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L’approccio Agile fa bene al Business: ecco cos’è e perché dilaga nelle aziende

Da metodologia usata per migliorare lo sviluppo prodotti ad approccio trasversale e pervasivo. Cosa significa Agile e perché sono sempre più numerose le aziende che imboccano la strada della Business Agility secondo Accenture

21 Set 2020

Redazione

Fino a qualche decennio fa le organizzazioni di successo erano quelle più stabili, che avevano rapporti consolidati con il proprio mercato di riferimento e i partner.

Se si guarda al panorama competitivo attuale, però, si comprende chiaramente come questi modelli siano ormai ampiamente superati, fatte salve pochissime, rare, eccezioni. Il contesto in cui si muovono le aziende oggi è in continua evoluzione e la disruption arriva da più fronti. La capacità di saper governare il cambiamento è, dunque, necessaria ma non è più sufficiente. Il fattore tempo gioca, infatti, un ruolo determinante nella sopravvivenza del business. Molte aziende, complice anche la pandemia, iniziano a comprendere il vero valore dell’agilità, della capacità di rispondere non solo in modo efficace, ma anche in modo estremamente rapido alle sfide del contesto in cui operano. La risposta all’esigenza di conciliare non solo la velocità d’azione ma anche l’efficacia e la resilienza, può essere riassunta in una sola parola: Agile.

Abbiamo chiesto ad Accenture il suo punto di vista su questo tema.

La genesi della metodologia Agile

La metodologia Agile nasce vent’anni fa nell’ambito dello sviluppo software. All’epoca si era capito che i modelli tradizionali di progettazione software, mutuati dal manufacturing, erano troppo complicati e rigidi. Nel febbraio del 2001 una ventina sviluppatori si riunisce in un resort di montagna nello Utah e stila un vero e proprio manifesto dell’Agile, che indica i principi alla base di questo nuovo approccio. Il valore più importante, come si evince dal documento, è la capacità di mettere l’individuo al centro del processo di sviluppo, che si tratti dell’utente o dello sviluppatore stesso, che deve essere in grado di intercettare i bisogni dell’utente, raccogliere le sue istanze, elaborarle e tradurle correttamente. Il grosso successo di Agile è legato alla capacità che offre di creare team cross funzionali perfettamente autonomi, in grado di analizzare il problema secondo diversi punti di vista ed elaborare in modo estremamente rapido soluzioni di valore. È nei primi anni Duemila che nascono i primi framework Agile come Scrum e Kanban, e negli anni successivi la metodologia ha molto successo ma inizia a evidenziare i suoi limiti. Si tratta, infatti, della soluzione ideale per progetti non eccessivamente complessi, con un numero limitato persone e team coinvolti. Per ovviare a questo problema, intorno al 2010 iniziano a diffondersi i primi framework di scalabilità per Agile come SAFe (Scaled Agile Framework), S@S (Scrum@Scale), DAD (Disciplined Agile Delivery) o LeSS (Large Scale Scrum). Questi permettono di coordinare numerosi team focalizzati però, ancora in prevalenza sullo sviluppo prodotti e il software development. È in quegli anni, spiegano da Accenture, che si inizia a comprendere che la portata dell’approccio Agile è ben più ampia, e che per massimizzarne i benefici occorre estenderne la portata a tutta l’azienda, dal finance alle HR, dal Customer Care alla compliance, facendolo evolvere verso la Business Agility.

Cos’è la Business Agility

La Business Agility assicura alle aziende la capacità di adattarsi rapidamente e in modo fluido all’evoluzione del suo contesto. «Come avviene nel morphing – spiega Accenture – le aziende devono essere in grado di cambiare la loro fisionomia e la loro struttura interna in modo estremamente rapido, per adattarsi alle sfide di un business che, mai come oggi, è dinamico e fluido.

Un business agile ha la capacità di ripensare rapidamente le proprie strategie, riconfigurando velocemente i processi operativi e l’organizzazione per trasformare le sfide dell’ambiente in cui opera in nuove opportunità di crescita. Quello che nasce come un approccio di sviluppo prodotti è, dunque, oggi un modello di innovazione a 360°, che si diffonde soprattutto nelle aziende del banking e finance, nel pharma, nelle telco e nelle utility. Un percorso che porta le aziende ad abbandonare le logiche organizzative a silos in favore di quelle di prodotto, più funzionali all’obiettivo di generare rapidamente valore per i clienti e il business. Il risultato del percorso è una Product Based Organization, un’organizzazione in cui i team di lavoro sono più eterogenei, composti da professionisti che appartengono a diverse aree funzionali, portatori di istanze diverse che vanno considerate e bisogni differenti che vanno gestiti. Gruppi di lavoro molto più coesi e focalizzati sugli obiettivi da raggiungere, che comunicano e collaborano in modo più efficace».

SolutionsIQ, il partner dell’impresa Agile

La seconda edizione del report “Raising the B.A.R.”, pubblicato lo scorso anno dal Business Agility Institute, evidenza che quasi otto aziende su 10 lamentano la scarsa capacità di rispondere rapidamente ai cambiamenti del contesto in cui operano. Lo stesso studio mette in luce che le realtà che adottano metodologie e approcci Agile ottengono benefici significativi soprattutto nella capacità di migliorare la customer satisfaction, ingaggiare e fidelizzare i dipendenti, vincere le sfide competitive. Il 79% delle aziende che ha intrapreso questo percorso di cambiamento non è, però, in grado di costruire al proprio interno le competenze necessarie per affrontare il viaggio. C’è spazio, quindi, per supportarle in modo più efficace. Proprio quello che si propone di fare SolutionsIQ. La practice, frutto dell’acquisizione dell’omonima azienda americana perfezionata tre anni fa da Accenture, conta diverse centinaia di practitioner certificati nel mondo. Crea percorsi di Agile transformation e Business Agility transformation e offre servizi di consulenza e formazione. «Le competenze Agile sono fondamentali per vincere le sfide di ambienti competitivi sempre più complessi e disruptive – sottolinea Accenture. I framework sono efficaci, certo, ma per essere più agili serve soprattutto una nuova cultura organizzativa, un cambio di mindset, occorre sviluppare nuove competenze e stili di leadership». Ed è proprio in questo ambito che la value proposition di SolutionsIQ è in grado di fare la differenza. Il percorso che l’azienda propone ai clienti che imboccano la strada della Business Agility è suddiviso in quattro tappe.

  • Discovery e assessment: in questa fase l’obiettivo principale è comprendere qual è la motivazione che spinge al cambiamento (why). Attraverso survey e interviste ai leader delle diverse aree organizzative, gli esperti di SolutionsIQ verificano l’interesse alla trasformazione (appetite). L’osservazione dei team di lavoro permette di comprendere la cultura dell’organizzazione. La fase di assessment termina con un’ipotesi di modello operativo da seguire nella fase successiva, che indica quali sono le aree più interessanti da indagare.
  • Execution: in questa fase si individuano i team “pilota”, gli obiettivi e le tempistiche delle diverse wave di rilascio. L’analisi dei feedback sul lavoro svolto dai team pilota permette di acquisire informazioni fondamentali su come plasmare i nuovi modelli operativi dell’organizzazione e sulla roadmap da seguire nella trasformazione.
  • Sustain: in questa fase gli esperti di SolutionsIQ aiutano l’azienda a identificare le figure chiave del cambiamento, come Agile Coach e Scrum Master. È sempre in questa fase che l’azienda inizia a costruire quelle competenze interne che le permetteranno, poi, nella fase successiva, di proseguire in autonomia.
  • Scaling: l’azienda prosegue in autonomia il suo percorso verso l’Agile Business.

«Molte aziende negli ultimi tempi ci hanno manifestato la volontà di passare a un modello Agile – conclude Accenture. Per alcune di loro l’obiettivo è creare modalità di lavoro in team più coese e collaborative in un assetto di remote working diffuso. Per tutte invece, c’è la consapevolezza che la capacità di adattarsi rapidamente ai nuovi scenari disegnati dalla pandemia nei prossimi mesi sarà cruciale».

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