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Il lavoro del futuro

I 9 fattori chiave della trasformazione digitale del posto di lavoro

Secondo la nuova ricerca sulla workplace transformation di Futurum, commissionata da DXC Technology, le aziende non dovrebbero concentrarsi solo su dispositivi e applicazioni ma favorire, in modo mirato, la collaborazione attraverso la semplificazione e l’agilità. Un focus sugli elementi di attenzione

20 Nov 2019

Patrizia Licata

La trasformazione digitale del posto di lavoro significa mettere sullo stesso piano gli investimenti in tecnologie, processi e persone. Secondo la nuova ricerca condotta da Futurum e commissionata da DXC Technology sulla workplace transformation le aziende non dovrebbero concentrarsi solo su dispositivi e applicazioni ma favorire, in modo mirato, la collaborazione attraverso la semplificazione e l’agilità. Inoltre, la trasformazione del posto di lavoro deve diventare una vera e propria strategia per soddisfare le esigenze sia dei dipendenti in ufficio sia di quelli che lavorano da remoto o come collaboratori.

L’analisi di Futurum si basa su un sondaggio tra dirigenti senior di aziende globali di diversi settori e dimensioni e sottolinea l’impatto positivo generato dagli investimenti nella digital workplace transformation: maggiore capacità di attrarre e trattenere i talenti, riduzione delle spese operative, aumento della produttività e della redditività. Ma è sulla migliorata capacità di catturare i talenti top e ridurre il turnover che le imprese si devono concentrare, perché oggi le risorse qualificate rappresentano il bene più prezioso che permette di innovare, crescere e staccare la concorrenza.

Nel suo studio sulla Futurum si concentra su 9 aree chiave che impattano il futuro del posto di lavoro: efficienza dell’organizzazione e della forza lavoro; capacità di supporto digitale; gestione delle applicazioni; strumenti per la collaborazione; gig economy; automazione; posto di lavoro fisico; lavoratori da remoto; trasformazione del posto di lavoro.

Trasformazione digitale del posto di lavoro: i 9 trend e le previsioni

La maggiore efficienza, unita ai risparmi, è per il 75% dei partecipanti al sondaggio il principale vantaggio ricercato nella workplace transformation. Il 63% mira a un miglioramento della collaborazione e il 54% vuole abilitare l’innovazione; il 53% dice di aspettarsi un incremento della capacità di attrarre e trattenere i talenti. Tuttavia, secondo Futurum, la employee retention dovrebbe essere un obiettivo prioritario quanto l’aumento dell’efficienza e la riduzione dei costi. Le organizzazioni tendono a investire più su tecnologie e processi che sulle persone, ma la scarsità di talenti sul mercato, unita alle sfide non ancora del tutto comprese della gig economy, esige che le organizzazioni offrano a tutta la forza lavoro gli stessi strumenti, le stesse risorse e la stessa capacità di collaborare. Futurum invita le organizzazioni a collegare la maggiore efficienza operativa con l’efficienza dei lavoratori: i due elementi vanno di pari passo.

Quanto alle capacità di supporto digitale, dovrebbero essere ritagliate sulle specifiche esigenze del singolo lavoratore: qui non vale il sistema della “taglia unica” (one size fits all). Stessa raccomandazione per gli strumenti di collaborazione: devono essere semplici da usare e mirati a seconda dei task, non generici.

Fondamentale anche la gestione delle applicazioni. Per Futurum l’abbonamento a un numero eccessivo di app con l’idea di ottenere copertura ad ampio raggio, può avere un grave effetto indesiderato: creare un sovraccarico e una riduzione della produttività, se non un rafforzamento dei sili culturali in azienda; inoltre aumenta l’esposizione dei sistemi a problemi di sicurezza o violazioni dei dati.

Altro elemento chiave nella workplace transformation è l’impatto della gig economy: per Futurum è concreto e alimenta una trasformazione radicale del posto di lavoro. Solo il 46% delle imprese intervistate partecipa oggi alla gig economy ma un altro 34% lo farà entro i prossimi 24 mesi, per esempio utilizzando in maggior misura dei freelance anziché forza lavoro dipendente. Occorre un modello fluido e talent-driven di gestione della forza lavoro, con un atteggiamento proattivo capace di anticipare problematiche e necessità dei lavoratori e di riposizionare in modo soddisfacente le risorse impattate dalla maggiore automazione delle attività.

A proposito di automazione, la Robotic Process Automation (RPA) viene descritta da Futurum come una forza disruptive che agirà ancora per diversi anni nel posto di lavoro. Non si tratta di una tecnologia come le altre, perché sostituisce l’intervento umano in diversi compiti basilari e ripetitivi. Questo permette alle aziende di risparmiare, essere più efficienti e impiegare per attività core talenti prima bloccati su compiti non strategici, ma ciò alza l’asticella sulle qualifiche, e quindi gli stipendi, di dipendenti e collaboratori.

Il sondaggio di Futurum rivela anche che tra due anni solo in metà delle organizzazioni i lavoratori da remoto avranno a disposizione le stesse informazioni e risorse disponibili per i lavoratori in sede. Le imprese che non accelerano il passo su questo punto rischiano di abbassare il livello di coinvolgimento del personale e di subire un elevato turnover.

Gli analisti invitano invece alla cautela negli investimenti nella sede di lavoro fisica: molte delle feature di moda potrebbero rivelarsi passeggere e non rilevanti. Meglio distribuire il budget equamente tra innovazione per gli uffici e tecnologie digitali che rendono più semplice e produttivo il lavoro. Andiamo verso un futuro in cui il 100% delle risorse corporate e umane saranno accessibili on demand (purché sia disponibile connettività mobile e wifi affidabile), afferma Futurum; la stessa definizione di “lavoro d’ufficio” apparirà superata e inefficiente.

Infine, gli investimenti diretti alla trasformazione del posto di lavoro vanno considerati come una vera e propria strategia, perché sono uno strumento con cui le aziende preservano il loro vantaggio competitivo. Gli investimenti devono essere mirati a tenere alta la employee satisfaction per stimolare l’innovazione nel business e nel portafoglio di prodotti.

Le risposte del sondaggio

Nel sondaggio commissionato da DXC Technology a Futurum il 68% del campione ha indicato miglioramenti nella produttività complessiva dopo l’implementazione di strumenti di collaborazione. Inoltre, il 53% delle organizzazioni prevede di automatizzare con la RPA più del 40% dei compiti idonei ad essere automatizzati nei prossimi due anni.

Il 79% delle organizzazioni ha detto di offrire ai propri lavoratori supporto digitale proattivo e/o predittivo. Tuttavia, secondo gli analisti, i maggiori guadagni in termini di produttività si hanno quando le aziende aiutano i dipendenti a capire quali soluzioni sono disponibili e come le possono sfruttare al meglio.

Il 93% delle imprese sta introducendo o pensa di introdurre policy e strumenti per la sicurezza dei dispositivi mobile e la gestione dei mobile device. Solo due terzi di questo 93%, tuttavia, hanno già implementato tali policy: ciò costituisce un rischio per dati e proprietà intellettuale che le aziende non devono sottovalutare, dice Futurum.

In generale, il 65% degli intervistati pensa di aumentare gli investimenti in workplace transformation nei prossimi 12-18 mesi; per il 51% sarà un lieve incremento mentre il 14% ha messo in preventivo un aumento sostanziale.

Gli analisti affermano che le aziende dovrebbero prediligere investimenti di lungo termine nella trasformazione del posto di lavoro con una vision che sappia guardare al futuro anziché fermarsi a soluzioni estemporanee in modo da potenziare al massimo per l’azienda il ritorno sulla sua risorsa più importante: le persone.

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