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Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS): “La partita si gioca su più fronti, ma l’innovazione è il punto di partenza”

In Italia la situazione è critica: senza un cambio di passo non raggiungeremo i goal dell’Agenda 2030. Tante le azioni da portare avanti. Dallo stimolare nel privato la previsione strategica dei fabbisogni di materie prime e prodotti per le transizioni verde e digitale, considerando gli impatti ambientali, economici e sociali, passando per l’investimento in ricerca, fino alla diffusione delle nuove tecnologie e delle connessioni adeguate. L’intervista a Marcella Mallen, Presidente di ASviS

02 Dic 2021

Laura Torretta*

Appena qualche giorno fa il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, hanno firmato il “Trattato per una cooperazione bilaterale rafforzata” al Palazzo del Quirinale. L’Articolo 1 prevede che le parti si impegnino a sviluppare, coordinare e favorire attività sinergiche nel comune obiettivo del “mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, nonché alla tutela e alla promozione dei diritti umani, e di adoperarsi per la tutela dei beni pubblici mondiali, inclusa la salute, e per la realizzazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile”.

È questo l’ultima delle iniziative che il nostro Paese sta portando avanti, rispetto al tema dello sviluppo sostenibile, ma è innegabile che l’Italia sia ancora indietro rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030. Qualcosa si sta muovendo con il programma Next Generation Eu e il PNRR, ma istituzioni, imprese e associazioni devono ancora lavorare insieme per raggiungere dei risultati concreti. Ne abbiamo parlato con Marcella Mallen, Presidente di ASviS – l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, nata nel 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile – e di Fondazione Prioritalia, in questo nuovo appuntamento della rubrica mensile ‘Empower Sustainability’.

Marcella Mallen

Presidente, ASviS

Qual è lo stato dell’arte in Italia rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs)?

Dal 2016, l’Alleanza presenta annualmente il Rapporto ASviS, una pubblicazione che monitora la posizione del Paese e dell’Europa rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Questo documento è anche l’occasione per presentare proposte concrete riguardo politiche che migliorino le condizioni di vita della popolazione, riducano le disuguaglianze e aumentino la qualità dell’ambiente. Quest’anno, abbiamo potuto realizzare un’analisi che includesse anche una valutazione dell’impatto della crisi pandemica. La questione è: come sta l’Italia rispetto all’Agenda 2030? Guardando ai dati più recenti, tra il 2019 e il 2020, il Paese mostra segni di miglioramento solo per tre Obiettivi: sistema energetico (Goal 7), lotta al cambiamento climatico (Goal 13) e giustizia e istituzioni solide (Goal 16) – anche se è importante sottolineare che il trend positivo del cambiamento climatico è in buona parte dovuto alle misure di lockdown, prese in risposta alla pandemia. Altri tre obiettivi – alimentazione e agricoltura sostenibili (Goal 2), acqua (Goal 6) e innovazione (Goal 9) – sono rimasti invariati, mentre notiamo con dispiacere che nove Obiettivi sono peggiorati: povertà (Goal 1), salute (Goal 3), educazione (Goal 4), uguaglianza di genere (Goal 5), lavoro (Goal 8), disuguaglianze (Goal 10), condizioni delle città (Goal 11), ecosistema terrestre (Goal 15) e cooperazione internazionale (Goal 17). Questi dati scoraggianti si rispecchiano in parte anche sul piano europeo, dove l’Italia occupa gli ultimi posti per quanto riguarda la lotta alla povertà, l’educazione, il lavoro, le disuguaglianze e la giustizia e le istituzioni solide. La condizione del nostro Paese è dunque ancora critica, e se non interverremo con cambi di passo decisi non raggiungeremo gli Obiettivi dell’Agenda 2030 nei tempi concordati in sede Onu.

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Il programma Next Generation Eu a livello europeo e l’adozione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza promosso dal Governo ci hanno dato qualche speranza. Anche il contesto privato è sicuramente cambiato. Nelle imprese è cresciuta la convinzione che bisogna guardare al benessere degli stakeholder, e quindi anche dei dipendenti, dei consumatori e delle comunità locali; inoltre, nel settore privato è ormai diffusa l’idea di reagire (e agire) con rapidità, assumendo i vantaggi di cui chi si muoverà per primo beneficerà durante la transizione ecologica e digitale. Anche la finanza sostenibile ha compiuto numerosi passi in avanti, con una crescente attenzione agli aspetti etici e di sostenibilità. Ma bisogna fare di più.

Qual è il “ruolo-missione” dell’ASviS per la realizzazione dell’Agenda 2030?

L’ASviS ha un obiettivo: far crescere nella società, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per il futuro dell’Italia e per diffondere la cultura della sostenibilità. Per raggiungere questo traguardo, ci avvaliamo del supporto di 300 aderenti tra le maggiori istituzioni e reti della società civile (come Save the children, Wwf, Amref, Unicef, Fairtrade, Earth Day Italia, Oxfam, Cmcc, solo per citarne alcuni) che hanno messo a disposizione 900 esperti per contribuire alle attività attraverso gruppi di lavoro tematici e trasversali. Le azioni con cui si può promuovere l’Agenda 2030 sono sicuramente molte. Abbiamo contribuito a definire la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, e presentiamo periodicamente alle istituzioni nazionali e locali proposte su politiche economiche, sociali e ambientali. A livello internazionale, abbiamo partecipato alla fondazione di “Europe Ambition 2030” e facciamo parte di SDG Watch Europe. Ma c’è anche un aspetto di comunicazione e informazione particolarmente significativo, per sensibilizzare istituzioni, imprese, opinione pubblica e cittadini sui temi della sostenibilità. Per questo sul nostro portale asvis.it proponiamo quotidianamente aggiornamenti sui singoli Goal, inviamo newsletter e produciamo prodotti multimediali sui temi dello sviluppo sostenibile. Inoltre, riteniamo importante riflettere anche sugli scenari e le tecnologie future: per questo motivo abbiamo lanciato nel 2020 Futuranetwork.eu. Si tratta di un portale di dibattito nato con l’obiettivo di presentare studi, articoli, interviste e segnalazioni di materiali per poter decidere oggi, a partire dalla cronaca, quale futuro vogliamo scegliere tra i tanti possibili. Queste riflessioni hanno legami profondi con lo sviluppo sostenibile, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra quest’ultimo e l’industria tech, che può portare profondi benefici, quando usata secondo criteri ispirati all’Agenda 2030. Ad esempio, la cattura e lo stoccaggio del carbonio, i nuovi metodi di lavoro smart, i dispositivi per le macchine elettriche, le innovazioni nel settore energetico (fotovoltaico ed eolico soprattutto) sono strumenti indispensabili per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, nel presente come nel futuro.

Consideriamo anche l’educazione allo sviluppo sostenibile un tassello fondamentale di questo percorso. Perciò, riteniamo importante agire nel mondo della formazione a tutti livelli: dai cartoni animati per i più giovani, ai corsi e-learning, alle collaborazioni con la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile fino ad arrivare all’alta formazione, settore in cui cooperiamo con vari master e school di alto livello.

Il Festival dello Sviluppo Sostenibile – una manifestazione che dura 17 giorni (tanti quanti gli SDGs) e che include migliaia di eventi in tutta Italia – è infine per noi un momento molto importante, perché è l’occasione per diffondere a gran voce, a tutte le fasce della popolazione, il nostro messaggio e quello dell’Agenda 2030.

La sostenibilità si gioca su più fronti, come puoi vedere, e la nostra missione è quella di metterci sempre in gioco, per diffondere i principi dell’Agenda 2030.

Aree critiche e punti di attenzione, priorità a breve, medio e lungo termine

Le aree critiche, come si deduce dai risultati del Rapporto ASviS, sono molte: basti pensare che la povertà assoluta non è mai stata così alta dal 2005, le disuguaglianze di reddito e il tasso di occupazione giovanile si sono aggravati (tra i Paesi dell’Ue l’Italia si posiziona nel 2019 al penultimo posto), l’istruzione di qualità ha avuto una forte battuta d’arresto dopo la pandemia, gli ecosistemi terrestri e marini non vengono ancora tutelati abbastanza (viene protetto solo l’1,7% delle aree marine, rispetto al 30% previsto entro il 2030) e siamo ancora privi di un Piano per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Per questo c’è bisogno di una pluralità di azioni. Nel settore privato, ad esempio, vogliamo stimolare la competitività industriale, attraverso una previsione strategica dei fabbisogni di materie prime e prodotti per le transizioni verde e digitale, considerando i relativi impatti ambientali, economici e sociali, e incrementando la ricerca e la sperimentazione di nuovi prodotti e processi. Perché se pensiamo ai prossimi anni è dall’innovazione che dobbiamo partire. Abbiamo ad esempio chiesto nel nostro Rapporto di stimolare la diffusione delle nuove tecnologie e di connessioni adeguate (problema di cui abbiamo testato l’entità durante la pandemia). L’Italia sta a buon punto con il Digital Compass dell’Unione Europea, programma che risponde all’appello della presidente von der Leyen di fare dei prossimi anni il “decennio digitale” dell’Europa. Però, chiediamo di più: bisogna marginalizzare le connessioni inadeguate e concentrarsi su quelle più efficienti, con l’obiettivo di arrivare a 20 milioni di connessioni in fibra direttamente a casa entro il 2023, raggiungendo la copertura di 2/3 del Paese. Il passo successivo è raggiungere la cablatura nazionale entro il 2026, in anticipo di quattro anni sul Digital Compass 2030.

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Ma dobbiamo ricordarci che la costante innovazione tecnologica a cui stiamo assistendo condurrà a profondi cambiamenti nel mercato del lavoro: perciò, saranno indispensabili percorsi di reskilling e upskilling per evitare di aumentare la disoccupazione, garantendo a tutte le fasce di età gli strumenti necessari per il re-inserimento nel mercato del lavoro, formando e informando i cittadini sulle competenze digitali di base. Speriamo che ognuna di queste priorità venga raggiunta nei prossimi anni, ma di una cosa siamo certi: il termine massimo è il 2030.

Dalle parole ai fatti: le iniziative di ASviS (gruppi di lavoro, partnership….)

L’Agenda 2030 chiama in causa governi, organizzazioni internazionali, attori della società civile per diffondere una transizione verde e digitale, stimolando anche, attraverso un’assistenza finanziaria e tecnica, le capacità innovative, tecnologiche e scientifiche delle imprese. L’ASviS ha recepito questa necessità, e da questo stimolo è nato il progetto “Innovability School”, la Scuola per l’innovazione e la sostenibilità, promossa dall’Alleanza in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia attraverso Uniser, la Fondazione Enel, Fondazione Lars Magnus Ericsson e la Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (Rus). L’ASviS riconosce infatti nelle start-up un ruolo particolarmente rilevante nell’affrontare in maniera responsabile le sfide della sostenibilità. Lo scopo della Scuola è proprio quello di istituire un percorso di formazione e affiancamento delle start-up che riconoscono nello sviluppo sostenibile un modello di business capace di ottenere risultati positivi, soprattutto in termini di creazione di valore da parte delle imprese. Ma, come ho ricordato prima, anche la comunicazione è fondamentale: per questo motivo abbiamo prodotto la pillola formativa “La transizione digitale per gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”, per approfondire le grandi potenzialità offerte dalla trasformazione digitale sul percorso verso la sostenibilità. Inoltre, abbiamo recentemente pubblicato il Quaderno “SDGital – La transizione digitale per gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”, un testo che offre una lettura d’insieme delle nuove strategie europee per la transizione digitale, con riferimenti al nostro quadro nazionale e alle principali scelte incluse nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Quello che facciamo, però, non sarebbe possibile senza i nostri Aderenti e i Gruppi di Lavoro di cui fanno parte, che con i loro esperti monitorano lo stato di salute dei singoli Goal e avanzano proposte concrete. Ma i nostri Aderenti si rimboccano tanto le maniche anche sui territori. Mi permetto di riportare qui due tra le molte iniziative: una è #hackAd “Social hackademy”, un progetto creato dagli Stati generali dell’innovazione per promuovere le abilità e le competenze digitali dei giovani provenienti da contesti svantaggiati; un altro progetto, promosso dagli enti pubblici di ricerca italiani, è “Risorse online da scienza e ricerca per la scuola”. Durante questa iniziativa, gli istituti hanno selezionato contenuti, video e contributi interattivi per favorire lo studio e l’approfondimento nella didattica digitale integrata.

Questi sono solo alcuni dei progetti e delle azioni che proponiamo, e che servono a consolidare e contribuire a un concetto che riteniamo centrale: le transizioni verde e digitale sono indispensabili per raggiungere il futuro sostenibile che auspichiamo.

Ringrazio Marcella per la disponibilità e il contributo di sviluppo su questo tema centrale per l’evoluzione della nostra società.

Vi aspetto il prossimo mese con Mauro Pallini, Presidente Scuola Etica Alta Formazione Leonardo per approfondire la prima certificazione sulla Social Responsability e Governance su ESG’S.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Laura Torretta*
Consulente di Trasformazione positiva CHO – Chief Happiness Officer - HR Innovation Manager - Counselor Organizzativo Sistemico Relazionale - Operatrice di Scienza del sè e respiro consapevole

Per 25 anni Responsabile di Direzioni Marketing & Vendite di medie aziende e multinazionali, ha operato nei settori del Largo Consumo e dell'ICT su mercati e canali BTB e BTC. Change agent nell'adozione di nuove strategie di mercato e di nuovi Go to Market, Change leader nella realizzazione di cambiamenti organizzativi e culturali delle funzioni commerciali. Da 10 anni accompagna, come Executive Professional, lo sviluppo di progetti di innovazione e trasformazione per la crescita sostenibile, personale e professionale, organizzativa e manageriale. Partecipa attivamente all’interno di diversi ambiti associativi per creare e diffondere una nuova cultura positiva del Lav-Oro e dei sistemi organizzativi. Sito: www.lauratorretta.it

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