerato, spinto da quattro fattori: lo sviluppo della tecnologia, l’aumento dei livelli di scambio internazionale, la domanda dei consumatori e l’emergenza climatica… e ora con l’aggiunta dell’emergenza sanitaria.

Finora, alcune aziende non hanno riconosciuto questa necessità, e sono state lente nell’adottare realmente il digitale. La natura molto disomogenea dell’adozione del cloud in alcuni paesi lo dimostra: appena il 20% delle aziende francesi che impiegano più di dieci persone ha acquistato servizi cloud nel 2018, contro il 65% in Finlandia e il 40% nel Regno Unito (fonte Studio Eurostat) – quando, secondo AllCloud, quasi 8 aziende americane su 10 hanno in programma di mettere metà del loro carico di lavoro nel cloud. Gli atteggiamenti di resistenza al cambiamento, business as usual, non sono più appropriati in un contesto che richiede alle organizzazioni di rispondere a richieste sempre più pressanti. Il cloud offre il meglio della rivoluzione digitale, come “una maggiore cooperazione, relazioni, interazione umana” (cit. Dorothé Kohler & Jean-Daniel Weisz, “Industry 4.0, an industrial and social revolution”) attraverso servizi fluidi e un facile accesso ai dati.

Perché farne a meno?

Molteplici iniziative hanno già avuto luogo, contando sulla stampa 3D per fornire urgentemente maschere e dispositivi di protezione al personale che si prende cura di loro. Gli insegnanti stanno compiendo enormi sforzi per adempiere ai loro compiti, affidandosi in larga misura a infrastrutture cloud in grado di far fronte a una domanda elevata. Decine di organizzazioni stanno reinventando le loro operazioni per creare valore dove serve… e questo è solo l’inizio. La crisi ha richiesto livelli estremi di adattabilità, e la ripresa richiederà altrettanti sforzi. Per essere chiari, chi non è agile non ce la farà.

Ritorno al futuro… del lavoro

Nessuno ha previsto o richiesto l’isolamento. Ma dopo aver subìto questa catastrofe, stanno gradualmente emergendo diverse dinamiche positive:

  • I vari strumenti di collaborazione hanno dimostrato di poter offrire scambi fluidi e di poter aumentare l’intelligenza collettiva dei team di lavoro. Le aziende più flessibili continuano a innovare nonostante le circostanze.
  • Chi è ancora scettico in merito al telelavoro ha avuto molto tempo per vedere che il faccia a faccia non significa necessariamente efficienza. Alla fine, i dipendenti beneficeranno di un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata se avranno la possibilità di organizzarsi come meglio credono.
  • Ne beneficeranno ancora di più, in quanto potranno scegliere dove vogliono vivere. In Francia, ad esempio, sempre più manager desiderano lasciare la regione parigina e creare centri di competitività altrove, è possibile che si verifichi anche in altre grandi città. Questo sarà possibile grazie a infrastrutture tecnologiche davvero potenti, che aiutano a lavorare “oltre le mura”.

Proiettati in questo futuro di lavoro, probabilmente non torneremo mai indietro. La fine della crisi sarà l’occasione per una revisione, ma possiamo già anticiparla: l’avvento della trasformazione digitale – finora più mediatica che reale – è sostenuta da una forte crescita nel cloud.

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