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Il lavoro che cambia

Lavorare con la “Cognitive Collaboration”: collaborazione agile e ottimizzazione delle attività

Il continuo evolversi dei modelli di leadership, del workplace e delle tecnologie sta contribuendo alla nascita di una fase che Cisco chiama “Cognitive Collaboration”: i team sono facilitati nell’interagire e prendere decisioni, e si risparmia il tempo dedicato a compiti ripetitivi e inutili

05 Mar 2019

Enrico Miolo

Smart Working Leader, Cisco

Il modo di lavorare continua a trasformarsi rapidamente sotto ogni punto di vista. Si evolvono i modelli di leadership, i layout degli uffici e gli strumenti tecnologici a disposizione delle persone. Dal punto di vista tecnologico siamo di fronte a un’ulteriore fase di forte innovazione contraddistinta dalla possibilità di utilizzare un’immensa quantità di dati messi a disposizione nel Cloud e dall’Intelligenza Artificiale.

In Cisco chiamiamo questa fase Cognitive Collaboration e pensiamo che, ancora una volta, avrà un grande impatto nell’agevolare il modo di lavorare delle persone. Il punto è rendere i team di lavoro più agili nel collaborare e prendere decisioni; ottimizzare attività inutili e ripetitive che non producono valore; liberare tempo e dare strumenti innovativi per le attività più pregiate, quelle che portano reali benefici.

La Cognitive Collaboration ha un forte impatto nella diffusione di quello che oggi viene chiamato Smart Working. Per esempio, la tecnologia capisce il “contesto” di una nostra riunione fornendoci informazioni rilevanti prima che questa avvenga. Durante la riunione l’esperienza è intuitiva e personale grazie al riconoscimento facciale, all’utilizzo di comandi vocali, alla possibilità che più persone possano lavorare e disegnare contemporanemaente sullo stesso progetto. Il mondo fisico/hardware degli uffici è completamente connesso con quello virtuale/software di chi vuole lavorare da qualsiasi luogo, dispositivo e applicazione. In sintesi, le persone si devono poter rilassare e concentrare solo nella parte “umana” di una riunione.

La Cognitive Collaboration ha un impatto determinante anche nell’interazione tra le aziende ed i clienti (Customer Experience) aggiungendo canali di collaborazione digitali (video, persitent messaging, chat bot), ma soprattutto, ancora una volta, aggiungendo informazioni importanti sul “contesto” per il quale un cliente ci contatta o viene contattato. Contesto che viene elaborato grazie ai dati del Cloud ed all’Intelligenza Artificiale.

Un ultimo esempio riguarda lagestione del Workplace. Con la Cognitive Collaboration le persone possono usufruire e utilizzare gli strumenti tecnologici in modo intuitivo e in autonomia. Un modello “self-service” che il mondo consumer conosce bene, ma che ha le garanzie di sicurezza, gestione e compliance del mondo enterprise. Chi gestisce le architetture IT ha moltissimi dati analitici a disposizione che permettono di concentrarsi su decisioni di business più strategiche anzichè nella gestione della piattaforma tecnologica.

Siamo di fronte, ancora una volta, all’opportunità di migliorare e trasformare il nostro modo di lavorare. Per troppo tempo le persone si sono adattate alla tecnologia, ora è la tecnologia che si adatta alle persone grazie ad un utilizzo intuitivo e all’integrazione con l’Intelligenza Aritificiale. Per Cisco questo percorso è già inziato e buona parte della tecnologia necessaria è già disponibile. Le aziende che sapranno cavalcare queste innovazioni avranno dei vantaggi competitivi e potranno creare un ambiente di lavoro in grado di attrarre i migliori talenti.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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Enrico Miolo
Smart Working Leader, Cisco
Lavorare con la “Cognitive Collaboration”: collaborazione agile e ottimizzazione delle attività

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