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Workplace management

Benessere sul posto di lavoro: «Un ambiente facile da vivere rende più produttivi»

Per favorire la cultura dell'”Healthy Working” bisogna puntare su una strategia workplace che consideri spazi, organizzazione e cultura aziendale, implementazione di tecnologie, ma soprattutto le persone. Il punto di vista di Lorenzo Maresca, Country Manager di Sedus Italia

13 Nov 2018

Lorenzo Maresca

Country Manager, Sedus Italia

La digitalizzazione ha cambiato le nostre vite e i nostri comportamenti, la diffusione di nuove tecnologie ha favorivo l’introduzione di nuovi modi di lavorare come lo smart working. Le aziende si stanno riorganizzando, cambiano le policies aziendali, gli stili di leadership, e di pari passo il layout degli spazi di lavoro deve essere ripensato per favorire questi nuovi modelli.

In questo contesto è cresciuta la consapevolezza delle aziende dell’importanza delle risorse umane come capitale prezioso in cui investire. È un dato di fatto che le persone soddisfatte e felici lavorano con maggior entusiasmo ed efficienza: benessere sul posto di lavoro e produttività vanno di pari passo e sono ingredienti essenziali per la crescita aziendale. In questo contesto il ruolo dell’HR è fondamentale per accompagnare e introdurre con successo il cambiamento.

Ma cosa significa maggior benessere sul posto di lavoro? Non si tratta solo di benessere fisico, ma anche mentale e sociale. È benessere a 360°. Noi di Sedus non parliamo più solo di smart working, ma parliamo di healthy working e come produttore di arredi il nostro obiettivo è favorire questa nuova cultura con un approccio complessivo allo spazio di lavoro. Occorre, quindi, una vera e propria strategia del workplace che consideri gli spazi, l’organizzazione e la cultura aziendale, l’implementazione di tecnologie, ma soprattutto le persone. A questo proposito un altro fattore da considerare è la convivenza di più generazioni nello stesso ambiente. Parlare di ufficio multigenerazionale non è più una tendenza, ma è una realtà che richiede l’integrazione di modi di lavorare differenti che possono coesistere.

La sfida delle aziende, ed in particolare dell’HR, è quella di individuare i problemi e le difficoltà generate dalla convivenza multigenerazionale. Bisogna sgomberare il campo da stereotipi che sono frutto di una generalizzazione. Diversi studi e ricerche ci dicono ad esempio che l’età non influenza la performance e quindi le persone più anziane, generalmente considerate lente e poco innovative, in realtà sono importanti per l’azienda per l’esperienza, la conoscenza della storia aziendale delle strutture e dei processi interni. I più giovani, invece, vengono considerati viziati, troppo social e digital, senza capire che invece sono semplicemente più flessibili, hanno voglia di imparare, hanno grandi capacità relazionali, e preferiscono la comunicazione informale. Le aziende quindi devono essere capaci di gestire le differenti priorità e i differenti punti di vista, procurando il giusto benessere per tutti.

Il modo in cui sono arredati gli spazi deve rispondere all’umore, alle attività e ai bisogni fisici delle persone. Dato l’aumento dell’età media dei lavoratori e il rischio di maggiore sedentarietà, è in costante aumento ad esempio la richiesta di arredi che supportino e stimolino il movimento, quindi oltre a sedie ergonomiche regolabili, anche tavoli regolabili in altezza per consentire di alternare la postura.

La configurazione dello spazio deve incentivare l’interazione spontanea e quindi aree relax, punti di incontro informali come le caffetterie e ove necessario spazi dedicati alla concentrazione dove le persone possano lavorare senza essere interrotte. In questo contesto l’arredo gioca un luogo fondamentale, deve essere flessibile e riconfigurabile per adattarsi alle esigenze e alle attività da svolgere, deve supportare l’interazione spontanea, deve incentivare il movimento e quindi consentire l’alternanza di posture sedute e posture erette, deve favorire la socializzazione. Quindi non solo sedie ergonomiche e tavoli regolabili in altezza, ma anche divani da lavoro per riunioni informali o per lavorare in concentrazione, tavoli alti per meeting creativi, o desk parcheggiabili e regolabili in altezza per configurare al momento spazi dedicati alla formazione e poltrone lounge, confortevoli ed ergonomiche, in aree dedicate alla socializzazione.

Per generare benessere sul posto di lavoro l’ambiente deve essere facile da vivere.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Lorenzo Maresca
Country Manager, Sedus Italia
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